TURIN MARATHON: ANDREA LALLI E L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA. DI CARTONE.

di Cesare Monetti

E dopo oro, argento e bronzo conoscevamo la medaglia di legno. Andrea Lalli però ieri ha conosciuto a Torino la ‘medaglia di cartone’. 

Si perchè sembra che agli oltre 10.000 partecipanti della non competitiva Stratorino corsa in contemporanea alla maratona sia stata consegnata una medaglia…di cartone. Forse per risparmiare?

Oppure c’è dietro qualcosa di più ecologico nel sistema ‘Stratorino’ ovvero qualcosa di riciclato-riciclabile? Se così fosse…si può anche accettare l’idea, se è fatto per il più crudo risparmio è inaccettabile visto un costo d’iscrizione di 15 euro per una marcia popolare non competitiva che non è comunque poco.
Peccato per questa sbavatura, perchè la Turin Marathon che ho avuto il piacere di vedere ieri sera nella replica su Rai Sport 2 è stata emozionante. E anche qui…è molto strano perchè in genere arriva inevitabile l’abbiocco ‘da keniano’. Ovvero…loro fortissimi in testa, dietro il nulla e la noia che imperversa. 
Così invece non è stato. Ho visto un Andrea Lalli pimpante che ha tentato di tenere botta e riacciuffare l’Africa che correva davanti a lui. L’ho visto prendere coraggio, piantare la sua lepre personale, per andare fino a lì al gruppone di testa…a soli 3″. 
Ma quelli d’Africa sono ragazzi di un altro livello e appena visto il pallido uomo europeo avvicinarsi hanno deciso di cambiare a loro volta marcia. Lalli non ce l’ha fatta, però ha tenuto duro, ha insistituo sulla sua azione di corsa seppur in solitaria.
Lalli mi è piaciuto perchè ha preparato questa Turinmarathon contro tutti e tutto. Ha lasciato un mese fa il suo coach Luciano Di Pardo, ha smentito le Fiamme Gialle, ha disobbedito al ct azzurro Massimo Magnani che lo voleva all’Europeo di cross tra un mese. Dopo il ritiro di Zurigo in tanti hanno detto che la maratona non è affare per lui, ma Andrea ha dimostrato a tutti, persino a se stesso che ce la può fare e che può fare ancora tanto.
Migliorando la tattica, migliorando sicuro qualcosa in allenamento e questo senz’altro accadrà se come sembra sarà seguito da quel guru che risponde al nome di Renato Canova e soprattutto con la convinzione definitiva nella sua testa che Andrea Lalli può essere un maratoneta.
Idem mi sono divertito per il finale in stile super sprint della gara maschile e ancora nella estenuante sfida alla distanza tra la debuttante keniana Ndiema e Anna Incerti che ha ceduto solo nel finale.
A Lalli e agli altri e altre azzurre in gara tanti applausi, ai partecipanti della Stratorino, a quanto sembra e attendo conferme, un bel ‘cartone’.
Cesare Monetti
PS – Ovviamente attendo giustificazioni e/o smentite (perchè il mio è un…sentito dire…) da parte del comitato organizzatore. 

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