Montefortiana, gara per podisti e… sommelier! Parola di Nicola Zuccarello

Il 2016 è iniziato da sole due settimane, ma le gare podistiche non si sono mai fermate! E domenica 17 gennaio prenderà il via una delle più conosciute ed apprezzate del panorama trail non solo veneto, ma anche nazionale: stiamo parlando della 41° edizione della Montefortiana, gara collinare su sterrato nelle distanze 44k, 28k, la novità di quest’anno, e 21k. Ne abbiamo parlato con l’ultramaratoneta padovano Nicola Zuccarello, che la gara la conosce molto bene e che prenderà parte alla 44k anche quest’anno.

Nicola, come mai la decisione di correre nuovamente la Montefortiana?
Ho deciso di iscrivermi nuovamente alla Montefortiana perché l’anno scorso mi sono divertito tantissimo: vi sembrerà una risposta abbastanza strana, ma, prima di tutto, io guardo cosa riesce a regalarmi una manifestazione, e se torno a casa dopo 44 km di fango e fatica con il sorriso, significa che la gara “ha fatto goal e mi è entrata in simpatia”. Ricordo bene l’anno scorso, all’arrivo, la prima cosa che mi son detto è stata: ” una f***** pazzesca, una fatica assurda… certamente tornerò anche il prossimo anno”. E’ un’ecomaratona altamente allenante e anche questo è un valido motivo per parteciparvi.

Ci racconti un po’ la gara? Caratteristiche, difficoltà, peculiarità…
Uno splendido susseguirsi di strappi importanti fin dalla partenza, dal 20° al 27° km forse la parte più difficile, un percorso tecnico ed impegnativo, ma reso straordinario dallo scenario che le imponenti colline “ricoperte” da vigneti riescono a regalarci. Prima che un discreto runner, ricordiamoci che sono un buon sommelier: la Montefortiana è una splendida occasione per abbinare le due passioni!

Cosa ti aspetti dall’edizione 2016? Come la correrai?
La correrò e la camminerò alla Zucca: in questi ultimi cinque giorni ho già corso con discreti risultati una maratona (Crevalcore il 6 gennaio) ed un’ultramaratona (Bagnacavallo di Ravenna il 10 gennaio). La Montefortiana sarà, quindi, un modo molto rilassante per “scaricare” a modo mio. L’anno scorso l’affrontai con calma, fotografando il paesaggio e sfruttando tutti i ristori con “soste importanti”: corriamo tutta la settimana tra lavoro ed impegni vari… ogni tanto bisogna sfruttare questo tipo di gare per ricaricarsi dentro. Non si può e non si deve spingere sempre!

Cosa ne pensi dell’organizzazione? Si dice sia una delle migliori d’Italia…
L’anno scorso è stato tutto perfetto, ma aspetto sempre due o tre edizioni per esprimere una valutazione sensata. Senza ombra di dubbio il crescente numero di partecipanti nell’arco degli anni sta a significare che la macchina funziona in maniera ottimale, non è facile confermarsi sempre ad alti livelli, ma per ora la Montefortiana lo sta facendo molto bene e quindi la ragione sta dalla sua parte. Complimenti.

Perché, secondo te, le maratone italiane hanno così pochi partecipanti? Non regge più la ‘scusa’ dei costi elevati, dato che Parigi costa il triplo di Roma…
Sinceramente conosco persone che non possono permettersi l’iscrizione ad una maratona in quanto in piena crisi economica: sembra strano che 40-50 euro possano influire nel contesto economico di una famiglia, ma credetemi che è così… con quei soldi ci fanno la spesa. Poi bisogna dire che la mentalità e la partecipazione del pubblico nelle maratone in Italia è totalmente differente da quello estero: amici che sono stati a Berlino, New York, Valencia, etc…, sono rimasti letteralmente folgorati dal tifo da stadio dal 1° al 42° km di queste maratone ed in parecchi hanno espresso l’idea che sia meglio una maratona all’estero che cinque in Italia semplicemente per le emozioni che riescono a regalare.

Ci dici chi sono, a tuo avviso, i più forti corridori italiani al momento? E del tuo amico Marco Bonfiglio, che ci dici? Tu, lui e Cudin siete i Tre Moschettieri del podismo nostrano…
Nella 100 km cito Giorgio Calcaterra ed Hermann Achmuller. A livello ultramaratoneti “completi” Marco Bonfiglio e Ivan Cudin sono i due più forti che io abbia mai conosciuto: parlano i fatti ed i numeri. Con Marco poi è nata una splendida amicizia: ci prendiamo sempre per i fondelli (si può dire???), ma, alla base, c’è stima reciproca e simpatia… all’arrivo della Spartathlon (settembre 2015) ha fatto una dedica a mio figlio Enea (nato a settembre 2015) con tanto di foto che ricorderò per sempre! Poi esistono tantissimi fenomeni che anche se in maniera più “silenziosa” compiono grandissime imprese da diverso tempo, ad esempio Federico Borlenghi, altro grande amico super Ultra sempre nelle primissime posizioni in tantissime gare. Il bello di questi campioni è l’umiltà che li accomuna: compiono grandi imprese e non alzano mai le ali… ma alla fine, come dico sempre, i grandi si contraddistinguono da queste cose.

Photo: Nicola Zuccarello per Macron Running

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