SI CONCLUDONO I MONDIALI JUNIORES DI EUGENE CON IL SESTO POSTO DI YOHANNES CHIAPPINELLI

Yohanes Chiappinelli
in finale ai Mondiali
di Eugene (Fonte Colombo/
Fidal)

La quindicesima edizione dei Campionati del Mondo Juniores si sono conclusi con il botto con due straordinari primati dei Campionati firmati da Kendell Williams nei 100 ostacoli e dal cubano Lazaro Martinez nel salto triplo. Per l’Italia spicca il bel sesto posto di Yohanes Chiappinelli che nella finale dei 3000 siepi ha battuto il record italiano allievi per tre secondi
di Diego Sampaolo

Kendell Williams, talento poliedrico emerso nello scorso inverno in occasione del primato mondiale nel pentathlon indoor con 4635 punti in occasione dei Campionati NCAA, ha realizzato la quinta migliore prestazione mondiale di sempre con 12”89 avvicinando di cinque centesimi di secondo il record del mondo stabilito dalla cubana Aliuska Lopez nel lontano 1987. La connazionale Dior Hall è scesa sotto il suo precedente record con 12”92 precedendo di sette centesimi di secondo l’olandese Nadine Visser che è scesa sotto la barriera dei 13 secondi con 12”99. L’eccellente livello tecnico della finale è testimoniato dal fatto che il tempo di 13”29 sufficiente per vincere la precedente edizione di Barcellona sarebbe bastato per il sesto posto !

L’altro grande protagonista dell’ultima giornata é stato l’allievo cubano Lazaro Martinez, atleta già affermato in grado di battere Fabrizio Donato e Daniele Greco al Golden Gala di Roma con 17.07. A Hayward Field il giovane esponente della straordinaria scuola cubana ha migliorato il record dei campionati due volte nel corso della stessa giornata prima con 17.08 e poi con 17.13 che ha migliorato il precedente primato della manifestazione detenuto dal connazionale Yoelbi Quesada stabilito a Seul nel lontano 1992. In questa stagione Martinez ha stabilito il suo record personale con 17.24m. Il tedesco Max Hess ha vinto la medaglia d’argento con 16.55. L’azzurro Lorenzo Dallavalle, qualificatosi per la finale con 15.99 metri, si è piazzato al decimo posto con un buon 15.54 al primo tentativo ma non è riuscito ad avvicinarsi a questa misura nei salti successivi.

“Ho cercato di battere il record del mondo juniores di Volker Mai (17.50) ma ho avvertito un fastidio alla caviglia. Sono contento di aver regalato il primo oro a Cuba dopo quattro argenti. Sono orgoglioso di aver proseguito la tradizione cubana del salto triplo”, ha detto Lazaro Martinez, il quarto cubano capace di vincere il titolo mondiale del triplo dopo Quesada nel 1992, René Hernandez nel 1996, David Girat nel 2002 e Pedro Pablo Pichardo nel 2012. Martinez ha praticato basket e judo fino all’età di 10 anni. Sua madre Isabel Contreras, ex quattrocentista, lo incoraggiò ad intraprendere la strada dell’atletica. Nel 2010 ha iniziato a dedicarsi ai salti sotto la guida del tecnico Manuel Gailarte. In quell’anno arrivò a saltare 15.38 nel triplo e 1.97 nel salto in alto.

“Anche se avevo successo nell’atletica non amavo molto questo sport. E’ stato il mio allenatore a farmi amare l’atletica”, ha raccontato Martinez

Lo scorso anno ha vinto il titolo mondiale under 18 a Donetsk con 16.63. Quest’anno è diventato il primo allievo della storia in grado di superare i 17 metri con 17.24 diventando il ventiduesimo triplista con un personale oltre i 17 metri. Quest’anno è stato secondo a Shanghai e terzo a Roma nel suo primo anno nel circuito della Diamond League. In questa stagione gareggerà ancora alle Olimpiadi Giovanili a Nanjing.

L’ultima giornata si è tinta d’azzurro anche senza medaglie per la squadra capitanata dal Direttore Tecnico delle squadre giovanili Stefano Baldini grazie all’impresa del senese di origini etiopi Yohannes Chiappinelli che con una gara perfetta ha migliorato d tre secondi il suo record italiano under 18 già stabilito in batterie con 8’43”18. Chiappinelli è salito al terzo posto nelle liste italiane juniores arrivando a dieci secondi dal primato italiano under 20 detenuto dal grande Francesco Panetta. La gara è stata vinta da Barnabas Kipyego che ha vinto in 8’25”57 precedendo al termine di un duello fantastico sul rettilineo finale il quasi omonimo Titus Kibyego (8’26”15) al termine di uno sprint emozionante sul rettilineo finale. Anche il terzo Evans Rutto Chematot (8’32”61) è un nativo del Kenya ma ha gareggiato con la maglia del Barhein.

Yohannes Chiappinelli, soprannominato Yoghi dagli amici, è nato in un villaggio vicino ad Adds Abeba. E’ stato adottato a 7 anni in Etiopia da una famiglia senese. Ha iniziato a correre nel 2008 ottenendo buoni risultati nelle corse campestri. Nel 2011 ha vinto a Nove il titolo italiano di campestre a Nove. Nel 2012 ha migliorato più volte il primato italiano cadetti dei 2000 metri detenuta dal compianto Cosimo Caliandro. Prima dei Mondiali di Eugene aveva già migliorato due volte il record italiano allievi dei 3000 siepi.  

Spettacolo nella finale degli 800 metri maschili dove Alfred Kipketer ha bissato il successo dell’anno scorso ai mondiali allievi di Donetsk fermando il cronometro in 1’43”95, tempo che si inserisce nella top ten di sempre. Kipketer è arrivato a 16 centesimi di secondo dal record dei Campionati stabilito da Nijel Amos che vinse l’edizione di Barcellona 2012 in 1’43”79. In una finale di ottimo livello non di pari livello rispetto a quella di due anni fa ma in grado di produrre ben sette primati personali vanno sottolineati l’argento dell’altro keniano Joshua Masikonde (1’45”14) e il bronzo del sorprendente svedese Andreas Almgren che ha polverizzato il suo record personale con 1’45”65, un risultato straordinario se si considera che era entrato in finale con l’ottavo tempo. 

Dawit Seyaum potrebbe diventare la nuova stella del mezzofondo veloce etiope. Dopo aver illuuminato la stagione dei meeting correndo in 3’59”61 a Marrakesh e piazzandosi seconda a New York in Diamond League la vice campionessa del mondo under 18 dello scorso anno ha fatto suo il titolo mondiale juniores in 4’09”65 davanti alla connazionale Gudaf Tsegay (4’10”83). La keniana Sheila Cheptnetich Keter ha vinto la medaglia di bronzo in 4’11”21 precedendo la statunitense Elise Cranny (4’12”82) e la polacca di origini marocchine Sofia Ennaoui (prima delle europee in quinta posizione in 4’13”06).

L’atleta copertina di Eugene 2014 é la diciassettenne Morgan Lake che ha centrato una straordinaria doppietta vincendo nel giro di una settimana l’eptathlon e il salto in alto. Nell’ultima giornata la giovane britannica allenata dal padre Eldon Lake (ex triplista) ha superato l’asticella a 1.93m. In carriera ha fatto meglio soltanto una volta superando 1.94 nella gara del salto in alto dell’eptathlon. Con la medaglia d’oro in cassaforte la vincitrice dell’ultimo Multistars di prove multiple di Firenze ha mancato tre tentativi a 1.97, misura del nuovo record del mondo allievi, senza andare particolarmente vicina all’impresa. Lake gareggerà ora nel salto in alto ai prossimi Europei di Zurigo. La sedicenne della Repubblica Ceca Michaela Hruba della Repubblica Ceca ha vinto a sorpresa la medaglia d’argento con 1.91 al terzo tentativo. L’azzurrina Erika Furlani, che un anno fa vinse la medaglia d’argento ai Mondiali allievi di Donetsk, si è classificata al settimo posto con 1.85 al terzo tentativo. Ha successivamente tentato senza successo l’assalto alla quota di 1.88.

La finale di giavellotto maschile tutta di marca europea ha visto il successo del lettone Gatis Cakas che è passato dal quinto al primo posto all’ultimo tentativo con un lancio da 74.04m con il quale ha superato in classifica il leader mondiale stagionale Matija Muhar della Slovenia che si è dovuto “accontentare” del secondo posto con 72.97. Il moldavo Andrian Mandare si è aggiudicato la medaglia di bronzo con 72.81m.

I Mondiali Juniores si sono conclusi come da tradizione con le staffette 4×400 che sono state vinte dagli Stati Uniti sia a livello maschile che a livello femminile. La 4×400 femminile a stelle strisce guidata da due  campionesse  del mondo Shamier Little (400 ostacoli) e Kendall Baisden (400 metri) ha vinto in 3’30”42 stabilendo la migliore prestazione mondiale dell’anno davanti alla Gran Bretagna.

La 4×400 maschile ha completato la festa statunitense vincendo la ventunesima medaglia del paese ospitante di questa rassegna in 3’03”31 davanti al Giappone e alla Giamaica.

Gli Stati Uniti hanno dominato il medagliere con 11 ori, cinque argenti e cinque bronzi. Il Kenya ha vinto il medagliere delle gare di mezzofondo con 18 medaglie, delle quali quattro d’oro. Ventuno paesi hanno vinto almeno una medaglia d’oro. Quaranta federazioni hanno festeggiato almeno una medaglia.

Per l’Italia nessuna medaglia ma quattro piazzamenti tra i primi otto (con tre finalisti su quattro nati nel 1996 e nel 1997), 10 piazzamenti tra il nono e l’undicesimo posto e 19 primati personali.

 

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