TRE CAMPANILI HALF MARATHON, LE IMPRESSIONI E I CONSIGLI DEI PACEMAKER

Anna, William e Roberto, tra i Pacemaker della Tre Campanili
Ci saranno anche gli ‘Angeli del Tempo’ quest’anno alla Tre Campanili Half Marathon di Vestone in programma il prossimo 6 Luglio, tra un mese esatto. Chiamati ‘Pacemakers’ e muniti di palloncini colorati per farsi riconoscere, avranno il compito di dettare il ritmo e ‘scortare’ al traguardo chiunque voglia provare a raggiungere un determinato obbiettivo cronometrico. Un ulteriore servizio che l’organizzazione della gara coadiuvata da Paolo Salvadori, Presidente dell’Atletica Libertas Vallesabbia (in collaborazione con Polisportiva Pertica Bassa e Comune di Vestone che oltre ad essere l’ente patrocinante è il primo vero sponsor dell’evento) vogliono dare alle centinaia di runners che verranno a correre in Vallesabbia.


Se i Pacemakers sono di uso abbastanza comune nelle corse su strada dove è più facile mantenere un ritmo costante di corsa, è questa forse una vera novità per quanto riguarda la corsa in montagna, dove tra salite e discese si alternano ritmi e fatiche differenti. Per questo il compito dei 10 runners incaricati sarà davvero arduo e l’essere precisi nel tagliare il traguardo al ‘timing’ dichiarato una vera sfida, tutti loro dovranno conoscere molto bene il percorso e le caratteristiche.
Questi i tempi previsti e in nomi dei pacemakers. A breve potremo comunicare anche i colori dei palloncini abbinati:

·         1h55 – Nicola Zuccarello – Marco De Togni – Marco Turri

·         2h10 – Davide Corritore – Federico Pozzato – Maurizio Vacca

·         2h20 – Anna Maino – Roberto Toniatti

·         2h30 – Gaetano Covizzi – Cristina Veni

 Ci sono però tre persone, William Cadenelli, Anna Maino e Roberto Toniatti che qualche giorno fa hanno ‘testato’ il percorso…queste le loro impressioni.

 “Tre Campanili Half Marathon…che spettacolo!” di…Roberto Toniatti

 “In questo 2014 ho già corso 10 gare da Pacermaker. Ben 5 maratone: Terre Verdiane Salsomaggiore, Brescia, Ferrara, Roma e Russi, e 5 Half come Montefortiana, Verona, Caldaro, Padova e Piacenza. Ma questa a Vestone, e  ne sono convinto,  sarà un avventura  diversa e per questo  mi ha affascinato da subito. Sono previsti vari step  di Pace –maker  1h 55’/2.00   – 2.10  –    2.20  –    2.30 , intanto la provo un paio di volte mi dico,  poi dove collocarmi per esser d’aiuto agli atleti, lo vedrò in un secondo momento. È un mercoledì di metà maggio e mi reco a Vestone per fare il sopraluogo al percorso di gara della Tre Campanili del prossimo 6 luglio. Ad attendermi all’orario prefissato sul ponte del Chiese c’è William atleta della società organizzatrice che mi farà da cicerone e Anna anche lei atleta con esperienze da pacemaker. L’aria è fresca e frizzante e  un superbo sole  in un cielo azzurro limpido fanno da contesto in un ambiente ricco di verde, tutto in regola per fare una corsetta entusiasmante e tastare il percorso. Partiamo 9 minuti dopo le  10, facciamo il giro del paese  e poi  ci immettiamo su una  strada a doppio senso di marcia  che ci porta dentro una valle, costeggiando un torrente. La pendenza è costante tra il 7 – 8 %  e l’andatura rimane stabile per circa 6 km e penso che in questo tratto  non bisogna farsi prendere dalla foga iniziale e spingere troppo, ma già dosare minuziosamente le energie al ribasso, trovare un ritmo adeguato e uniforme altrimenti si andrà a  compromettere  la gara dopo pochi  km. Quando arriviamo a Forno Dono, si attraversa il ponte del torrente sottostante  si svolta a sinistra e inizia il muro, una mulattiera sterrata con pendenze che arrivano al 20%. Qui è previsto il primo ristoro al quale consiglio di rifornirsi…
Il ritmo è diminuito notevolmente e i battiti aumentano, in qualche tratto la corsa lascia il posto alla camminata, siamo nel tratto più duro della corsa  e da qui alla cima  che si deciderà  la vostra e nostra gara, nel frattempo ci alziamo di altitudine e dopo quasi 1,5km arriviamo ad Avenone un piccolo paesino. Troviamo rinfresco in una fontana dove l’acqua sgorga freschissima, qualche centinaio di metri in discesa per rifiatare, passiamo adiacenti a una chiesetta storica, ma ecco che la strada risale subito, altri 400/500 metri di sterrato per sbucare sulla strada principale. Qui la pendenza torna  al 7-8% per 2 km  e  il nostro ritmo torna ad aumentare. Così facendo  arriviamo al bivio di San Rocco, svolta a destra e il percorso torna sullo sterrato e la pendenza torna  al  15/20%  per  1 km. Raggiungiamo  il punto più alto del tracciato, il mio  Polar segna 1039 mt di altitudine, e il panorama che si presenta ai nostri occhi è veramente affascinante. Il mio unico pensiero: “Che bello correre, questa è libertà”. Mentre il morale sale perché consapevoli che la parte più impegnativa del tracciato sia oramai alle nostre spalle iniziamo a scendiere per circa 2 km e spingendo sull’acceleratore passiamo per Livemmo e successivamente facciamo ritorno a  San Rocco tramite  una breve ascesa che si  protrae fino a cima Passello. In questo ultimo tratto  la  strada torna ad essere sterrata ma nel frattempo raggiungiamo il km 14. Da adesso, la corsa sarà quasi tutta in discesa, le pendenze  sfiorano il 20% per 1 km, ma  poi   il percorso che torna su sterrato spiana fino quasi al 18 km. Un altro muro, di circa 3 km,  ci  proietta a capofitto verso Vestone, che iniziamo ad  intravedere attraverso la vegetazione. Ormai ci siamo, il traguardo è vicinissimo, sbuchiamo  nella zona residenziale del paese  concludendo in passerella gli ultimi 500 metri. Che dire…spettacolo!

Fermo il cronometro a:

2h 29 ‘44’’ di corsa

20.940 km percorsi

Andatura media 7.24 min/km

Salita 690 mt

Discesa 860 mt

Parziali min/km 5.16 – 5.26 – 5.27 – 5.19 -5.23 – 5.19- 7.16 -15.49 – 8.41 – 6.53 -12.43 – 6.15 -5.55 -9.23- 6.38-5.31 – 5.49 – 6.02 – 6.12 – 5.40 – 6.23 – 

Al  6 luglio ….Runner!”

Roberto Toniatti

 Testa, cuore e gambe per la Tre Campanili Half Marathon di Anna Maino


Per me il mercoledì è giorno di evasione dalla prigione-ufficio e un amico (Roberto), conscio del mio entusiasmo a lanciarmi in nuove avventure, mi propone la prova percorso di una mezza impegnativa che si correrà il 6 luglio: la Tre Campanili di Vestone, nello splendido scenario delle montagne della Vallesabbia che abbracciano il paese e dell’immediato lago d’Idro che  sta lì vicino. Non posso lasciarmi sfuggire l’occasione e mi presento all’appuntamento con Roberto e William (splendido compagno di avventura che facendo parte dell’organizzazione e avendo fatto la gara più volte si offre di farci da apripista…..) eccitata per l’evento; giornata spettacolare, cielo terso e temperatura ottimale. Si parte alle 10 circa, tranquillamente, perché i primi 6 km sono su strada asfaltata nel fondovalle, fresca visto che  non è ancora stata raggiunta dai raggi del sole,  ma in progressiva salita. Dopo il 6km, dove prima della salita verrà posizionato il ristoro, si imbocca la mulattiera. Come ogni runner sa, da qui bisogna usare testa, gambe e cuore per arrivare in cima: nella “scalata” fino al 10 km, dove sembra di tirare il fiato, ma ovviamente….e’ solo un’illusione, i tre componenti collaborano per la riuscita dell’impresa: la testa vuole arrivare sempre più in alto perché io adoro le salite, il cuore è appagato dal paesaggio mozzafiato e le gambe costrette a seguire i resto del corpo che si comportano bene…il giusto affaticamento per un dislivello di ben 500 mt in 4 km. Arrivano a metà percorso (10km) cariche di lavoro, ma ancora non sazie dello sforzo fatto. Di lì ripasseranno dopo aver percorso un anello di circa 4 km di continuo saliscendi e così fino al 17°km. Ancora una richiesta di sforzo alle gambette per arrivare alla fine: questa volta 4 km di discesa impegnativa nel bosco e su una mulattiera a tratti cementata. In arrivo a Vestone Willy ci svela che l’ultimo tratto finale di 200 mt di discesa ripidissima quest’ anno sarà sostituito da un passaggio più “morbido” nel bosco. Si arriva in piazza e prima di tagliare il traguardo, giro di ricognizione del paese e…Finish-line!!! La testa è appagata, il cuore batte a 1000 all’ora e le gambe presenteranno il conto il giorno dopo….e non mi so spiegare se più per lo sforzo in salita o per la discesa! Risultato: tre amici (perchè poi noi runner siamo tali dal momento in cui ci allacciamo le scarpe prima di partire), sorridenti, soddisfatti e appagati, si siedono per sorseggiare una meritata birra!!!

Anna Maino

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