MONDIALE ULTRA TRAIL: INTERVISTA ESCLUSIVA AL CT ENRICO VEDILEI

di Gianluca Di Meo

A pochi passi dal confine nell’Alta Savoia si trova Annecy, un paese di  50mila abitanti sulle sponde del lago omonimo, contornato dai massici dei Bauges, del Bornes e del Semnoz. Ogni anno a fine maggio i sentieri di questo luogo incantato si dipingono delle luci delle frontali, del sudore e della passione di centinaia di trailer: Maxi Race di Annecy. Il 30 maggio alle 3 del mattino i colori di questi sentieri saranno quelli delle maglie nazionali a contendersi il 5° Mondiale Ultratrail IAU della storia. Dopo il mondiale quasi sperimentale negli Stati Uniti 2007,di Francia 2009,Irlanda 2011 e Galles 2013, il 2015 si terrà ancora in in Francia dopo quello che sei anni fa si tinse d oro con Cecilia Mora ,la maestra d’asilo che sarà al via anche a questa competizione iridata.

Enrico Vedilei

Enrico Vedilei

A rappresentarci saranno: Matteo Lucchese, Marco Zanchi , Stefano Trisconi, Franco Colle’, Cristian Insam, Stefano Ruzza, Giulio Ornati, Ivan Geronazzo, Filippo Canetta, Lisa Borzani, Cinzia Bertasa, Maria Chiara Parigi, Giulia Amadori, Sonia Glarey, Cecilia Mora, Simona Morbelli e Virginia Oliveri.

Enrico Vedilei, soprannominato ‘Il Vichingo’ ha collezionato 10maglie azzurre ed è al quarto mondiale da coordinatore tecnico azzurro. In questi giorni è emozionato come se dovesse correrlo lui: “Il percorso sarà meno corribile dei mondiali precedenti, per veri e propri trailer di montagna: 85km e 5500d+. Gli azzurri che hanno effettuato la ricognizione pochi giorni fa ci riportano di un percorso a tratti veloce, soprattutto la prima parte, che può creare difficoltà se non ci si dosa a dovere. Infine discese molto tecniche e un ultima parte sulle creste che può fare la differenza per chi ancora ha energie a disposizione”.

In Galles Maria Chiara Parigi arrivò terza. Cosa può fare la nazionale italiana?

“Il gruppo è buono ed i ragazzi motivati. Io sono molto soddisfatto, è vero non siamo tra i favoriti ma neanche nel 2009 lo eravamo…”

Hanno ragione i maligni a chiamarlo un “mondialino” senza stelle?

“Leggendo i nomi nella lista di partenza credo che sia tutto meno che un mondiale di serie B. In effetti   l’elenco degli atleti al via è di tutto rispetto. Tra gli.uomini gli spagnoli Luis Alberto Hernandi,Merrillas, Garcia-gomez;gli statunitensi  Varner, Nichols,Laney; i francesi Thevenard, Spehler, Court, Rancon, Pommeret, gli inglesi Owen e Ridgway, i norvegesi Hermann e Haugnes, il lituano Grinius. Un Marco Zanchi in gran spolvero dopo le recenti competizioni internazionali e il vincitore  del Tor 2014  Franco Colle’.  Tra le donne le nostre Lisa Borzani, Simona Morbelli, le francesi Mauclair, Fraile, Gobert, Chaverot, Truel e le americane Rusiecki, Moehl, la canadese Bos…e tante altre!

Come ti senti a pochi giorni dalla partenza per la Francia?

“Tranquillo. Contento della squadra ma un po’ deluso dalle polemiche. Non tanto dagli addetti ai lavori, ma quelle da parte di alcuni atleti esclusi. I criteri di selezione erano stati chiari, elastici e trasparenti. Si possono tutto ora consultare sul sito della Iuta. Voglio in nazionale solo gente che sente qualcosa per la maglia azzurra perché va rispettata e onorata. Il mondiale è una possibilità da non sprecare, se falliamo dobbiamo aspettare  due anni per  il prossimo. Voglio una squadra coesa, forte e voglio che ci sia una grande atmosfera. Perché non devo premiare chi crede davvero nella maglia azzurra?

A sentirti parlare sembra il pensiero del ct del ciclismo Davide Cassani pochi giorni prima del mondiale dello scorso anno. Che prospettive ha il trail azzurro per il futuro?

“Ci sono un sacco di giovani promettenti in giro, molti sconosciuti. Bisogna andare a scovare nei trail minori e dar lor loro fiducia e crederci: Fantuz e Martina Chialvo per fare qualche nome. Per questo credo nel progetto regionale partito dalla Sardegna in collaborazione con Carlo Fenu e successivamente in Toscana con Michele Varrella e Paolo Fabbrini, alla ricerca di giovani da coltivare, consigliare e guidare. Solo così ci può essere un vero bacino da cui la nazionale può attingere nel futuro”.

La Maxi Race di Annecy vedrà anche la gara per atleti open che partirà qualche ora dopo quella che assegnerà le medaglie più prestigiose. I nostri atleti,mentre si provano l’abbigliamento arrivato loro a casa, non stanno più nella pelle dall’emozione di volare lungo i sentieri francesi indossando la MAGLIA AZZURRA.

Nella foto : la nazionale durante il raduno del 18-19 Aprile a Badia Prataglia (Arezzo)

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