YEMAN CRIPPA RIPORTA E L’ORO JUNIORES OTTO ANNI DOPO LALLI

di Diego Sampaolo

Yeman Crippa otto anni dopo Andrea Lalli. Meglio di così non poteva iniziare la squadra italiana nel fango di Borovets nei pressi di Samokov, località della Bulgaria situata a 1350 metri di altitudine rinomata come sede di gare di sci e di competizioni di corsa in montagna.

Crippa1Nel 2006 fu il molisano a portare alto il nome del cross italiano vincendo la medaglia d’oro sui gloriosi prati di San Giorgio su Legnano che ogni 6 Gennaio ospita il Campaccio. Otto anni dopo è stata la volta del diciottenne trentino Yeman Crippa che ha vinto il suo primo titolo di una promettente carriera che lo ha visto emergere in campo internazionale con il sesto posto ai Mondiali allievi di Donetsk sui 1500 metri, il settimo posto agli Europei di Cross di Belgrado 2013 e il decimo posto sui 1500 metri ai Mondiali Juniores di Eugene 2014. Crippa ha fermato il cronometro in 20’07” precedendo di 15 secondi lo spagnolo Carlos Mayo.

A due giri dalla fine è successo il colpo di scena quando il russo Novikov ha lanciato un allungo credendo che mancasse un giro solo. Crippa ha approfittato dell’errore e ha preso il comando nell’ultimo giro mentre il russo è crollato chiudendo in 55^ posizione.

“Sono contento della gara anche se il percorso fangoso era durissimo. Nell’ultimo giro ho dato tutto. Desidero ringraziare il mio allenatore Massimo Pegoretti. Non mi aspettavo la vittoria a squadre. Torno a casa con una preziosa medaglia d’oro al collo. Vengo dall’Etiopia ma sono stato adottato dodici anni fa. Sono arrivato in Trentino con i miei sette fratelli”, ha detto Yeman dopo la gara

Come otto anni fa in occasione del primo posto di Andrea Lalli e del terzo di Daniele Meucci, l’Italia ha conquistato l’oro a squadre grazie al bronzo individuale del toscano di origini marocchine Said Ettaqi e al quinto di Yohannes Chiappinelli, altro ragazzo di origini etiopi adottato da una famiglia senese. L’Italia ha piazzato un quarto atleta nella top-ten Alessandro Giacobazzi, che ha tagliato il traguardo in nona posizione. L’Italia ha dominato la classifica per nazioni con 18 punti davanti alla Spagna (41 punti) e alla Turchia (70 punti) un anno dopo il terzo posto di Belgrado e due anni dopo il sesto posto juniores ai Mondiali di Bydgoszcz. Crippa ha ricevuto la medaglia d’oro dal Direttore Tecnico delle Nazionali Giovanili della Fidal Stefano Baldini.

“Non mi aspettavo di andare sul podio. Mi sono risparmiato perché sapevo che sarebbe stato inutile andare davanti a tirare. Sinceramente non pensavo di arrivare terzo. Ho sentito il tifo della squadra che mi ha incitato e questo mi ha dato la carica. Quando il Direttore Tecnico Massimo Magnani mi ha detto che ero arrivato terzo non ci credevo”, ha detto Ettaqi

CrippaL’Italia ha concluso l’Europeo al quarto posto nel medagliere con due ori e due bronzi alle spalle della Gran Bretagna, della Turchia e della Russia. La quarta medaglia di giornata è arrivata dalla squadra maschile seniores grazie ad un insieme di buoni risultati che hanno permesso agli azzurri di salire sul podio. Il migliore degli azzurri è stato il grossetano Stefano La Rosa, che ha ottenuto il risultato di maggior prestigio in questa manifestazione con il buon ottavo posto in 33’17”. Marouan Razine (14° in 33’26”), Patrick Nasti (17° in 33’29”) e Ahmed El Mazoury (20° in 33’43”) hanno permesso agli azzurri di cogliere il bronzo a squadre alle spalle della Turchia e della Spagna.

In entrambe le gare seniores i vincitori Gemma Steel e Polat Arikan Kemboi hanno vinto l’oro migliorando l’argento dell’anno scorso a Belgrado. Sia la gara femminile che quella maschile si sono risolte allo sprint al termine di avvincenti duelli tra connazionali (i turchi Kaya e Arikan in campo maschile e le britanniche Steel e Avery in campo femminile).

La Turchia ha centrato la doppietta a livello individuale con il campione europeo dei 10000 metri di Helsinki 2012 Polat Arikan Kemboi capace di imporsi al photo-finish sul più giovane connazionale Ali Kaya. vinitore lo scorso anno tra gli juniores e campione europeo juniores sui 5000 e sui 10000 metri a Rieti nel 2013. Il due volte campione europeo 2009 e 2013 Alemayehu Bezabeh ha vinto la medaglia di bronzo

La gara femminile seniores ha avuto un epilogo analogo con un arrivo allo sprint tra due rappresentanti dello stesso paese. Come la Turchia in campo maschile la Gran Bretagna ha monopolizzato il podio femminile con la seconda classificata dello scorso anno Gemma Steel prima allo sprint sulla connazionale Kate Avery con lo stesso tempo di 28’27”. Le due britanniche hanno preso la testa a metà gara e hanno ingaggiato una lotta spalla a spalla fino alla fine. Nessuna sembrava in grado di avere la meglio sull’altra ma nei metri finali Steel ha prevalso sulla connazionale, fresca vincitrice del titolo NCAA in Michigan. Steel ha completato la collezione di medaglie in questa manifestazione dopo il bronzo nel 2011 e l’argento nel 2013.

“Sono al settimo cielo. Non sarei stata contenta dell’argento. Volevo l’oro. Non mi aspettavo una lotta tutta britannica. Sapevo che non avrebbe mollato. Ero stanca perché l’altura si è fatta sentire ma sono riuscita a trovare le forze per vincere”, ha detto Gemma Steel.

La svedese di origini eritree Merhaf Bahta si è aggiudicata la medaglia di bronzo in 28’52” quattro mesi dopo il titolo europeo sui 5000 metri a Zurigo. La migliore delle italiane è stata la piemontese  Elena Romagnolo (capitana della spedizione azzurra al femminile), sedicesima al traguardo in 29’33”. Seconda delle azzurre è stata l’altra piemontese Valeria Roffino (30’01”). Seguono nell’ordine Fatna Maraoui, trentacinquesima in 30’37”, Jessica Pulina (40^ in 31’01”) e Federica Dal Ri (31’13”).

“Mi aspettavo un piazzamento tra le prime quindici, quindi posso ritenermi soddisfatta. Mi dispiace perché ad un giro dalla fine ero tra le prime dieci ma non ce la facevo più. Ho sofferto l’altura. Non riuscivo più a respirare nell’ultimo giro. Sono contenta perché questa è la strada per ritrovare la forma dei miglior tempi. si tratta solo di lavorare con continuità e determinazione”, ha commentato Elena Romagnolo

L’Italia si è piazzata al quinto posto nella classifica per nazioni femminile vinta dalla formidabile formazione britannica che ha festeggiato anche il ritorno a buoni livelli dopo un grave infortunio di Stephanie Twell, settima al traguardo alle spalle della francese Sophie Duarte (oro lo scorso anno a Belgrado 2013) e dell’irlandese Fionnuala Britton (due volte vincitrice a Velenje 2011 e Budapest 2012)

Dominio assoluto della Russia che ha fatto tripletta vincendo oro, argento e bronzo con Ilgizar Safiulin, primo in 25’31” con due secondi di vantaggio su Igor Maksimov e sei secondi su Vladimir Nikitin. Argento a squadre per la Gran Bretagna grazie soprattutto al quarto posto di Jonathan Haye e al quinto di Callum Hawkins. La Svezia ha occupato il terzo gradino del podio a squadre in questa categoria. L’Italia non entra nella classifica per nazioni dopo il ritiro per infortunio di Nekagenet Crippa. Il migliore italiano è stato Abdelmijid Ed Derraz che ha concluso la sua fatica in ventottesima posizione in 26’30”. Più distante in classifica Italo Quazzola (quarantunesimo in 26’55”) e Daniele D’Onofrio (quarantaquattresimo in 27’02”).

Sorpresa nella gara femminile under 23 dove l’attesa della vigilia era tutta concentrata sulla britannica Emelia Gorecka, vincitrice a livello juniores nel 2011 e nel 2013 e sulla serba Amelia Terzic, prima nel 2012 proprio davanti alla Gorecka nella categoria under 20. La britannica Rhona Auckland ha conquistato il successo nella gara femminile under 23 migliorando di sei posizioni il piazzamento dello scorso anno. La Bulgaria è salita sul podio con Militsa Mircheva che ha preceduto allo sprint la russa Gulshat Fazlitdinova.

La turca Emine Hatun Tuna, sesta ai Mondiali Juniores di Eugene sui 3000 metri, si è aggiudicata la gara juniores femminile in 14’13” precedendo di cinque secondi la fortissima ottocentista britannica Jessica Judd, quarta ai Giochi del Commonwealth e settima agli Europei di Zurigo nel 2014 e vice campionessa del mondo ai Mondiali Juniores di Barcellona nel 2012. La medaglia di bronzo è andata all’altra britannica Lydia Turner che ha preceduto la tedesca Alina Reh, vice campionessa olimpica giovanile dei Giochi di Nanchino 2014. La lombarda Nicole Svetlana Reina, quarta alle Olimpiadi Giovanili di Nanchino sui 2000 siepi, è stata la migliore delle azzurrine in diciottesima posizione in 15’08”. La seconda italiana è stata Camilla Matese in 31^ posizione in 15’25” davanti a Alice Cocco (44^ in 15’41”), a Anna Stefani (51^ in 15’56”), a Angelica Olmo (58^ in 16’04”) e a Costanza Martinetti (59^ in 16’16”).

“Mi aspettavo di fare fatica. Il percorso era tutto ghiacciato. Sono delusa perché speravo di arrivare tra le prime dieci. Soprattutto nelle salite riuscivo a rimontare qualche posizione. Ho visto che molte mie avversarie sono partite troppo forte. Io ho preferito non partire troppo forte perché sapevo che se avessi seguito il ritmo delle mie avversarie non sarei riuscita neanche ad arrivare al traguardo”, ha detto Reina.

 

Lascia un commento

Attualità Cross Eventi Interviste&Personaggi Trail Ultramaratona
Lahcen Mokraji, sospeso in via cautelare
Notte Blu e Pisa Marathon: le modifiche al traffico
Aperta la 19^ PisaMarathon
Abbigliamento Accessori Calzature
Le calze a righe di Sara Dossena a NY? Ecco dove le puoi comprare
SCOPRI FOCUS E PHOTOCROMATIC, LE LENTI RETINA SHIELD DI SZIOLS
Con le 361° Stratomic…vado un grado oltre