IL MIO LUNGO INTERROTTO DA QUEL GOMMONE…

di Giuliana Malaguti

Il primo giorno non vedi. Il secondo guardi ma non vedi. Il terzo capisci che sta succedendo qui, dove tu sei in vacanza. E le sensazioni diventano realtà. Grossi gommoni neri, pieni di bottiglie d’acqua ormai bollente, sotto il sole che non perdona. Come vuoti a perdere, abbandonati in angoli di mare. Qua e là nelle fessure degli scogli piccole macchie arancioni e rosse. L’ho capito dopo. L’ho capito per l’insistenza delle domande dei miei figli. Leone chiede e vuole capire cosa siano, tra tanta natura brulla, quelle macchie colorate. Giubbotti salvagente lasciati lì. Questa mattina sono uscita presto. Avrei avuto “un lungo” da tabella. Sono le 6.30. Allaccio le scarpe prendo due bottigliette d’acqua ed esco. Inizio a correre. Il sole non attende. Un quarto d’ora e già picchia.


Supero il porticciolo. Sono lì sotto la torre dell’orologio. Sono tanti. Qualcuno dorme ancora per terra su asciugamani e stuoie. Sono arrivati col buio. Intere famiglie. La schiena mi fa male da quando sono atterrata, ma lo stomaco adesso anche peggio. Le gambe invece vanno da sole. 7 km e giro la baia. Un lampo: mi trovo di fronte al PREVISTO. Il gommone si scorge appena. Una fila silenziosa risale il sentiero dal mare. Quasi tutte donne. Per mano tanti bambini. Mi fermo. OFF.

Giuliana MalagutiSalgono piano. Scendo verso di loro, do una mano a una mamma che sale con due bambine. Non parla inglese. Non so come aiutare. Saranno 20 – 25, non lo so. Le do le due bottigliette d’acqua ancora chiuse. Per le bambine, provo a dirle. Mi indica Paula che invece l’inglese lo capisce. Sanno di essere arrivate a Symi. Vengono da vicino Aleppo. La rotta gliel’hanno spiegata prima di partire. Sono vestite bene. Qualcuna ha il velo. Altre no. Hanno cellulari e zainetti con dentro il loro mondo. Grande dignità e decisione nel loro incedere. I bambini indossano i giubbottini arancioni. Ancora. Niente che somigli alle immagini di disperazione cui ci hanno abituati. La distanza tra me e loro si annulla. Sono come me. Ci sono bambini vestiti come i miei. Nessuno scafista in fuga col bottino. Hanno acquistato il gommone in più famiglie e sono partiti.

Hanno lasciato un paese che non ha più prospettive, né futuro. Oltre ad un presente in guerra.
Si avviano verso il porto. Non hanno bisogno che dia loro indicazioni. Là, spero, si ricongiungeranno con le loro famiglie.


Riprendo la mia corsa. Ora vedo bene il gommone. Un plasticone su cui io non affronterei neppure il Naviglio. Ingoio saliva, aria, sole, salsedine….qualsiasi cosa per sciogliere il nodo. Corro. La schiena fa meno male. Il mio “lungo” e’ andato a farsi benedire. Corro. Corro forte. Corro a casa dai miei bambini.

Lascia un commento

Attualità Cross Eventi Interviste&Personaggi Trail Ultramaratona
EKIRUN 2017 PER IL TERZO ANNO IL SOL LEVANTE ILLUMINA MILANO
TUTTE LE GARE FIRMATE TDS DI DOMENICA 19 NOVEMBRE
PISAMARATHON: A 40 GIORNI, SUPERATA QUOTA 2000 ISCRITTI
Abbigliamento Accessori Calzature
SCOPRI FOCUS E PHOTOCROMATIC, LE LENTI RETINA SHIELD DI SZIOLS
Con le 361° Stratomic…vado un grado oltre
BV SPORT sbarca nelle OCR, le gare di corsa a ostacoli