RUNNING’N’TATTOO

La moda del tatuaggio spopola ormai anche tra i runner ed i triathleti: ma cosa ci si tatua? Ne abbiamo parlato con Marco Provolo del Black Jack Tattoo di Verona che ci ha dato anche qualche interessante suggerimento.

Pronti… Partenza… Via! Il colpo di cannone sancisce l’inizio della gara. Gli atleti, tanto i primi quanto gli ultimi, accendono i gps e… via di corsa, inseguendo quei 10, 21, 42, 50 chilometri… un fiume di volti sorridenti e dall’abbigliamento sgargiante si riversa per le strade ed i viali delle città, lungo i sentieri e gli sterrati di montagna. È così che, ogni domenica, inizia la celebrazione del rito del podista. Ma, soprattutto negli ultimi anni, a far capolino da braccia, gambe, spalle, schiene o colli sono grandi quantità di tatuaggi multicolore: niente di strano, dato che ormai il tatuaggio si è svincolato dalla vecchia nomea che lo vedeva un simbolo di delinquenti o carcerati, ‘appiccicandosi’ su corpi di, indistintamente, donne ed uomini, giovani e meno giovani…

Tanto che, al giorno d’oggi, è più strano vedere corpi dalla pelle completamente ‘pulita’ che atleti tatuati con i più disparati disegni. Ma, accanto ai soggetti classici, il mondo del running ha saputo reinterpretare il tattoo tradizionale adattandolo al proprio sentire: ecco, quindi, accanto alle carpe koi, ai draghi, alle scritte, agli ideogrammi giapponesi o alle Calavere messicane, tattoo che richiamano la propria passione per la corsa: “Alcuni dei miei clienti – spiega Marco Provolo, titolare del Black Jack Tattoo Shop di Verona, che questo lavoro lo fa da ormai una ventina d’anni – sono podisti o triathleti: spesso mi chiedono di reinterpretare dei soggetti tradizionali in chiave running per poter avere sotto pelle, ma anche per poter mostrare la propria passione per lo sport che praticano. Si tratta di simboli dell’infinito con, all’interno, la scritta ‘run’, pseudo-tribali con atleti rappresentati mentre corrono, scarpe alate, ma anche il logo di una particolare gara…”

Tra i tatuaggi più richiesti dai runner 2.0, c’è spesso quello atto a ricordare questa o quell’impresa sportiva: hai completato la tua prima Maratona? La tua prima Ultra? Hai finalmente ottenuto quel personal best che ti eri prefissato? Bene, eccoti servito il running tattoo: un pipistrello, ad esempio, con una scritta 42k ed il tempo realizzato… e il ricordo indelebile della tua prima 42k a Valencia ti accompagnerà per sempre…

“Il mio consiglio – prosegue Marco – è però quello di non fermarsi alla prima idea, magari carina, ma anche estremamente inflazionata. Perché farsi un tattoo uguale a mille altri (infinito + scritta RUN, for example) quando si potrebbero inventare migliaia di disegni più suggestivi ed originali? Corri a Parigi? Perché non valutare la skyline della città integrando all’interno il nome della gara ed il tempo? Ami gli animali, i fiori, i tattoo giapponesi o old style? L’unico limite ad un tattoo è la fantasia… In questo modo il ‘pezzo’ sarà veramente un bellissimo ed originalissimo decoro-ricordo, bello da vedere per gli altri, bello da ricordare per se stessi…”

Un accorgimento: evitate di tatuarvi e dopo un’ora andare ad allenarvi. Per quanto il tatuaggio sia coperto, è saggio attendere almeno fino al giorno dopo, coprirlo con del cellophane mentre correte e, dopo la doccia, spalmarlo con un sottile strato di crema da tatuaggi.

Matteo Trombacco

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