MARATONE ITALIANE: E’ CRISI TRA LE PRIME 20? URGE…

Tabella presenze maratone italianedi Cesare Monetti

(Foto Gazzetta dello Sport)

Sono ben 54 le maratone italiane. Tante o poche? Forse troppe in rapporto ai partecipanti totali, i famosi 35mila maratoneti italiani. Una dispersione e suddivisione tra i tanti eventi che non fa bene a nessuno, alle grandi organizzazioni che soffrono e non crescono e alle piccole maratone che con numeri scarsissimi offrono prodotti non sempre adeguati alle aspettative.

Il trend? In generale negativo, nella TOP20 del 2015 registriamo 49.541 arrivati in confronto ai 51.060 arrivati del 2014, ben – 1519 runner al traguardo. In pratica tra le prime 20 una media di 2477 arrivati, praticamente con 1519 finisher in meno è quasi come fosse scomparsa una di queste maratone. Sarebbe bello approfondire e capire se chi è mancato è italiano o straniero. E’ sufficiente un decremento del 3% per parlare di crisi delle maratone italiane? Fossimo in un’azienda, diremmo di sì.

In queste 54 maratone italiane abbiamo in testa Roma con 11.487 arrivati, molti di meno, ben -3388, rispetto ai finisher del 2014. In decremento, seppur minore, anche FirenzeMarathon che comunque tiene botta con 8275 atleti che hanno tagliato il traguardo.

Sul podio terza come sempre Venezia che piazza una notevole crescita, ben 1957 arrivati in più, 6645 al posto di 4688 del 2014. Risultato raggiunto grazie sicuramente ai festeggiamenti del 30° anno. Un giusto premio alla maratona lagunare chiamata comunque a confermarsi in questo 2016.

Scala la classifica Veronamarathon che praticamente triplica gli atleti arrivati, ben 2694 al posto dei 952 sempre del 2014. +1742 che pone in sesta posizione gli organizzatori scaligeri, premiati così certamente dal cambio data con Torino, che soffre e precipita, ma anche da un’organizzazione di ottimo livello e della forte promozione attuata nei mesi precedenti in tante città europee.

Crescono Pisa (che entra nella Top Ten!), Ravenna e Brescia ma solo 13 maratone delle famose 54 hanno oltre 1000 classificati, dopodichè i numeri precipitano e in generale siamo ben lontani dai 49mila classificati di New York o i 40mila di Londra, Parigi, Berlino e delle altre capitali europee.

Perchè Roma 11mila e Parigi 40mila? Eppure anche là in terra francese chiedono il certificato medico all’iscrizione, eppure quando aprono le registrazioni online tempo qualche giorno si registra il tutto esaurito. Sold-out totale. Da noi invece si elemosinano maratoneti fin quasi alla domenica mattina. Il numero di italiani che corrono maratone sono pochissimi, 35mila non è nulla in confronto ad esempio dei 180mila tedeschi che ogni anno fanno almeno una 42km, ma città come Roma, Firenze o Venezia, non hanno nulla da invidiare come fascino artistico e ricettività turistica rispetto alle altre capitali europee citate. Almeno sugli stranieri si deve crescere ma la Fidal e le normative non aiutano.

Questo 2016 inoltre sarà un anno difficile con le nuove normative Fidal che partiranno da giugno, le gare del secondo semestre potrebbero soffrire terribilmente se non si trova un accordo con gli Eps. Tutti coloro che vorranno correre una maratona Fidal dovranno essere tesserati Fidal. Al posto di aprire a tutti, di invitare tutti a correre, la Fidal che fa? Chiude i cancelli e mette davanti la burocrazia. In particolare i piccoli organizzatori potrebbero pensare in massa di organizzare competizioni fuori da Fidal. Potremmo perdere quindi ben oltre il -3% di quest’anno e mettere in crisi il settore che comunque mantiene viva la federazione con i propri introiti ‘sulla massa’.

Comunque numeri bassi in generale, dove spesso è nullo il ritorno turistico sul territorio, dove gli sponsor non trovano soddisfazione e scappano. Organizzatori spesso quindi in crisi e che, anche per colpa delle normative Fidal-Coni, devono rispondere e rischiare sulla propria pelle.

Che fare? Urge sistemare la burocrazia creando a mio avviso una LEGA tra queste TOP 20 che possa in forza dialogare e progettare all’unisono con Coni-Fidal e Governo, mettersi al lavoro da professionisti, creare insieme progetti con gli sponsor e pubblicizzare in massa il prodotto maratona tra tutti coloro che NON le corrono ancora, considerare le maratone una risorsa da gestire come un’azienda nella quale però c’è anche quella forte passione da parte dell’organizzatore che è fondamentale per la riuscita del progetto e che forse in tanti settori non esiste. E’ ora di adeguarsi, le altre maratone estere corrono molto più forti di noi.

 

 

8 Commenti

  1. elisa de fraia 04/01/2016
  2. claudio losinno 04/01/2016
  3. Gino Mansi 04/01/2016
  4. Valentino 04/01/2016
  5. GINO MANSI 04/01/2016
  6. luca 04/01/2016
  7. Trab 05/01/2016
  8. Rodolfo 06/01/2016

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