ALLA BELLUNO-FELTRE NEL RICORDO DI LUANA GORZA E DEI SUOI ROMANZI

Johnny Schievenin

Johnny Schievenin

A Trichiana, ai piedi delle Dolomiti, quasi sospesa tra il verde dei prati e l’azzurro del cielo, c’è una casetta in legno di nome “Lena”. Non è una dimora qualsiasi: “Lena” compare nel film “Storia del tempo inutile”, in lavorazione nel territorio bellunese (sarà ultimato alla fine della primavera) e che rappresenta la trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo di Luana Gorza, scrittrice scomparsa lo scorso novembre dopo aver combattuto per un decennio contro la Sla.

 “Lena” è la casetta in cui Marianna, la protagonista del romanzo, alter ego dell’autrice, si ritira a vivere dopo aver scoperto di essere affetta dalla Sla. E “Lena” è anche l’obiettivo che spingerà Johnny Schievenin, marito di Luana Gorza, a partecipare, da atleta, domenica 29 marzo, alla Belluno-Feltre Run, la gara che lui stesso ha creato e che organizza dal 2008 insieme agli amici del Gs La Piave 2000.

Con la mia partecipazione alla Belluno-Feltre Run – spiega Schievenin – voglio promuovere una raccolta di fondi che ci consenta di acquistare la casetta e trasferirla da Trichiana a Mel, dove andrebbe a completare il nuovo campo di atletica su cui si allena il Gs La Piave 2000, un importante polo d’aggregazione per tanti giovani del luogo”.

Johnny Schievenin, in gioventù, era un ottimo mezzofondista, tanto da aver vestito anche la maglia delle Fiamme Oro. Ma i 30 km della Belluno-Feltre Run sono un’altra cosa. “Una corsa di questo tipo non s’improvvisa. Mi sono riproposto di allenarmi, ma il tempo non è mai abbastanza: mi limito a qualche uscita con i ragazzi della società, sono consapevole che sarà una sfida difficile, ma voglio portarla a termine. I miei collaboratori mi sostituiranno nell’impegno organizzativo. I primi a cui ho esposto la mia idea sono loro. Sono sicuro che la mia mancanza non si avvertirà: ormai siamo un gruppo collaudato, in cui ognuno sa cosa deve fare”.  

La raccolta di fondi deriverà dalla vendita di una maglietta preparata per l’occasione che anche Schievenin indosserà lungo i 30 km da Belluno a Feltre. Sulla maglietta sarà stampata l’immagine di Luana alla maratona di New York e una sua poesia. “Luana amava la corsa: le maratone erano l’occasione per visitare il mondo. Correva con il sorriso, i chilometri non le facevano paura. Aveva un grande forza mentale, quella stessa forza che le ha permesso di combattere la malattia per dieci anni. Diversamente, non ce l’avrebbe fatta”.

Dopo la Belluno-Feltre Run, Schievenin ha un’altra meta: “Sto formando un gruppo che il prossimo novembre mi accompagni alla maratona di Valencia: corsa, turismo e amicizia”. Ancora con Luana sulla maglietta e nel cuore. E con il pensiero di una casetta di legno da portare al campo di Mel.

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