El reto del Camino, la sfida del Camino

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Foto di Pierluigi Benini

Sì, stiamo parlando del Camino di Santiago di Compostela, l’affascinante percorso nel nord della Spagna, che l’atleta caraibica Mariluz Vinas ha corso nella sua interezza, 780 km, per realizzare una sfida importante: raccogliere soldi per la Fondazione St. Jude, della Repubblica Dominicana, che aiuta i bimbi malati di cancro che non hanno risorse economiche per potersi curare; la Fondazione copre totalmente le spese mediche, diagnosi e cure comprese. E quindi proprio di sfida si è trattato, non solo fisica ma, soprattutto, emotiva e mentale. Non è stata una gara, ma un’impresa a scopo umanitario che l’ha resa ancor più importante. Mariluz Vinas ha corso per 15 giorni una media di 52 km ogni giorno, quasi 19 maratone, lungo tutto il percorso, da Saint Jean Pied de Port, paese dalla magica atmosfera nei Pirenei francesi, fino a Santiago per cercare nel suo piccolo di fare qualcosa di grande: aiutare questa causa, correre per loro, per dare ai bimbi quello che si meritano, una vita serena. Ma la piccola/grande atleta ha buoni muscoli, forte testa e, soprattutto, grande cuore. E infatti ha portato a termine la sua impresa, nonostante giornate di pioggia, di vento, di sole, giornate così. Per descrivere il suo spirito, già dai primi giorni: “Siamo al 23° km della tappa di oggi; ne mancano solo 37”. Molti avrebbero detto: “Ne mancano ancora 37”. Quel che si dice “Vedere il lato positivo delle cose”, e lei lo fa, sempre col sorriso sulle labbra. Strada correndo, ha incontrato gruppi di pellegrini coi quali si è fermata a spiegare la sua causa, raccogliendo così anche alla spicciolata fondi che si possono donare con bonifico bancario (vedi in fondo i dati). Ogni giorno Mariluz ha corso per un bimbo in particolare, infatti lei li conosce personalmente a uno a uno ed è proprio questo filo diretto che l’ha commossa ogni giorno quando, prima di partire, dedicava loro un video-messaggio: “Insieme ce la possiamo fare”. E infatti le strade sono scorse veloci sotto la sua implacabile falcata che, costante, è avanzata sempre con rinnovata energia; la piccola/grande atleta a volte procedeva di corsa a volte a passo di nordic walking, disciplina nella quale è istruttrice e che, con la tecnica perfetta, poco si differenzia dalla prima.

La sua magia

_BEN8291Ma quali le sensazioni lungo tutto questo interminabile tragitto? “E’ la magia del Cammino, mi sono sempre sentita benissimo, nessun dolore, stessa forza e stesso entusiasmo ogni mattina che ripartivo. Non so se è stata la forte motivazione, il team affiatato che mi ha seguito, la grande preparazione che ho fatto”. O forse è stato tutto questo insieme. Alla domanda: qual è stato il momento o il luogo più suggestivo, Mariluz non ha esitazioni: “Sulla cima di una piccola salitina, a La Cruz, una specie di monolito sulla cui punta si staglia una croce di ferro e dove alla sua base i pellegrini depositano la pietra che si sono portati nel loro zaino dall’inizio del cammino, a simboleggiare che è proprio lì che lasciano i loro problemi, pesi, le loro pene, ci sono tanti bigliettini, foto, scritte, pupazzetti a testimonianza di pezzi di storie di vita. Qui una donna inginocchiata si è messa a cantare un salmo dalla melodia dolce e struggente. Il mondo si è fermato, un silenzio irreale e brividi di emozione”.

Come una moderna Forrest Gump

Col trascorrere dei giorni, la sua visibilità mediatica, tra web, radio, TV e passaparola tra i pellegrini (“E’ la donna che va corriendo”) è andata aumentando così che, di paesino in paesino che ha attraversato, i podisti del luogo si sono affiancati a lei nella corsa per brevi o anche lunghi tratti. Proprio come una moderna Forrest Gump. Sempre, invece, al suo fianco il coach Luca Zaramella, sempre a pedalarle accanto e a passarle borracce d’acqua, panini, integratori, cambi di maglie.

Storie particolari lungo la carretera_BEN4843

 “La bellezza o la noia dei luoghi che si attraversano correndo condizionano molto l’umore e quindi la performance”, è la riflessione di Mariluz. Tante le cose successe lungo la strada, un lunghissimo percorso a volte bello e suggestivo, nonostante i suoi faticosi up and down, a volte noioso, con i suoi infiniti drittoni. Lei è stata persino intervistata dall’attore più famoso in Cina, il re delle fiction, il George Clooney asiatico, Ren Zhong, anche lui qui in terra spagnola in veste di pellegrino, che ha voluto conoscerla perché interessato alla sua storia. Altro evento particolare: in un ristoro intermedio, a Pont Marin, Mariluz incredibilmente ritrova un’amica d’infanzia della Repubblica Dominicana, quarant’anni di vita le aveva separate ma l’amica, saputo dell’impresa, si è fatta trovare nella piazza centrale ad accoglierla a braccia aperte. Lacrime e commozione. Alla ripartenza, lungo il tragitto, l’atmosfera mistica del Cammino si è reso quasi palpabile: Mariluz incontra una processione con la croce di Cristo portata a turno a spalla da un folto gruppo di lituani che dal loro paese sono partiti a maggio coprendo tutte le migliaia di km a piedi, cantando salmi a noi incomprensibili.

Fuochi di artificio nei cieli di Santiago  

In realtà sono stati fuochi di artificio simbolici, ma non per questo meno belli: all’arrivo di Mariluz a Santiago c’è stata festa grande. Ma cominciamo dall’inizio. Ultima tappa, Melide, 54 km, gli ultimi, fatti quasi tutti di corsa; l’entusiasmo di Mariluz è troppo alto per trattenersi, ora non deve più calibrarsi su distanze infinite, inallenabili. Quest’ultimo giorno può andare a tutta, col beneplacito del coach, anche perché lei sta benissimo, nessun risentimento muscolare, dolorino alle articolazioni, piedi gonfi. Niente, anzi, nada de nada. Stop sempre più brevi ai punti ristoro, Mariluz sente “l’odore di casa”. Ed ecco le ultime foto scattate per la stampa: posa a fianco di due statue giganti rappresentanti i pellegrini. Siamo sul Monte Gozo, che in spagnolo significa il monte della gioia, perché è proprio da qui che i pellegrini intravedono per la prima volta la meta: Santiago è ai suoi piedi. E allora giù a perdifiato, con famiglie, bambini, curiosi che si affiancano a lei nella corsa finale, ormai a poche centinaia di metri dalla piazza centrale, dove imperiosa si staglia la sagoma della Cattedrale. E qui sono ad attenderla la TV nazionale, i fotografi, le autorità locali come l’assessore al turismo e il diacono della Cattedrale che, personalmente, le consegna la Compostela (il riconoscimento del compimento del Cammino); più che meritata. Applausi per la “campeona”. Eh sì, ce l’ha fatta. Ma gli onori non finiscono qui: il diacono stesso, la massima autorità religiosa della Cattedrale, la scorta al suo interno e l’accompagna nella visita dei vari siti fino a che, sull’altare maggiore, è lui stesso che spiega a una platea gremita di pellegrini in visita il progetto di questa “pellegrina speciale”. E, sorpresa!, lascia a lei la parola, che non si lascia di certo intimidire e dal pulpito improvvisa il suo discorso pieno di energia e di cuore. Cena, festa con tutto lo staff per ringraziare l’agenzia TeeTravel che, a occhi chiusi, ha creduto in questo progetto. Buen camino e buena suerte per tutta la vita.

 

Per info: elretodelcamino.com

Per chi vuol contribuire a questo progetto, ecco l’Iban: ES1121001785440200258690.

SWIFT CAIXESBBXXX

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