LA CRISI DELLE MARATONE? NON E’ COLPA DEL PREZZO TROPPO ALTO

di Cesare Monetti

Ho letto tanti commenti al mio articolo pubblicato ieri relativo alla crisi numerica delle maratone italiane e tra questi quello forse più comune è stato quello del costo ritenuto troppo alto per aggiudicarsi un pettorale di gara in Italia.

Non sono assolutamente d’accordo con questa affermazione, il costo delle competizioni ritengo sia corretto, o quantomeno in linea con quello delle competizioni europee. Anzi, in tanti casi, addirittura più bassi. Troppo facile trincerarsi dietro ad un semplicistico ‘costa troppo’ per questo ci sono solo 50mila maratoneti in 20 maratone. Le motivazioni possono essere tante e diverse, dalla burocrazia ai certificati medici, dalla poca cultura sportiva degli italiani a tanto altro.

Ma il costo NON è troppo alto.

Lo dico a ragion veduta, sono a contatto quotidianamente per motivi professionali con tanti organizzatori e posso assicurare che con il costo-iscrizione un organizzatore copre il 40-50% dei costi totali di organizzazione di una gara. Come potrebbe abbassarli? Ci sono costi fissi che incidono in maniera considerevole, anche solo per le tasse rilasciate alla Fidal, il costo del pacco gara, il servizio giudici e cronometraggio chip, le assicurazioni e tante tante altre voci nel bilancio.

E perchè poi dovrebbe abbassarli quando le altre maratone europee costano di più? Parigi costa almeno 100 euro se non di più e la t-shirt non ce l’hai gratis. La vuoi? Paghi altre 40 euro. Londra, Berlino superano abbondantemente i 100-200 euro, Roma e Milano no, cifre più basse e devono spalmare il costo organizzativo di centinaia di migliaia di euro solo su 4-5mila persone e non su 40mila. Quindi forse Parigi dovrebbe avere un costo almeno 5 volte inferiore. New York costa almeno 500 euro il pettorale e 2000 per andarci 4 giorni. Eppure in migliaia ci vanno. Iscrizione a Marrakech di questo 31 gennaio? Effettuata personalmente: 70 euro. Credo che i costi in Marocco siano notevolmente più bassi che in Italia, eppure…

Altra considerazione sul perchè dico che il problema NON è il costo iscrizione. Ad ogni gara italiana il trend dei podisti è quello di iscriversi sempre di più gli ultimi 4-5 giorni, diciamo nella settimana di gara. Quando la tariffa è la più alta, quando da mesi e mesi si poteva fare la registrazione e risparmiare. Eppure almeno il 30% dei podisti se ne frega e usa la tariffa più alta. Ingrassando è vero l’organizzatore ma anche mettendolo in crisi perchè fino all’ultimo non sa quante persone avrà alla sua maratona e deve sperare e indovinare taglie e numero delle t-shirt. Facile vero organizzare una gara?

Se il costo fosse davvero alto non si spiegherebbe tutto questo attendere, quindi troviamo altre scuse. Diciamo che non ci alleniamo, che siamo pochi pochissimi rispetto ai 60milioni a sapere cosa è una gara e cosa è una maratona, diciamo che run-card, iscrizioni alle Asd, certificati medici etc ci stanno bloccando e fermando, diciamo che non siamo capaci a fare marketing e invogliare i maratoneti esteri a correre in Italia e visitare Roma, Firenze o Venezia, ma il costo non è troppo altro, vero forse non è LOW COST, diciamo però che è…giusto!?!?

 

One Response

  1. Simone 05/01/2016

Lascia un commento

Attualità Cross Eventi Interviste&Personaggi Trail Ultramaratona
Lahcen Mokraji, sospeso in via cautelare
Notte Blu e Pisa Marathon: le modifiche al traffico
Aperta la 19^ PisaMarathon
Abbigliamento Accessori Calzature
Le calze a righe di Sara Dossena a NY? Ecco dove le puoi comprare
SCOPRI FOCUS E PHOTOCROMATIC, LE LENTI RETINA SHIELD DI SZIOLS
Con le 361° Stratomic…vado un grado oltre