ORO PER LIBANIA GRENOT AGLI EUROPEI DI ZURIGO

Libania  Grenot
campionessa europea
dei 400  (FonteFidal/Colombo)
Libania Grenot ha vinto l’oro tanto sospirato e voluto dall’atletica italiana sbloccando finalmente il medagliere azzurro.  La trentunenne di origini cubane ha tenuto fede ai pronostici che la vedevano favorita dopo il 50”55 conquistato ai Campionati Italiani di Rovereto vincendo nettamente in 51”10 battendo di 26 centesimi di secondo l’ucraina Olha Zemlyak, La spagnola di origini cubane Indira Terrero, che si allenava con Libania a Cuba, si è aggiudicata la medaglia di bronzo al photo-finish sulla campionessa del mondo Christine Ohruoghu in 51”38
di Diego Sampaolo

Al termine della finale e della premiazione Libana era un vulcano di emozioni. “Ero sicura di poter vincere. Non sono mai stata così tranquilla come oggi. Ero molto fiduciosa di potercela fare. Per me la finale è stata una passeggiata in confronto alle ore di allenamento svolte in Florida con il mio allenatore Loren Seagrave. Ci credevo fino in fondo. La pioggia non mi ha creato alcun problema. Questa medaglia dimosta che l’atletica italiana è viva.La medaglia ripaga tutto il lavoro fatto in tutti questi anni. Ho imparato molto dal libro di Usain Bolt. Per me è stata una vera fonte di ispirazione. E’ stato molto importante il periodo di allenamento di tre settimane a Vienna con il gruppo di Loren Seagrave che comprende Tianna Bartoletta, Dariya Klishina e Lashawn Merritt”, ha detto Grenot

“Ha eseguito perfettamente la gara. Libania è diventata molto più professionale grazie al fatto di potresi allenare insieme a grandi atleti come Merritt, Bartoletta e Klishina. E’ ancora giovane fisicamente e ha un’ottima base di velocità. Può correre i 200 in 22”5 in futuro anche se non è nei suoi piani per quest’anno. Penso che possa avere buone chance nella staffetta 4×400 che sta crescendo sempre di più. Hanno delle buone chance visto anche il fatto che la Russia non presenta una squadra molto forte”, ha detto Loren Seagrave.  

L’altra grande notizia per l’atletica italiana è arrivata dalla finale dei 1500 metri femminili dove la diciannovenne Federica Del Buono che al debutto in una grande manifestazione internazionale si è classificata al quinto posto nella finale dei 1500 metri battendo di sette centesimi di secondo il suo precedente record personale  con 4’07”49. Il successo è andato all’olandese di origini etiopi Sifan Hassan che ha vinto l’atteso duello con la svedese (ane lei di origini etiopi Abeba Aregawi in 4’04”18. La britannica Laura Weightman, allieva del mitico campione e primatista del mondo Steve Cram, ha vinto il bronzo in 4’06”71 due settimane dopo l’argento ai Giochi del Commonwealth.

“Avevo ancora molte energie da spendere nel finale. Forse avrei dovuto partire prima. Ero la più giovane e avevo uno dei tempi di accredito più alti Avevo da guadagnarci da questa esperienza. E’ venuto fuori il primato personale ma penso di valere tempi migliori e voglio fare ancora delle alrre gare” ha detto Federica Del Buono

L’olandese Dafne Schippers si é confermata sempre di più reginetta degli Europei vincendo anche i 200 metri in uno strepitoso primato mondiale stagionale di 22”03 davanti alla giovane britannica Jodie Williams, che ha migliorato il suo record personale con 22”46. Bronzo per la francese Myriam Soumaré con 22”58. Avrebbe potuto probabilmente scendere sotto i 22 secondi se non ci fosse stato un leggero vento contrario di -0.5 m/s.
“E’ davvero incredibile vincere con il miglior tempo mondiale dell’anno. Non avrei mai sognato di correre in 22″03”, ha detto Dafne Schippers. L’olandese volante ha eguagliato la doppietta della mitica Fanny Blankers Koen che vinse 100 e 200 metri a Bruxelles 1950.

Straordinaria anche la finale dei 200 metri maschili dove l’ex calciatore britannico Adam Gemili è sceso sotto i 20 secondi per la seconda volta nella sua carriera eguagliando il suo record personale con 19”98 malgrado un forte vento contrario di -1.6 m/s, Christophe Lemaitre non ha ripetuto il successo di quattro anni fa ma è stato capace di vincere la medaglia d’argento in 20”15 precedendo l’ucraino Smelyk (20”30). Un grande applauso lo merita anche il campione italiano Diego Marani che ha tagliato il traguardo in quinta posizione fermando il cronometro in un eccellente 20”43, tempo che vale ampiamente il suo record personale di 20”36 stabilito ieri in semifinale in considerazione del vento contrario. La cosa più importante è il fatto di essersi confermato al di sotto del su oprecedente record personale realizzato ai Campionati Italiani di Rovereto.

“La fatica dei tre turni si è fatta sentire. Non mi aspettavo di andare sul podio. Sono sceso due volte sotto il primato personale precedente e ho raggiunto l’obiettivo di migliorare il settimo posto di due anni fa.  Questo è l’Europeo che mi ha fatto fare il salto di qualità”,  ha detto Diego Marani

Bohdan Bondarenko ha arricchito la sua bacheca vincendo la medaglia d’oro europea dopo la vittoria dello scorso anno ai Mondiali di Mosca anche se non è arrivata alla fine la grande misura anche a causa della pioggia e della temperatura rigida. Dopo i tanti salti oltre i 2.40 durante la stagione una vittoria a 2.35 potrebbe sembrare un risultato qusi normale ma invece assume un connotato importante considerando le difficili condizioni atmosferiche. Bondarenko ha iniziato la gara addirittura a 2.30 che ha superato alla seconda prova prima di passare i 2.33 e tentare direttamente i 2.35 dove ha avuto bisogno di due tentativi. L’Ucraina ha fatto doppietta con Andriy Protsenko che ha vinto l’argento superando 2.33 allaterza prova. Ivan Ukhov ha superato senza esitazioni tutte le misure al primo tentativo fino a 2.30 prima di sbagliare tre prove a 2.33 e ha preceduto per un numero minore di errori rispetto al ceco Jaroslav Baba.

Bravi anche gli azzurri Marco Fassinotti e Gianmarco Tamberi che hanno terminato appaiati in settima posizione con 2.26 superato al secondo tentativo.

“E’ un risultato che non mi soddisfa. Sono consapevole di dover crescere ma il 2014 è il primo step del mio percorso che porta a Rio de Janeiro”, ha detto Fassinotti

“Desideravo che non piovesse.  Del 2.26 non sarei stato contento due anni fa ma ora posso ritenermi felice di questo risultato dopo l0infortunio che ho avuto. Ho sentito molto il calore del pubblico che mi ha sostenuto”,  ha detto Tamberi.

Grande sorpresa negli 800 metri maschili dove il grande favorito francese Pierre Ambroise Bosse ha impostato una gara scriteriata guidando dal primo metro ma ha finito in riserva completa sul rettilineo finale concludendo affaticato la sua prova in ottava posizione in 1’46”95. Bosse, che tre settimane fa aveva battuto il record francese con 1’42”53 a Montecarlo, ha fatto da lepre ai suoi avversati passando ai 400 in 50”97 e ai 600 in 1’17”24 ma ha finito in debito di ossigeno sul rettilineo finale dove il polacco Adam Kszczot lo ha infilato con il suo straordinario sprint. Eccellente il responso cronometrico di Kszczot che ha migliorato il  suo record personale con 1’44”15 trascinando il suo connazionale Artur Kucianski ad una sorprendente medaglia d’argento con il record personale di  1’44”89. L’irlandese Mark English si P aggiudicato il bronzo in  1’45”03, che ha eguagliato il record personale fatto registrare a New York in questa stagione.



Il Letzigrund è letteralmente esploso di gioia per il primo oro della  Svizzera firmato dal quattrocentista ad ostacoli Kariem Hussein che ha fatto suo il successo con il suo record personale di 48”96 battendo l’estone Rasmus Magi (48”96) , primatista europeo stagionale con 48”54 in semifinale, e al russo Boris Kudryatsev (49”06). La Svizzera non vinceva un oro agli Europei dall’edizione di Atene 1969 quando Phillippe Clerc vinse i 200 metri. La Svizzera continua la tradizione sui 400 ostacoli 16 anni dopo il bronzo ai Mondiali di Marcel Schelbert a Silìviglia 1999 alle spalle dell’azzurro Fabrizio Mori che in quell’occasione regalò uno splendido oro all’Italia

“Avevo le lacrime agli occhi prima di partire per l’emozione che mi ha dato il sostegno del pubblico. Sono incredulo e senza parole”, ha detto Hussein dopo la finale.

 

Uno dei migliori risultati dell’Europeo di Zurigo è stato il 78.76 al quinto tentativo con il quale la polacca Anita Wlodarczyk ha trionfato nel martello femminile davanti alla slovacca Martina Hrasnova (74.66) e l’altra polacca Joanna Fiodorow (73.67). Fuori dal podio le due tedesche Kathrin Klaas (72.89) e Betty Heidler (72.59).

 La Gran Bretagna ha fatto doppietta nella finale dei 400 metri maschili dove Martyn Rooney ha conquistato la sua prima medaglia d’oro in una grande manifestazione internazionale assoluta in 44”71 (miglior tempo europeo dell’anno) precedendo di quattro centesimi di secondo il giovane Matthew Hudson Smith che ha polverizzato il record personale correndo in 44”75. Donald Sanford ha vinto la prima medaglia per Israele dall’oro di Alexander Averbukh a Monaco di Baviera 2002 battendo il record nazionale con 45”27

La Marsigliese ha risuonato per la quarta volta per celebrare il successo della francese Antoinette Nana Djimou che ha bissato il successo di Helsinki  vincendo l’eptathlon con 6551 punti con una grande seconda giornata nella quale ha ottenuto un eccellente 54.18 nel giavellotto e 6.25 nel lungo. Oltre al giavellotto ha vinto anche i 100 ostacoli in 13”05. L’olandese Nadine Broersen, campionessa del mondo indoor a Sopot, ha vinto l’argento con 6498 punti (con un eccellente 1.94 nel salto in alto) precedendo la belga Nafissatou Thiam che ha totalizzato 6423 punti in una prova dove spiccano l’eccellente 1.97 nel salto in alto, migliore prestazione mai realizzata in un Campionato Europeo e migliore prestazione mai realizzata nell’alto in un eptathlon, e il 49.69 nel giavellotto.  

 

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