PARLA PAOLO MANELLI, SUL SUCCESSO DELLA “SUA” MARATONA INTERNAZIONALE DI REGGIO EMILIA

Soddisfatto e stremato alla meta, anche se lui la Maratona non l’ha corsa, ma “solo” organizzata. Lui è Paolo Manelli, presidente di quella Tricolore Sport Marathon che quest’anno, con la 19esima edizione della Maratona internazionale di Reggio Emilia, ha fatto saltare il banco: record di iscritti (3322), di partenti (3037) e di arrivati (2919).

La macchina organizzativa è stata chiamata agli straordinari ma ha retto bene – spiega Manelli – Il meccanismo è ormai rodato e ancora una volta è riuscito a tenere alto il livello d’organizzazione e d’accoglienza, che poi è ciò che più ci sta a cuore e che ci ha permesso di consolidarci nel corso di questi anni”.

Si sa che a Reggio, in pieno dicembre, ci si va anche per farsi “scaldare” e “coccolare”, per sentirsi trattati come i top runners, pure se non lo si è. In fondo è il segreto del successo. Prova ne sia che tramite twitter un podista straniero – con diverse esperienze in giro per l’Europa alle spalle – nelle scorse ore ha lanciato un cinguettio chiaro e forte: se avete voglia di correre una Maratona nel periodo di fine anno puntate su Valencia…o Reggio Emilia.

Manelli prova a volare basso: “Mi piace sottolineare il fatto che abbiamo sdoganato un’espressione tipicamente reggiana, “daicandom” (letteralmente: dai che andiamo, ndr), lo slogan scelto per il 2014. Ora tanti podisti provenienti da fuori sanno cosa significa e l’hanno già adottato per le prossime fatiche…”.

Tanti complimenti non faranno male? Soprattutto perché nei prossimi mesi bisognerà lavorare per l’edizione numero 20 (13 dicembre 2015), che avrà l’ingrato compito di confrontarsi con l’edizione dei record. “Speriamo che Stefano Landi riesca a far allargare in tempo il PalaBigi”, dice in battuta Manelli. Per chi non è di Reggio: il PalaBigi è il Centro Maratona che accoglie i runners il giorno della gara, Stefano Landi è il patron della Pallacanestro Reggiana, cui non dispiacerebbe (eufemismo) un allargamento dell’impianto. “Battute a parte – prosegue Manelli – la nostra idea è che la prossima edizione, quella del 20ennale, debba essere una grande festa, con il coinvolgimenti di Enti, Istituzioni e città. Certo, l’inatteso exploit di quest’anno – non ci aspettavamo certo il boom di iscrizioni, in teoria doveva essere un’edizione “tranquilla” – può far pensare che si vada verso un ulteriore incremento. Ma è presto per dirlo e in ogni caso non sarà un’ossessione battere il record”.

Tutto bello, tutto colorato. Anzi no: l’immancabile angolo delle polemiche quest’anno riguarda le multe e le auto rimosse nei pressi del tracciato. C’è chi ovviamente non ha gradito: “Premesso che dispiace per i cittadini che hanno dovuto fare i conti con questi provvedimenti, posso solo dire che tramite volantini, più di 2mila, e cartelli, abbiamo per tempo informato della chiusura strade e sui percorsi alternativi. Chiaro che se organizzi una gara di 42 chilometri con 3mila partecipanti qualche strada la devi pur chiudere, ma la comunicazione – attraverso vari canali, non ultimi i giornali – è stata esauriente e tempestiva. Purtroppo se parcheggi dove non puoi parcheggiare, Maratona o non Maratona, sbagli e di conseguenza paghi. Ripeto: spiace, ma è così. Lo sappiamo, per una domenica mattina all’anno chiediamo uno sforzo a cittadini e commercianti, crediamo però che Reggio Emilia abbia un ritorno concreto in termini di immagine e di indotto legato ai partecipanti”. Per informazioni chiedere in particolari a ristoranti e alberghi della zona.

Siamo ai ringraziamenti: “Dovrei ringraziare più o meno il mondo intero – conclude Manelli – Mi limito a citare volontari, istituzioni e sponsor, tre componenti che ancora una volta hanno fatto il massimo, anzi di più. Ma ogni figura, ogni persona che ha preso parte alla due giorni è stata ugualmente importante e ha dato il suo imprescindibile contributo. Da reggiano sono orgoglioso e felice di aver puntato sulla reggianità ed essere stato ripagato dai numeri”.

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