5 COSE CHE NON MI SONO PIACIUTE DI REGGIO EMILIA MARATONA

di Cesare Monetti

Chiariamoci subito: la maratona di Reggio Emilia è tra le mie preferite. Settimana scorsa l’ho corsa per la terza volta, due anni fa ho fatto, e ancora è lì ben piantato (purtroppo…), il mio personal best. E con ogni probabilità ci tornerò l’anno prossimo e poi quello dopo, e credo quello dopo ancora. Quest’anno ho avuto pure l’onore di correrla come pacer delle 4 ore. Insomma è un appuntamento da non mancare per me. Ci siamo capiti quanto ci tengo?

Detto questo però ci sono alcune cose che non mi sono molto piaciute a livello organizzativo, soprattutto in relazione al fatto, se non sbaglio i calcoli, che numericamente parlando è la quinta maratona in Italia. Davanti solo Roma, Firenze, Venezia, Milano e credo null’altro. 3010 atleti al traguardo recita TDS LIVE sul sito ufficiale, runners che in 5 piccole cose dovrebbero avere un trattamento migliore. Ripeto: 5 cose, 5 schegge impazzite da sistemare per rendere definitivamente top questa maratona che per tanti motivi sembra davvero una festa, ben diversa dalle più internazionali e blasonate che la precedono nel ranking.

  1. Deposito borse NON CUSTODITO sulle tribune. Il rischio furto è altissimo ed è accaduto. Non a me ma ad un altro podista. Non può accadere in tale evento, non è una non competitiva di paese ma una gara di primo livello e i runners abbandonano in un palazzetto aperto a tutti borse ed averi per tante ore.
  2. Docce ghiacciate e spogliatoi piccoli. Così come il palazzetto, nella sua entrata-uscita risulta troppo piccolo
  3. Il giro in centro nei primi 3-4km reso pericoloso dai cartelli messi dalla polizia municipale per il divieto di sosta delle auto. Troppo in mezzo alle traiettorie di gara, roba da suicidio soprattutto per i più veloci.
  4. Sempre il giro in centro nei primi 3-4km rallenta troppo chi è nelle retrovie che si ritrova intruppato e magari perde minuti preziosi. Io stesso nel fare il mio primato personale credo di averci ‘lasciato’ almeno 2 minuti. E così anche quest’anno con i palloncini…col gruppone alle spalle abbiamo perso qualcosa e poi abbiamo dovuto recuperare. Non si può fare il giro in città dal 38° al 42° km e invece all’inizio uscire subito per le campagne?
  5. Sistema audio pessimo all’interno del palazzetto e poca musica, che è tutta adrenalina, in partenza.

Ho pertanto avuto il piacere di esporre queste mie ‘rogne’ a Paolo Manelli dell’organizzazione, uno che di gare se ne intende davvero. 19 volte finisher del Passatore 100km, oltre 100 maratone corse e 20 anni di organizzazione di ‘Reggio Emilia’. Un colloquio dove sono arrivate le motivazioni organizzative che ho il piacere, nonchè il dovere giornalistico, di riportare.

“Siamo consci che il deposito borse vada sistemato. Le tribune sono strette e non possiamo obbligare i volontari a fare su e giù dalle scale per 6 ore, inoltre non ci sarebbe più spazio per far cambiare la gente soprattutto in caso di pioggia. Il palazzetto è omologato per 3500 persone, pari agli iscritti. Mettiamoci amici e parenti e metà delle tribune bloccate dal deposito borse. Impossibile starci. L’idea organizzativa per i prossimi anni, di comunque non facile soluzione, è quella di avere dei camion raccogli-borse al di fuori del Palazzetto e poi spazi all’interno a disposizione. Inoltre dovrebbero ristrutturare il PalaBigi così da arrivare a 5000 posti e l’ingresso più ampio e spazioso così da non avere alcun intoppo”.

Manelli ha continuato inoltre: “Il percorso non lo possiamo e vogliamo variare. E’ duro è vero, anche nel finale, ma credo sia una piacevole caratteristica della nostra gara. Il giro in centro alla fine della maratona non è possibile, i negozianti a mezzogiorno vogliono libertà per far entrare i clienti. Mentre alle 9 sono ancora chiusi e quindi possiamo correre. Da anni non possiamo usare la piazza centrale della città per fare partenza e arrivo che sarebbe oltre che più bella e affascinante anche più comoda perchè più larga. Ma stanno facendo i box sotterranei, e nello scavare hanno trovato resti romani…indi per cui…sovraintendenza dei beni culturali e tutto è bloccato. Chissà per quanti anni ancora. Per i cartelli ‘in mezzo’ verifichiamo e staremo più attenti’.

C’è voglia di migliorare da parte di Reggio Emilia: “Si tanta, anche se come tutti gli altri organizzatori in Italia rischiamo troppo del nostro. Economicamente perchè per il primo anno dopo tante edizioni in deficit forse stiamo in equilibrio, poi con questi regolamenti in vigore rischiamo anche penalmente su tanti aspetti. Ci sono tante cose da rivedere e da sistemare ma da noi a Reggio è una festa”.

Certo, una gran bella festa con i ristori in gara davvero TOP organizzati da meravigliosi volontari. Corsa che non mancherò in futuro. Anche se spero di non ‘rischiare’ la borsa…

(Un ringraziamento personale a Paolo Manelli per l’intervista concessami)

 

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  1. Peppe Sacco 18/12/2015

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