MARCO BONFIGLIO: CUORE E TALENTO DI UN CAMPIONE ITALIANO

Lo abbiamo intervistato a pochi giorni dalla sua ultima impresa, la vittoria alla Atene – Sparta – Atene, un’ultramaratona di 490 chilometri in terra ellenica. Ci ha travolto con una tempesta di emozioni, sorrisi, cuore e semplicità, una lunga chiacchierata senza filtro.

Marco BonfiglioSono anni che corre. Tanto. E che vince. Ma mai come quest’anno l’ultramaratoneta milanese Marco Bonfiglio è balzato agli onori della cronaca per i suoi successi: è di pochi giorni fa la vittoria alla Atene – Sparta – Atene, un’ultramaratona in terra ellenica di 490 chilometri, arrivata dopo quelle alla 100 Meilen Berlin, alla Slovenski 12 unri tek, alla Nove Colli Running ed alla Graveyard 100 Mile Ultramarathon… senza dimenticare il secondo posto ottenuto alla Rocky Rancoon 100 Mile Trail Run. Un eroe dei nostri tempi, Marco, che divide la propria vita tra lavoro, allenamenti e gare: perché lui, che quest’anno ha corso “più di 10.000 chilometri”, non è un atleta professionista, ma un ragazzo sempre sorridente, spinto da una passione profonda ed infinita, un amore per la corsa capace di fargli superare qualunque difficoltà. Ovvero un campione vero.

Partiamo dalla fine, ovvero dalla tua vittoria alla Atene – Sparta – Atene: ci racconti la gara, la tua gara, le sensazioni provate nel durante e, alla fine, quando hai tagliato il traguardo per primo?

L’ASA era La gara, la “nuova sfida” per me per il 2015. Non avevo mai affrontato una distanza simile e, quindi, c’erano tante insidie e tante cose da capire come affrontare e gestire… in particolare il sonno. L’ho preparata bene, allenandomi con costanza, tanto impegno e determinazione. Di testa sono partito convinto di poter arrivare alla fine: l’ho presa come un’avventura da finire e da gestire al momento, senza forzare nulla. Il sonno l’ho gestito con microsonni da 15/20 minuti, fatti quando il fisico ne aveva assoluto bisogno: in tre notti ho dormito circa due ore, o poco più… Ma è stato veramente un viaggio incredibile attraverso la storia, tra luoghi davvero molto belli e suggestivi e tra tante persone che mi hanno trasmesso ‘un sacco’ di emozioni. Qui, un grandissimo ringraziamento a Brenda, che mi ha fatto un’assistenza fantastica… è stata un grandissimo aiuto. Oltretutto ha tenuto i contatti con il mondo, soprattutto con Facebook, che mi ha dato un’ulteriore, incredibile carica… non ha prezzo leggere così tanti messaggi di incitamento e tifo… La gara in sé ha presentato molte difficoltà: salite e discese… la montagna… il caldo, il freddo, la pioggia e il vento! Ma il tutto si è perfettamente inserito in un contesto di gara unico. Spesso la mente e i pensieri sono volati liberi e la fatica non mi ha mai pesato troppo visto che l’obiettivo era davvero troppo importante. Anche in questa gara ho avuto la fortuna di trovare delle giornate positive, in cui tutto è girato per il meglio… anche nell’alimentazione. Oltre le barrette (alla fine ne ho usate circa 60) e i gel (circa 50) mi sono un po’ sbizzarrito mangiando un po’ di tutto e non ho mai avuto nessun problema o fastidio: gelati, banane, brioches, patatine, prosciutto, miele, marmellata, carne secca… insomma tutto ciò che mi andava! Mi sono sempre divertito, mi sono davvero goduto l’intera gara… All’arrivo, poi, incredibile emozione… abbracci, lacrime, pensieri… fatica tutte in un unico mix che poche gare possono dare. Certo, aver vinto questa gara mi ha reso ancora più felice… la mia più grande soddisfazione a livello podistico!!!

La Atene – Sparta – Atene è sicuramente il coronamento di un’annata eccezionale: ma quanti chilometri hai corso quest’anno tra allenamenti e gare?

Sicuramente l’ASA era uno degli obbiettivi per il mio 2015: ci tenevo molto sia perché ripercorrere le gesta del mito di Leonida ha un fascino incredibile, sia perché era una nuova sfida per me. Mi piace sempre mettermi alla prova, vedere sino dove posso arrivare e come… Soddisfatto in maniera più che totale!! Quest’anno tra allenamenti e gare dovrei, al 31 dicembre, avere superato di qualche km quota 10.000…

Prima della Atene – Sparta – Atene avevi ben figurato anche alla Spartathlon… quali le differenze tra le due gare?

Alla Spartathlon sono partito un po’ troppo forte e ho sofferto il gran caldo prima e la pioggia forte durante tutta la notte… ho provato a fare una gara al massimo, ma poi ho dovuto rallentare. A quel punto me la sono goduta e sono arrivato alla fine con calma. L’ASA l’ho presa interamente come un’avventura, senza mai guardare l’orologio. La differenza è che alla Spartathlon sono partito per provare a migliorare il mio personale di 26H01’, quindi cercando di andare al massimo… all’ASA sono partito per finirla. Due gare impostate in maniera molto differente.

Un giorno ti ho chiesto di correre una maratona su strada e mi hai risposto che ‘era un po’ troppo corta una 42k per te’…

Le maratone generalmente le corro solo come allenamento in preparazione delle ultra che decido di preparare durante l’anno… ma la maratona è un po’ troppo corta e veloce come tipo di gara per me.

Quale la gara 2015 che ricordi come la tua migliore?

Onestamente quest’anno sono soddisfatto di molte gare ultra che ho fatto: sono sempre andato molto bene, anche oltre le aspettative… Anche la Spartathlon, nella quale non ho ottenuto il risultato che speravo, è stata comunque importante e utile perché mi ha permesso di usare la testa, gestirmi e capire che a volte bisogna mollare il tempo, ma arrivare alla fine con testa… Molto utile in vista dell’ASA. Poi la 100 Miglia Rocky Raccoon in Texas, i Campionati Americani di trail, un secondo posto sudato e faticato come non mai su di un percorso che assolutamente non faceva per me. La 100 Miglia Graveyard in North Carolina e la 12 ore in Slovenia che ho vinto facendo per entrambe le gare il nuovo record italiano. Ancora, La 100 miglia di Berlino che, nonostante non abbia trovato una giornata perfetta, sono riuscito a gestirla bene perché la testa ha retto perfettamente e oramai gestire fatica e sofferenza mi viene abbastanza facile. Soddisfattissimo della mia Nove Colli Running, una gara a cui tengo molto e che ho corso per la quinta volta consecutiva vincendola con la mia miglior prestazione. Poi l’ASA… c’è poco da aggiungere… una soddisfazione infinita, un’avventura epica con emozioni e sensazioni uniche e infinite… non la scorderò mai. Tante gare differenti che mi hanno tutte dato in maniera differente grandi soddisfazioni personali…

E quella che ti è piaciuta di più?

La 100 Miglia Graveyard in Nort Carolina è fantastica… si corre tutta su un lembo di terra in mezzo all’oceano… davvero molto suggestiva: i pensieri e la mente volano liberi e si sta davvero in pace con se stessi.

Dacci un anticipazione, cos’hai già messo nel mirino per il 2016?

Nel 2016 molto probabilmente proverò a rifare l’ASA… poi sicuramente la Spartathlon, sperando magari di riuscire a migliorare il mio personale… poi sicuramente altre ultra ancora da definire, forse l’Ultrabalaton o la Nemea-Olimpia. Anche se onestamente il mio sogno per il prossimo anno è la Badwater nella valla della Morte: qui la difficoltà principale per poter partecipare è il costo molto elevato di iscrizione, organizzazione e di tutto ciò che serve per poterla correre… è una spesa che da solo non riesco a sostenere considerando anche tutte le altre gare e trasferte dell’anno…

Tu gareggi sia in Italia che all’estero: esistono sostanziali differenze tra gare ed organizzazioni nostrane e quelle straniere?

Ci sono gare organizzate bene sia in Italia che all’estero… e ci sono gare organizzate male sia in Italia che all’estero… la cosa che spesso fa la differenza è che spesse volte in Italia molte gare o eventi passano quasi inosservati, solo gli addetti ai lavori sanno e si interessano. All’estero invece molto spesso le gare sono davvero molto sentite, degli eventi che vivono tutti con passione e interesse… le emozioni sono molto più intense e forti.

Parlaci delle tue armi del mestiere…

In quest’anno eccezionale per me, sicuramente devo ringraziare anche le mia scarpe che sembrano fatte su misura per me… con Skechers ho davvero trovato la perfezione per i miei piedi. Fantastiche. Go Run Ultra2 e poi Go Run Ultra Road con le quali ho corso per quasi 79 ore senza mai toglierle! Uno spettacolo… Ovviamente per un ultramaratoneta la cosa più importante sono le scarpe; con Skechers io sono a posto… Con BV Sport invece ho trovato la giusta ed essenziale compressione per polpacci grazie alle Booster che mai, anche dopo più di 3 giorni di corsa, danno il minimo fastidio… ottimi anche i pantaloncini NATURE3R che, con la loro compressione mirata e intelligente pensata per le varie fasce muscolari, sono sempre una garanzia per la muscolatura. Un ringraziamento speciale a Ermafaro Sport che prima di tutti ha creduto in me e mi ha molto aiutato con l’abbigliamento e con tutto quello di cui ho avuto bisogno per correre. Grazie Ermanno… Poi come sempre le solette Noene mi aiutano a salvaguardare articolazioni e muscolatura. Da anni le uso e da sempre sono un grosso aiuto. Per l’ASA ho avuto anche l’importante aiuto di Vitamin Store Abbiategrasso che con i suoi azzeccatissimi consigli alimentari e di reintegrazione mi ha aiutato molto in un periodo di grande stanchezza fisica… in più barrette e prodotti per la gara sono stati molto graditi!

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