LA PAGELLA DELLA SETTIMANA: 4 A QUELLA CONDANNA A MORTE CHE…

di Cesare Monetti

Di Martino Ivana corsa FRVOTO 10 – A Ivana Di Martino, la 21 Volte donna che è diventata REXIST RUN. 700 km e più, 8 tappe, 5 regioni, 2 mari, da Ovest a Est da Ventimiglia a Muggia. L’impresa quasi impossibile di una Donna straordinaria che ha fatto tutto questo per lei e per le donne. Ha combattuto contro il caldo, la stanchezza, i dolori alle gambe, la fatica mentale e fisica. Ma ce l’ha fatta. 88km al giorno di media. Leggi qui quale era la sua sfida. L’ha vinta. RESISTENTE-RESILIENTE

VOTO 9 – Alle ‘Fun Run’ che si stanno diffondendo sempre più in Italia, con ritardo enorme rispetto al resto del mondo. Dalla Strongman Run alla Color Run (25mila sabato a Torino…), dalla Strasingle a quelle con la sveglia alle 5.30 del mattino, iniziando e passando anche per la Deejay Ten che ieri a Firenze ha visto al via oltre 15mila persone. Un nuovo modo di intendere la corsa, passando per il jogging e il divertimento con gli amici. Poi forse arriverà il cronometro, gli allentamenti nel buio invernale, la voglia di traguardi sempre più difficili. Ma non è necessario. Non è obbligatorio. Va bene anche così, l’importante è abbandonare il divano ed evitare l’aperitivo. MOVIMENTO

VOTO 8 – Al ‘record’ di partecipanti delle gare di questi giorni. Una primavera dedicata alla corsa sempre di più. In 21mila alla Straverona, alla Stramontisola grazie anche all’apertura alla compagine maschile si è passati da 100 a 500 finisher, oltre 1600 a Treviso In Rosa, alla Moonlight Half di Jesolo per sabato è già previsto il sold-out e così in tante altre gare. Quanti di questi sono passati attraverso le Fun Run di cui sopra. Secondo me…tanti. ENERGIA DI MASSA

VOTO 7- A Danilo Goffi e Ivana Iozzia. Passano gli anni e quasi migliorano. Scontato il paragone con il ‘vino buono’, ma qui di buono c’è davvero tutto, in primis la voglia di mettersi sempre di più in gioco. Danilo dopo la Boston Marathon raccoglie un terzo posto alla 10k di Monza in un più che valido 31’42” visto anche il percorso parecchio nervoso. Ivana, classe 1973 e tre volte camponessa italiana di maratona, nella stessa gara vince e convince. E diche sta preparando i mondiali di corsa in montagna del 4 Luglio, non un 5000 veloce in pista. FAST EVERGREEN

VOTO 6 – Ma potrebbe essere anche un 5. O un 4. E’ stata rinviata a domenica 24 maggio la prima edizione di Corriamo per la Talassemia, la manifestazione organizzata dall’ONLUS Associazione Thalassemici Ospedale dei Bambini di Palermo e annullata ieri a causa del maltempo che si è abbattuto su Palermo. L’evento ha come principale obiettivo quello di raccogliere fondi per la “ONLUS” e di sensibilizzare e informare al tempo stesso sensibilizzando e informando l’opinione pubblica sulla Talassemia. La giornata di ieri è stata  vanificata dall’incessante pioggia caduta abbondantemente su Palermo. Malgrado il tempo avverso  un buon numero di podisti si era recato a piazza Politeama pronto per prendere parte alla corsa. Impossibile però dare seguito alla manifestazione, malgrado gli sforzi degli organizzatori e di tutti coloro che erano stati chiamati a fare muovere la macchina della logistica. Di concerto così è arrivato il rinvio a domenica prossima 24 maggio. Perchè in Sicilia si rimandano sempre gare per ‘un po’ di pioggia? Qualche mese fa la Messina Marathon, ora questa. Il voto rimane positivo solo se grazie a questo rinvio si potrà avere una adesione maggiore e dunque un incasso superiore a favore delle Onlus. Altrimenti c’è qualcosa da rivedere.

IMG_3175VOTO 5 – Al costante, imperterrito e ormai impossibile da debellare, vizio dei podisti di ‘stoppare’ il cronometro sulla linea d’arrivo di una qualsiasi gara. Non c’è foto di un arrivo dove si veda il pettorale di un partecipante, tutti intenti a cliccare e stoppare. Ma non è possibile esultare, gioire, alzare le mani al cielo, urlare e poi dopo 4-5 secondi fermare il crono? Cambia davvero così tanto? VIZIO

VOTO 4 – Alla indifferenza generale, almeno qui in Italia, in merito alla sentenza che ha colpito Dzhokhar Tsarnaev, il ventunenne che ha provocato l’attentato alla Boston Marathon 2013. 12 giurati, 14 ore in camera  di consiglio e alla fine la condanna a morte che sarà eseguita tramite iniezione letale. Libertà di tutti noi nel giudicare se questa sentenza è corretta o meno, troppo severa o necessaria. Di certo è stata accolta con molta superficialità. E’ stata quindi ripristinata la pena di morte in Massachussets, dove che fu abolita 30 anni fa ma con la ‘condizione’ che avrebbe potuto essere riattivata in presenza del reato federale di esplosione di ordigni di sterminio. Vani gli appelli delle famiglie delle 3 vittime dell’attentato e dei 260 feriti che hanno chiesto giuria l’ergastolo e non la condanna a morte.

2 Commenti

  1. francesco 18/05/2015
  2. Pietro bonanno 19/05/2015

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