IL TRIONFO DI MEUCCI CONCLUDE IN BELLEZZA L’EUROPEO DELL’ITALIA

Il trionfo di Meucci a
Zurigo  (Fonte  Colombo/
Fidal)

Daniele Meucci è il nuovo campione europeo della maratona in una splendida mattinata zurighese sul lungolago finalmente estiva dopo tanta pioggia e temperature da inizio autunno.. Una mattinata da ricordare ai nipotini che celebra il ventottenne pisano, laureato all’Università di Pisa in Ingegneria dell’Automazione.
di Diego Sampaolo

Meucci segue le orme dei grandi della maratona italiana che vinsero il titolo europeo come Gelindo Bordin, due volte vincitore a Stoccarda 1986 e Spalato 1990 e Stefano Baldini a Budapest 1998 davanti a Danilo Goffi e Massimo Vincenzo Modica e a Göteborg 2006 davanti allo svizzero Viktor Rothlin, che a Zurigo ha vinto il bronzo nella Coppa Europa a squadre nell’ultima gara della sua gloriosa carriera.

Per quanto le prestazioni cronometriche valgano relativamente nelle maratone dei grandi Campionati, va sottolineato che il campione toscano è riuscito nell’impresa di vincere con il nuovo record personale di 2h11’08” che migliora il 2h12’03” dello scorso Novembre a New York. Era la terza maratona della carriera del pisano che aveva corso finora solo a Roma (senza una specifica preparazione) e a New York.

Meucci ha piazzato l’allungo decisivo poco prima del 35 km sulla salita del difficile percorso zurighese. E’ il terzo Europeo della sua carriera nel quale è riuscito a vincere una medaglia europea dopo il bronzo di Barcellona 2010 e l’argento di Helsinki 2012 sempre sui 10000 metri.

Il polacco di origini etiopi Yared Shegumo, che ha iniziato la carriera addirittura come quattrocentista prima di passare agli 800 e ai 1500 fino a diventare maratoneta, ha vinto la medaglia d’argento in 2h12’00” precedendo il russo Aleksey Reunkov (2h12’15”).

La Russia ha vinto la Coppa Europa a squadre davanti alla Francia e alla Svizzera. Viktor Rothlin ha così potuto celebrare nel migliore dei modi la fine della sua gloriosa carriera illuminata dal titolo europeo di Barcellona 2010- L’Italia ha concluso al quarto posto grazie all’ottimo settimo settimo posto di Ruggero Pertile in 2h14’18” al trentaduesimo posto del ventiduenne Michele Palamini in 2h21’32”.

Nella prima parte della gara il polacco Chabowski ha preso un notevole vantaggio accumulando settanta secondi di vantaggio sugli inseguitori al 25 km ma ha finito per pagare lo sforzo su un percorso molto impegnativo crollando letteralmente. Poco prima del 35 km Meucci lo ha affiancato e superato involandosi verso il successo  Al traguardo Daniele ha potuto abbracciare la compagna Giada e i figli Dario di due anni e Noemi di dieci mesi

“Non pensavo di poter vincere all’inizio ma negli ultimi 10 km mi sentivo bene e ho deciso di spingere. La medaglia è più bella quando arriva inaspettata. Ho capito di poter vincere nell’ultima salita. Ho corso senza guardare all’orologio ma secondo le mie sensazioni. Intorno al 35 km Massimo Magnani mi ha detto di partire all’attacco. Io avevo qualche dubbio perché mi sembrava troppo presto. Ho ascoltato il suo consiglio e ha avuto ragione. Ringrazio lo splendido pubblico che mi ha sostenuto lungo il percorso. Non mi ha fatto sentire la fatica. Il percorso mi ha ricordato quello dove mi alleno a Cascina non lontano da Pisa. Ha le stesse pendenze. E’ tracciato molto duro. Le salite si sono fatte sentire ma per fortuna nei primi due giri le  ho affrontato senza spingere al massimo ”, sono le prime parole di Meucci dopo aver tagliato il traguardo.

“Dopo New York ho capito che la maratona era la strada giusta. Ho un progetto preciso di quattro anni che mi porterà fino a Rio. Questa è appena la mia terza maratona e ho ancora tanta strada da fare in una disciplina che ha sempre regalato grandi campioni all’Italia. Preferisco vincere medaglie piuttosto che correre grandi tempi. ”

Meucci si è classificato sesto Mercoledì nei 10000 metri. “Non ho mai pensato ad una medaglia. Li ho corsi solo per sbloccarmi. La pista continua a piacermi e correrò ancora dei 10000 ma mi sto innamorando delle gare su strada

Il maratoneta pisano si divide tra l’atletica e il Dottorato di ricerca all’Università di Pisa dopo aver conseguito la laurea in Ingegneria dell’Automazione. “Gli studi mi hanno permesso di non pensare solo all’atletica. L’atletica mi ha permesso di studiare. Atletica e studi vanno di pari passo.

“Qui a Zurigo mii sono portato i miei due bambini Dario e Noemi e la mia compagna.Giada. Durante la gara ho incrociato lo sguardo di Dario 

“Devo tanto anche a Gelindo Bordin che è il mio sponsor. Mi ha fatto capire che potevo diventare un maratoneta. Dopo New York ho capito che potevo diventare un maratoneta”, conclude Meucci.

L’ultima giornata al Letzigrund

God Save the Queen e la Marsigliese sono stati i leitmotiv dell’ultima splendida giornata di gare di Zurigo 2014. La straordinaria squadra della Union Jack ha conquistato addirittura cinque ori portando a ventitre medaglie delle quali dodici d’oro, cinque d’argento e sei di bronzo. Il team d’Oltremanica ha dominato le staffette vincendo la 4×100 maschile in 37”93 (a venti centesimi di secondo dal record europeo) con il campione europeo dei 200 Adam Gemili che in ultima frazione ha completato l’eccellente lavoro di James Ellington, Harry Aikinees Aryetey. La Germania che schierava il primatista tedesco Julian Reus (10”05 in questa stagione ai Campionati nazionali di Ulm) ha conquistato la medaglia d’argento in 38”09, mentre la Francia di Christophe Lemaitre ha preceduto di nove centesimi di secondo i padroni di casa della Svizzera. L’Italia non ha terminato la gara per un errore nel cambio tra gli ultimi due frazionisti Diego Marani e Delmas Obou.

God Save the Queen è risuonato anche per celebrare la 4×400 maschile vincitrice con un ottimo 2’58”79 (migliore prestazione europea dell’anno) con quartetto che schierva i tre finalisti dei 400 individuali Conrad Williams, Matthew Hudson Smith, Michael Bingham e il campione europeo Martyn Rooney. Sotto i 3 minuti sono scesi anche la Russia, argento con 2’59”38, e la Polonia, terza in 2’59”85.  

La 4×100 femminile che ha visto il successo della giovane squadra britannica comprendente Asha Phillip, Ashleigh Nelson, Jodie Williams e Desirée Henry in 42”24 davanti alla Francia (42”45) e alla Russia (43”22) grande soddisfazione per la staffetta italiana che ha sfiorato il colpaccio di salire sul podio mancando il podio di quattro centesimi di secondo con 43”26, secondo tempo italiano della storia che migliora di tre centesimi il 43”29 della batteria  Davvero splendide le quattro ragazze Marzia Caravelli, Irene Siragusa, Martina Amidei e Audrey Alloh che hanno saputo approfittare delle defaillance della Svizzera e dell0Olanda di Dafne Schippers.

“Un quarto posto e quattro centesimi che bruciano. E’ difficile essere pienamente soddisfatti ma è un buon risultato in assoluto”, ha detto Marzia Caravelli

“Viene damordersi la lingua”, ha detto la campionessa italiana dei 100 e dei 200 Irene Siragusa

“Si poteva fare il record italiano”, ha detto Martina Amidei

“Questa staffetta ha un grande futuro”, ha detto Audrey Alloh

LA DOPPIA DOPIETTA DI MO SUI 5000 e SUI 10000

L’ultima giornata ha celebrato anche Mo Farah che ha trionfato al termine di una gara tatticissima conclusa con un ultimo 400 metri imperioso. Il 14’08”32 non dice molto ma la vittoria di Farah è molto importante perché è la seconda consecutiva agli Europei e la quarta in una grande rassegna considerando anche le vittorie alle Olimpiadi di Londra e ai Mondiali di Mosca. Azerbaijan sul podio con Hayle Ibrahimov (14’08”32) mentre l’altro britannico Andy Vernon (14’09”48) ha vinto la seconda medaglia di bronzo di questi Europei dopo quella dei 10000.

Greg Rutherford ha completato l’en plein di successi vincendo gli Europei dopo i tionfi alle Olimpiadi e ai Giochi del Commonwealth grazie ad una serie di ottimo livello illuminata dal salto vincente di 8.29 Nella sua serie anche un 8.27 e un 8.18. il greco Louis Tsatoumas ha realizzato il suo miglior salto con 8.15m. vincendo l’argento.  Il francese Kafetien Gomis ha battuto per tre centesimi lo spagnolo Eusebio Caceres nella lotta per la medaglia di bronzo con 8.14m.

E’ stata anche la giornata della Francia che ha vinto i 1500 metri con Mahiedine Mekhissi Benabbad che ha riscattato la squalifica sui 3000 siepi vincendo in 3’45”60 una finale molto tattica decisa nei 300 metri finali e la 4×400 femminile che ha stabilito il miglior tempo dell’anno con 3’24”27 battendo di cinque centesimi l’Ucraina e di sette la Gran Bretagna. L’Italia con Maria Enrica Spacca, Elena Bonfanti, ChiaraBazzoni e la campionessa europea Libania Grenot si è piazzata settima in 3’28”30

Secondo oro consecutivo di Ruth Beitia

La finale del salto in alto femminile che ha visto il nono posto di Alessia Trost con 1.90 ha festeggiato il secondo oro consecutivo della trentacinquenne spagnola Ruth Beitia che ha bissato il successo di due anni fa a Helsinki vincendo con 2.01, misura superata al primo tentativo. Secondo posto per Maria Kuchina ha superato tutte le misure al primo tentativo fino a 1.99 prima di sbagliare tre prove a 2.01. La croata Ana Simic ha commesso un errore in più rispetto alla giovane russa e ha portato a casa la medaglia di bronzo confermandosi come l’erede designata della grande Blanka Vlasic.

Lancio del peso femminile: QUINTA CHIARA ROSA

Bella gara di Chiara Rosa che a due anni di distanza dal bronzo di Helsinki si è classificata quinta con la misura di 18.10 ottenuta al secondo tentativo. La nuova campionessa europea è la vice iridata di Mosca Christina Schwanitz che continua la tradizione tedesca nel lancio del peso vincendo a due anni di distanza dal successo della connazionale Nadine Kleinert a Helsinki ottenendo la misura vincentte di 19.90 che le ha premesso di battere la russa Yevgeniya Kolodko (19.39) e l’ungherese Anita Marton (19.04) 

LA TRADIZIONE DEL GIAVELLOTTO FINLANDESE CONTINUA

 Antti Ruuskanen prosegue la tradizione finlandese aggiudicandosi la medaglia d’oro del giavellotto maschile con un lancio da 88.01 al terzo tentativo dopo che si era portato a 86.85 alla seconda prova. Il campione mondiale e europeo in carica Vitezslav Vesely ha lanciato l’attrezzo a 84.79 al quinto tentativo superando in classifica l’altro finnico Tero Pitkamaki che aveva piazzato un lancio da 84.14 successivamente migliorato con 84.40 all’ultima prova

DOMINIO DI GOD SAVE THE QUEEN E DELLA MARSIGLIESE SUL PODIO

La nazione leader in campo europeo è stata la  Gran Bretagna che ha collezionato 21 medaglie (12 ori, 5 argenti e 6 bronzi) battendo la Francia (9 ori, 8 argenti e sei bronzi), la Germania (4 ori, un argento e tre bronzi) e la Russia (tre ori, sei argenti e tredici bronzi). La grande rivelazione è stata l’Olanda trascinata da Dafne Schippers e Sifan Hassan (tre ori, due argenti e un bronzo). L’Italia si è piazzata in nona posizione su 27 paesi andati a medaglia.

La Russia ha ottenuto il miglior punteggio nella classifica per nazioni che tiene conto di tutti i finalisti tra i primi 8 con 215 punti davanti alla Gran Bretagna (196), alla Francia (192), alla Germania (167) e alla Polonia (132). L’Italia si piazza al nono posto con 71 punti a due lunghezze dall’Olanda.

 

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