Le braccia durante la corsa

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Le braccia sono fondamentali per l’equilibrio durante la deambulazione e quindi nella corsa in genere. L’azione delle braccia è condizionata dai muscoli e articolazioni che costituiscono l’arto superiore e mobilizzano la spalla, il braccio, l’avambraccio e la mano. Il movimento del corpo umano, e quindi delle braccia , è dato da un’azione sinergia di diverse muscoli che vengono messi in azione, muscoli che si contraggono (agonisti) e muscoli che si allungano (muscoli antagonisti). Ad esempio, se fletto il braccio il muscolo bicipite (anteriore del braccio) si contrae , mentre il muscolo tricipite (posteriore al braccio) si allunga per permettere un movimento regolare e controllato. Da queste breve dissertazione si capisce come il movimento delle braccia in corsa è condizionato da una serie di fattori:

  • Dalla posizione del capo, se il capo è troppo pronunciato in avanti creerà tensione ai muscoli posteriori e laterali del collo, la quale tensione si trasmettere alle spalle e quindi alle braccia, il tutto porterà a una non scioltezza muscolare durante la corsa con eccessivo consumo di energia;
  • Dalla scioltezza muscolare/articolare del cingolo scapolo/omerale: se la parte superiore della spalla, quindi del cingolo scapolo/omerale è troppo tesa per eccessivo carico muscolare, eventualmente causato da un potenziamento (muscoli deltoidi) con i pesi in palestra, e da una scarsa elasticità, questa condizione non permetterà una corsa fluida e redditizia;
  • Dalla scioltezza della mani: se quando corriamo abbiamo le mani troppo chiuse, e quindi strette si creerà tensione che si ripercuoterà sull’avambraccio e quindi sul braccio propriamente detto;
  • Dal posizionamento delle stesse braccia: se le braccia sono troppo flesse verso il busto creeranno molta tensione e non agevoleranno una corsa fluida e redditizia, inoltre non si troverà un ottimo assetto di corsa naturale.

Analizzando la posizione delle braccia in corsa si può affermare che le braccia dovrebbero avere un apertura naturale dell’angolo avambraccio/braccio tenendo presente che le mani/polsi dovrebbero sfiorare le creste iliache, cioè direzione del bacino. Un apertura ulteriore dell’angolo avambraccio/braccio costituirebbe una posizione non naturale del movimento umano, allo stesso tempo un angolo avambraccio/braccio troppo chiuso creerebbe tensione alle spalle con spreco eccessivo di energia e con una corsa alquanto macchinosa e con poca scioltezza. Come abbiamo pocanzi accennato è fondamentale che tutti i muscoli che caratterizzano la parte superiore del corpo sia flessibile e poco muscolose. Avete sicuramente visto correre qualche soggetto che svolge attività in palestra con i pesi utilizzando carichi eccessivi, e nel momento in cui li vedi correre sembrano “tutto d’un pezzo”, proprio perché la loro massa muscolare e la loro poca elasticità non gli permette di avere una corsa fluida e redditizia. Quindi il consiglio per un assetto corretto e redditizio delle braccia è lavorare sulla posizione corretta delle braccia non tralasciando l’elasticità delle strutture che costituiscono l’arto superiore e il busto. Bisogna ricordarsi che il nostro corpo umano è una macchina perfetta e complessa, la risultanza di numerose connessioni, di conseguenza anche il movimento della corsa è caratterizzato da un interconnessione ed equilibrio di diverse strutture anatomo/funzionale.

Buona corsa!

Ignazio Antonacci

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