IL RITORNO DELL’HANDBIKE ALLA TREVISO MARATHON, FRANCESCA PORCELLATO AL VIA

Ph. Bolgan
Rafael Botello Jimenez Ph. Bolgan

Rafael Botello Jimenez Ph. Bolgan

Potremmo chiamarla la gara dei fedelissimi, perché anno dopo anno ritornano, arricchiti da nuove esperienze personali e professionali, nuovi titoli conquistati con impegno e sacrificio e pronti per ricominciare la stagione con nuovi sogni e obiettivi ambiziosi. Sono i diversamente abili che coloreranno, con grinta e tanta voglia di farcela, la Treviso Marathon 1.2 di domenica 1° marzo 2015. Per loro il via, da Conegliano, sarà dato alle 9.50.

Vincitore nel 2014 nella categoria carrozzine olimpiche, con l’ambizione di partecipare all’Ironman di Lanzarote due mesi dopo, e ce l’ha fatta. Rafael Botello Jimenez, atleta paralimpico spagnolo, nel 2014 ha conquistato il titolo di Ironman nell’isola delle Canarie vincendo la prova per lui più dura e classificandosi primo nella sua categoria. Dopo le consuete partecipazioni a maratone internazionali del calibro di Parigi, Londra, Boston, Chicago e New York, ritorna a Treviso per la sesta volta per iniziare la stagione sportiva testandosi sulla maratona che lui considera tra le più pianeggianti al mondo.

Dopo tre anni di assenza riecco Jean-Marc Ternullo, paralimpico francese, presidente dell’associazione Handisport Durance, che promuove lo sviluppo dell’attività fisica e sportiva a livello agonistico o amatoriale per le persone che presentano difficoltà motorie, visive o uditive. L’atleta conserva un buon ricordo della sua ultima partecipazione a Treviso, quando mentre si trovava al 28° km senza più forze né motivazione, venne raggiunto da un atleta di categoria handbike che vedendolo in difficoltà iniziò ad incitarlo facendogli così ritrovare la grinta che lo ha portato a concludere la gara migliorando il suo record personale.
Non è ancora un fedelissimo ma potrebbe diventarlo, Gustavo Molina Martinez, campione spagnolo di duathlon e handbike e medaglia di bronzo al campionato del mondo di duathlon 2014, per la  prima volta a Treviso e al suo debutto sulla distanza di maratona con la carrozzina olimpica.
Mauro Tomasi, dopo aver emozionato il pubblico trevigiano nel 2014 dando prova della propria grinta e forza di volontà, ritorna nella Marca per continuare a dimostrare che “volendo si può arrivare”. Il 2014 lo ha visto protagonista di 9 maratone nazionali e internazionali tra le quali Barcellona, Berlino, New York e Valencia, tutte percorse con la propria carrozzina monoguida spinta con l’ausilio di un solo braccio.

La novità più rilevante nella gara handbike è l’inserimento della 42,195 km trevigiana nel calendario della federazione paraciclistica, inserimento che risolve la questione della partecipazione di tesserati FCI (gli handbikers) alle gare FIDAL e che permette di essere in regola con le nuove normative vigenti.
Grazie alla collaborazione tra il comitato organizzatore della maratona trevigiana e Asd Anmil Sport Italia presieduta da Pierino Dainese, la Treviso Marathon ospiterà quindi un circuito paraciclistico sulla distanza classica di maratona e farà da apripista per le seguenti maratone che adotteranno questo “accordo”. La tradizionale partecipazione dei diversamente abili in sella alle handbike è dunque tutelata.

Fedelissima è anche Francesca Porcellato, che a Treviso (l’ultima volta in gara c’è stata nel 2013), ha stabilito, nel 2004, uno dei suoi tanti record italiani. La 44enne, originaria di Castelfranco Veneto e residente a Valeggio sul Mincio (VR), gareggia nello sci di fondo, in atletica leggera (carrozzina olimpica) e nel paraciclismo (handbike), detenendo un vasto palmarès di campionati italiani (96), europei e mondiali (9 medaglie, di cui 4 d’oro). Alle Paralimpiadi ha all’attivo 11 medaglie, di cui tre d’oro, tre d’argento, cinque di bronzo, conquistate in tutte le discipline dell’atletica leggera e l’ultima, la medaglia d’oro, conquistata nello sci di fondo nel km sprint alle paralimpiadi invernali di Vancouver 2010. Ha corso 98 maratone vincendone 74, tra queste ha tagliato il traguardo per prima a New York, Seoul (Korea), Parigi, Roma, Londra. È stata detentrice del record mondiale nella maratona con il tempo 1h38’29” (carrozzina olimpica). Domenica 1° marzo gareggerà con l’handbike.

È quasi amore quello tra l’atleta paralimpico Oivind Sletten e la Treviso Marathon, a cui partecipa instancabilmente dal 2007 passando dalla categoria delle carrozzine olimpiche a quella handbike. Oivind, che nel 2014 ha partecipato a diverse gare internazionali tra Germania, Austria, Svizzera e Spagna, considera la gara di Treviso una buona abitudine per iniziare la stagione su un percorso veloce e l’occasione ideale per assaporare la cultura italiana e il buon cibo.

Tra i fedelissimi atleti in gara, inarrestabili anno dopo anno, merita una menzione speciale il gruppo dei Piccoli Diavoli a Tre Ruote, un’associazione onlus diretta a persone affette da atassia, una malattia genetica grave e degenerativa che provoca la mancanza di coordinazione dei muscoli volontari. Questo non ferma però l’entusiasmo e la grande forza di volontà che permette ai suoi presidenti, Alessandro e Federico Villa, anch’essi affetti da atassia, di allenarsi insieme al loro gruppo e partecipare numerosi a gare di handbike in tutto il territorio nazionale e internazionale.

“La Treviso Marathon è diventata negli anni un appuntamento fisso per molti atleti e in particolare quelli delle categorie carrozzine olimpiche e handbike considerano questo circuito veloce, sicuro e un’ottima gara per inaugurare il loro calendario sportivo – ha commentato Chiara Crosato, responsabile del settore diversamente abili – nonostante le variazioni di percorso nell’arco degli anni la gara ha mantenuto il carattere veloce che sempre l’ha caratterizzata e gli atleti che puntano a migliorare il loro record personale ritornano puntualmente. Al di là della competenza tecnica e organizzativa dell’evento ciò che più colpisce gli atleti, sia italiani che stranieri, è il calore del pubblico lungo il percorso e soprattutto l’impegno e il grande entusiasmo che anima tutti i volontari che li circondano, da chi li accoglie alla partenza a chi li assiste dopo l’arrivo, ne sono testimonianza i numerosi messaggi e le telefonate di ringraziamento che ci inviano i giorni successivi alla gara comunicandoci che non vedono l’ora di ripetere l’esperienza”.

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