Meucci e Pertile: ”La forza dell’esperienza”

Il 29enne campione europeo di maratona e il 41enne padovano saranno i primi italiani in gara ai Mondiali di Pechino, un appuntamento che hanno preparato insieme.

di Alessio Giovannini (Fidal)

Il 22 agosto, prima giornata dei Mondiali, saranno il campione europeo di maratona Daniele Meucci e Ruggero Pertile ad inaugurare ufficialmente l’avventura della squadra italiana a Pechino. Intanto stamattina, a meno di 48 ore dal loro arrivo al training camp di Dalian, i due azzurri si sono cimentati in un lavoro di ambientamento: un’ora e mezza con impegno progressivo e variazioni di ritmo negli ultimi 30 minuti. Il tutto ad orario gara (ore 7:35 locali, 1:35 in Italia) per simulare meglio le condizioni che tra sei giorni dovranno vivere sulle strade della capitale cinese. “E’ stata una bella sudata! – il commento di Meucci dopo l’allenamento – Non ho mai corso una maratona in queste condizioni. Un 10.000 in pista a Daegu nel 2011 l’ho fatto, ma 42 chilometri sono davvero un’altra storia”. In effetti il clima sarà l’avversario di tutti in Cina: oggi nella foschia di Dalian si sono superati i 30 gradi con un tasso di umidità dell’85%. “A Pechino – aggiunge Pertile – ci attende probabilmente anche qualche grado in più e un’aria decisamente meno respirabile. Senza dimenticare il grosso costo energetico che comporta affrontare una maratona in un contesto del genere”.

Meucci, 30 anni da compiere il 7 ottobre, è al quarto Mondiale in carriera, il primo da maratoneta e con al collo l’oro continentale.“Arrivo in Cina direttamente dal periodo in altura a Saint Moritz. L’avvicinamento ai Mondiali non è stato esattamente come avrei voluto soprattutto a causa dell’infortunio all’alluce che a marzo mi ha costretto a rivedere tutti i miei programmi. A maggio non era così scontato che potessi essere qui, ma poi le cose sono andate migliorando e ragionando anche sul valore di un’esperienza come questa in ottica di Rio 2016 ho capito che era importante esserci”. Anche per Pertile questa è la quarta partecipazione alla rassegna iridata: l’ottavo posto del 2011 è il miglior risultato del 41enne padovano pronto per la sua maratona numero 28. “Oltre a Daegu, ho alle spalle l’esperienza olimpica del 2008 (quindicesimo, ndr) e quindi ho ben presente ciò che molto probabilmente ci aspetterà sulle strade di Pechino. Con questo caldo può succedere di tutto e una condotta troppo avventata rischia di presentare il conto a chiunque prima del previsto”.

Quel che è certo è che la concorrenza non manca. Basta, infatti, scorrere l’entry-list per notare subito i nomi dell’ugandese, olimpionico e iridato in carica, Stephen Kiprotich e dei keniani Dennis Kimetto e Wilson Kipsang, ovvero l’attuale primatista (2h02:57) e l’ex recordman mondiale (2h03:23) di maratona. “Pechino – il commento di Meucci – sarà la quinta maratona della mia carriera. Cercherò di fare la mia parte. Affrontare avversari così forti è sempre un ottimo insegnamento”. L’ingegnere pisano dell’Esercito si presenta ai Mondiali con due gare all’attivo nel 2015, entrambe pesantemente bagnate dalla pioggia: la maratona di Otsu (Giappone) dove il 1° marzo è arrivato secondo in 2h11:10 (a 2 secondi dal PB della vittoria agli Europei di Zurigo) e il quinto posto sui 10km di Atlanta il 4 luglio (29:41). Pertile, invece, quest’anno ha corso il 22 marzo la maratona di Roma (quinto in 2h15:40), oltre a diverse uscite sulla mezza distanza, l’ultima in ordine di tempo l’8 agosto a Scorzè (Venezia). “Da Pechino 2008 a Pechino 2015 sono passati 7 anni nei quali le mie gambe hanno corso altri 50.000 chilometri – dichiara il portacolori dell’Assindustria Sport Padova –. Se ho scelto di investire oltre 100 giorni di questa stagione per preparare il Mondiale è perchè ritengo di avere ancora qualcosa da dire. Ho superato un periodo difficile e ritrovato sensazioni molto positive”.

Molti di questi cento giorni, compreso lo stage in Kenya, Pertile li ha vissuti insieme a Meucci con il quale condivide anche la guida tecnica di Massimo Magnani. “Tra di noi – aggiunge Meucci – si è creato un gran bel rapporto anche perchè uno come Ruggero ha tanto da insegnare. In questi anni è stato un punto di riferimento per me, ma anche un buon amico con cui scambiare quattro chiacchere a fine allenamento magari con i piedi a mollo nell’acqua fresca del torrente che costeggia il percorso che di solito facciamo a Saint Moritz. Una bella crioterapia naturale!”. In Italia i due maratoneti hanno dei tifosi speciali che li aspettano a casa: la figlia Alice (6 anni) e la moglie Chiara per Pertile, mentre Meucci non vede l’ora di riabbracciare i suoi bambini Dario (3 anni e mezzo) e Noemi (1 anno e mezzo) e la compagna Giada. Maratoneta, laureato a pieni voti con tanto di dottorato in ingegneria e papà. Ma come si riesce a gestire tutte queste cose insieme? “Sicuramente da fare non mi manca mai – risponde Daniele –. Serve parecchia organizzazione, una volta durante le trasferte avevo sempre con me i libri per studiare, adesso posso concedermi anche qualche lettura come “Born to Run” di Christopher McDougall. A casa per fortuna posso contare sull’aiuto della mia compagna e delle nostre famiglie. E’ più di un mese che sono lontano, meno male che la tecnologia ci viene un po’ incontro e riesco a vedere i miei figli almeno via Skype. Di certo al mio ritorno non dovrò preoccuparmi di tagliare l’erba del prato perchè ci penserà il robottino che ho riparato e programmato apposta per questo”. 

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