MAMU DA RECORD E LA DRAGOMIR AL GIIR DI MONT È UN SUCCESSO LA 23.a SKYRACE DI PREMANA

 

Ivincitori02Sole e pubblico delle grandi occasioni tra gli alpeggi di Premana (LC)

L’eritreo Mamu e la rumena Dragomir la fanno da padroni. Zinca recupera ma si infortuna

Nella Mini SkyRace successo per il bergamasco Roda e della premanese Gianola

Come sempre il pubblico è stato il grande protagonista dell’evento

Ora c’è anche la bandiera dell’Eritrea che sventola nel prestigioso albo d’oro del Giir di Mont, la gara di skyrunning che oggi a Premana (Lecco) ha celebrato la 23.a edizione. Il campione del mondo 2012 di corsa in montagna, Petro Mamu, oltre che aggiudicarsi il successo ha fatto registrare anche il nuovo record della corsa con 3h5’59”. Un podio tutto straniero completato dal rumeno Zinca e dal marocchino Razga.

La Romania festeggia anche con la vittoria nella gara femminile, grazie alla performance di Denisa Dragomir che si è messa alle spalle Silvia Rampazzo e Debora Cardone.

Nella Mini SkyRace, 20 km e 1110 metri di dislivello contro i 32 km e 2400 m. di dislivello della gara maggiore, si sono imposti invece il bergamasco Benedetto Roda e la premanese Maria Gianola.

Il Giir di Mont rimane uno degli eventi della corsa in quota più apprezzati, soprattutto per il gran pubblico disseminato lungo il tracciato e nei punti più spettacolari, ma è l’occasione anche per tantissimi premanesi per raggiungere i 12 alpeggi toccati dalla gara. Iscrizioni chiuse in anticipo per il superaffollamento, ben 975 atleti, afflusso favorito anche dalla bella giornata.

Le note della fanfara dei Bersaglieri di Lecco hanno animato il parterre prima del via, un via “scattoso” che ha visto subito la prepotente azione dell’eritreo Mamu sconvolgere i piani dei top runners. All’Alpe Chiarino, dopo appena 4,5 km, Petro Mamu poteva già vantare un vantaggio di 1’17” sul rumeno Jonut Zinca, vincitore nel 2013 e secondo lo scorso anno, con il marocchino Ismail Razga costretto ad inseguire. I tre hanno monopolizzato la gara ed a nulla sono serviti gli sforzi e gli attacchi di Szabolcs, dei nostri Bert, Tavernaro e Gianola e, solo nelle prime battute, dei due keniani Karani Njeru e Panin Sorum.

Nei continui su e giù tra un alpeggio e l’altro, l’eritreo Mamu ha rosicchiato secondi preziosi a Zinca, arrivando anche a 2’. Mamu ha affrontato la micidiale salita di Bocchetta Larech, cima Coppi del Giir di Mont con i suoi 2063 metri, con una naturale e incredibile leggerezza. Si sapeva certo che in salita la gazzella eritrea sarebbe stata un osso duro per tutti, in molti si attendevano però l’attacco di Jonut Zinca in discesa, e così è stato. Tuttavia Mamu ha affrontato la discesa e i vorticosi tornantini sterrati con una padronanza non comune. È pure caduto sbucciandosi una coscia, ma non si è certo perso d’animo.

Nella successiva salita all’Alpe Premaniga Mamu aveva ristabilito il divario e tutto ormai faceva pensare ad un arrivo in solitaria, con Zinca ormai arreso. Ma il rumeno ha giocato il suo jolly proprio dopo Deleguaggio andando addirittura a pizzicare Mamu, poi un appoggio maldestro per la caviglia destra faceva saltare il suo piano d’attacco.

Così, con Zinca claudicante, Mamu ha avuto via libera verso il successo arrivando tra il solito tripudio di folla in centro a Premana, con le mani degli spettatori protese a salutare il neo recordman del Giir di Mont. Il corridore africano aveva tutto il tempo, tagliato il traguardo, di ritornare sui suoi passi e salutare nuovamente il pubblico. Dopo 3’20 arrivava dolorante e zoppicante Zinca, che con una faccia segnata dal dolore faceva trapelare tutta la sua delusione: “lo avevo preso in discesa, era fatta. Poi il forte dolore alla caviglia e mi sono trascinato a fatica sul traguardo”.

Esaltato dal grande pubblico, staccato di quasi 13’ è poi arrivato balzellando Ismail Razga ed il podio era pronto per la lunga “diretta” di Rai Sport, a cui il Giir di Mont ci ha abituato. Grande festa sul podio, con Zinca seduto su una sedia, ma l’entusiasmo non si è fermato. I distacchi, quest’anno, sono stati marcati. Ai piedi del podio si è presentato il rumeno Szabolcs davanti al primo italiano, il piemontese Paolo Bert e al trentino Michele Tavernaro; applausi anche per Mattia Gianola, premanese DOC che ha chiuso ottimo nono.

Gara femminile sorprendente. Nella prima metà di gara ha dettato legge Elisa Desco, poi la stanchezza ha avuto il sopravvento e la rumena Denisa Dragomir che era alle sue spalle non si è certo fatta pregare. Buono il suo passo, non da record, ma vicinissimo. La rumena ha chiuso al primo posto con 3h56’23”, con 7’59 su Silvia Rampazzo e Debora Cardone ancora più lontana. Significative le parole al traguardo della veneziana, seconda: “Bellissima la gara, ma quello che mi ha colpito di più è stata la gente, mi vengono i brividi a pensarci, ce n’era tantissima dappertutto, quando arrivi negli alpeggi è veramente una cosa incredibile, ti dà tanta carica. Direi che vale la pena di venire al Giir di Mont anche solo per la gente!”

Combattuta anche la Mini SkyRace che con i suoi 1110 metri di dislivello è stata tutt’altro che una passeggiata. Roda, Rovedatti e Artusi hanno “costruito” il podio maschile, Gianola, Combi e Oregioni quello femminile.

Questa 23.a edizione del Giir di Mont passa in archivio con un nuovo grande successo. Merito del gran lavoro dei ragazzi di Massimo Sanelli, neo presidente dell’AS Premana, del supporto dell’amministrazione comunale e di tutta Premana, con un pubblico dei grandi eventi.

Il Giir di Mont era anche prova del prestigioso circuito La Sportiva Mountain Runnning Cup.

Info: www.giirdimont.it

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