MOMO EL KASMI: TOP RUNNER BRESCIANO-MAROCCHINO, VISTO NEGATO PER NEW YORK MARATHON

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di Cesare Monetti

La notizia arriva dal Corriere di Brescia, Mohammed ‘Momo’ El Kasmi scambiato per un terrorista non ha potuto raggiungere New York dove aspirava di entrare tra i primi venti. Respinto a Malpensa, il suo visto valido 10 anni è stato annullato da Washington. Il suo compagno di viaggio che poi si è piazzato 17esimo è stato sottoposto a 9 ore di interrogatorio dalla polizia di New York e ha voluto sapere tutto del suo rapporto con El Kasmi, ogni singola conversazione. Sequestrato il telefono, scaricata e copiata la rubrica del cellulare e tutti i messaggi. Altro? Tutto il gruppo con cui avrebbe dovuto viaggiare, è stato interrogato per più di 5 ore.

Ma chi è Momo El Kasmi? Tesserato per la Free Zone in zona bresciana ha vinto anche la Maratona dell’Acqua e diverse altre gare e maratone, lavora come responsabile della qualità in un’azienda che produce pasta fresca. Di fatto professionista di alto livello della corsa, benvoluto e apprezzato. Di origini marocchino da anni vive in provincia di Brescia, a Gussago, New York era il sogno di una vita.

El Kasmi valenciaCorriere della Sera di Bresica racconta come hanno stroncato le sue ambizioni agonistiche. «Da Washington hanno annullato il suo visto» gli dicono in aeroporto con il funzionarioche è irremovibile. Il documento pur di validità dieci anni che gli aveva rilasciato il consolato di Firenze ad agosto non è più valido.

Gli amici partono, El Kasmi  corre aMilano verso il consolato dove si sente dire in protineria: “Rinunci, Lei la maratona ormai l’ha persa»

Intanto a New York il gruppo è arrivato e preso di mira. L’interrogatorio più pesante tocca a Khalid En Guadi. amico d’infanzia di Momo e residente per anni nella provincia bresciana dove i due si erano ritrovati per caso. En Guadi  ora vive in Francia, a Saint Malo, insegna matematica, 9 ore di domande sui suoi rapporti con El Kasmi, domande e risposte, domande, tante domande.

Sono passate due settimane, El Kasmi ora è rassegnato e triste, ma qualcosa continua a non tornare: “Avevano le mie impronte digitali è impossibile che mi abbiano scambiato per qualcun altro”, sicuramente tutta la vicenda è legato alla sicurezza e al terrorismo.  E’ salita la preoccupazione che qualcosa in futuro possa peggiorare e la situazione diventare critica, per questo si è affidato all’avvocato Simone Morabito.  Ultima dichiarazione al Corriere Brescia: “Se qualcuno ha qualche dubbio su di me sono pronto a collaborare perché non voglio trovarmi in qualche guaio senza sapere perché. Spero che qualcuno mi aiuti a capire cosa è successo”.

E intanto i sacrifici per New York, le tante ore di allenamento e soprattuto il sogno si è infranto. Un’altra vittima del terrorismo.

 

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