LO SCIENZIATO FERRARI ALLA UNESCO CITIES MARATHON, TENACIA E IMPORTANZA DELLO SPORT PER TUTTI

Dott. Ferrari

Dott. Ferrari

“Laura è veramente un fenomeno, il sorriso del Signore, una luce di ispirazione. Corro per lei: non per aiutarla, ma perché so che la sua vicinanza mi ispirerà e mi darà energia per il mio lavoro e nella mia vita”. Mauro Ferrari si prepara a tornare all’Unesco Cities Marathon: sarà la sua terza presenza nella 42 chilometri sulle strade friulane. Ma quest’anno lo scienziato udinese ha un motivo in più per non mancare l’appuntamento con la maratona che domenica 29 marzo collegherà Cividale del Friuli ad Aquileia.

A Palmanova, poco oltre metà maratona, troverà ad attenderlo Laura Bassi, la ventenne di Cussignacco (Udine) che lo scorso giugno fu coinvolta in un gravissimo incidente stradale (tre morti, tra cui il suo fidanzato) e che ora è pronta a correre, in carrozzina, l’ultimo tratto della maratona, accompagnata anche dai colleghi della Hypo Alpe Adria Bank riuniti nel Laura Team.

Laura e Mauro Ferrari si sono conosciuti in una camera d’ospedale, poco tempo dopo l’incidente. E’ nata un’amicizia (il professor Ferrari, insieme alla moglie Paola, l’ha anche voluta come presidente della filiale italiana di Achilles International, l’organizzazione benefica fondata nel 1983 a New York da Dick Traum con lo scopo di promuovere l’attività fisica tra i disabili). Da qui, l’idea di ritrovarsi per strada in occasione dell’Unesco Cities Marathon.

Sopravvissuta alle gravissime ferite riportate nell’incidente, Laura ha però perso una gamba, iniziando un lungo percorso di riabilitazione all’istituto Gervasutta di Udine. La partecipazione all’Unesco Cities Marathon è solo uno
dei progetti che la ragazza friulana sta portando avanti. Il suo sogno è creare qualcosa di duraturo per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla problematiche vissute dalle persone che subiscono menomazioni fisiche.

Il carattere tenace e positivo di Laura ha colpito anche il professor Ferrari, ormai ospite fisso dell’Unesco Cities Marathon. “La mia forma? Patetica – spiega lo scienziato -. Con tutto il lavoro che ho da fare non riesco a trovare il tempo per allenarmi con continuità. Ma non importa: non partecipo all’Unesco Cities Marathon con un obiettivo cronometrico, ma per l’amore che mi lega al Friuli e per celebrare il grandissimo coraggio e lo spirito indomito di Laura Bassi. Il vero fenomeno è lei”.

Cinquantacinque anni, da trenta residente negli Stati Uniti, Ferrari è considerato il massimo esperto mondiale di nanotecnologie in campo oncologico e diabetologico. E’ presidente e amministratore delegato del Methodist Hospital Research Institute di Houston, Texas, uno dei principali centri di ricerca medica degli Stati Uniti.  E’ autore di 230 pubblicazioni, sette libri e 40 brevetti.

Così Ferrari sintetizza la sua passione per la maratona: “La corsa è disciplina, gioia, meditazione. E’ l’incontro con luoghi e persone che mai incontrerei. E’ fatica. E’ la capacità di affrontare le difficoltà. E’ programmazione per obiettivi lontani. Tutte cose importanti per il mio lavoro nella lotta al cancro e importanti per qualsiasi attività al servizio del prossimo”. Domenica, insieme a Laura Bassi, sarà anche una maratona d’emozioni.

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