SUPER BARSHIM VOLA NEL CIELO DI ROMA: 2.41 !!

Barshim vola a 2.41 a Roma (Foto Colombo/Fidal)
In Italia non si era mai visto un saltatore in alto volare a 2.41 prima di ieri sera quando il giovane qatariota Mutaz Essa Barshim ha migliorato contemporaneamente il record del meeting, il primato asiatico e ha eguagliato il record della Diamond League detenuto da Bohdan Bondarenko con il 2.41 dell’anno scorso a Losanna e da Ivan Ukhov realizzato a Doha quest’anno. Neanche nella fantastica finale dei Mondiali romani del 1987 quando lo svedese Patrick Sjoberg e l’ex sovietico Gennadiy Adveyenko superarono 2.38, nell’edizione super del Golden Gala quando l’ucraino Andriy Sokolovskiy volò a 2.38 o Igor Paklin realizzò 2.38 a Rieti si era registrata una misura simile nel nostro paese.
di Diego Sampaolo


Barshim e Bondarenko hanno dato vita ad un duello epico nel quale entrambi sono andati vicini al colpaccio di superare 2.43. Peccato davvero per Bondarenko, che dopo aver giocato d’azzardo passando 2.37 e 2.41 in seguito al 2.34 centrato al primo colpo, ha scelto di tentare direttamente i 2.43 sfiorando il colpaccio in ben due tentativi.
Barshim ha compiuto una gara praticamente perfetta se si eccettua un solo errore a 2.28 ma ha superato tutte le misure compresi il 2.37 e il 2.41 al primo tentativo prima di fallire i 2.43 di poco.

Il record del mondo di Javier Sotomayor sembra vacillare sempre di più e non è detto che questi campioni non possano riuscire nella grande impresa nei prossimi meeting come Losanna (sulla pedana magica dove Barshim superò 2.39 nel 2012 e Bondarenko volò a 2.41 nel 2013) o Montecarlo.

L’argento olimpico Erik Kynard si è classificato terzo con 2.31 precedendo il quartetto formato da Ivan Ukhov, Andrey Silnov, Danil Tsyplakov e Andiy Protsenko, tutti a pari merito con 2.28. Il primatista italiano Marco Fassinotti supera 2.24 alla seconda prova ma si ferma a 2.28, quota superata pochi giorni fa a Bedford in Inghilterra.
“Non ho limiti in questo momento. Penso che il record del mondo sia davvero possibile. Non ci sono limiti nel salto in alto in questo momento. Il record può cadere tra pochi giorni o tra quattro anni. Nessuno potrà mai saperlo. Sono andato molto vicino a superare i 2.43 ma ho toccato l’asticella con la caviglia. Ringarzio lo straordinario pubblico di Roma. Era la seconda volta che gareggiavo qui. Dalla gara di oggi non potevo chiedere di più”, ha detto Barshim dopo la gara
“Ho bisogno di saltare molto per arrivare ancora più in alto.Non posso dire di essere completamente soddisfatto”, ha detto Bondarenko.  
100 metri maschili: GATLIN 9”91: Justin Gatlin si è confermato re di Roma vincendo per la terza volta in carriera al Golden Gala dopo i trionfi nel 2005 e nel 2013 quando batté Usain Bolt per un centesimo di secondo. Gatlin, sempre più dominatore di questa prima parte della stagione, ha vinto nettamente in 9”91 per 11 centesimi di secondo sul due volte campione olimpico della staffetta 4×100 giamaicana Nesta Carter. In questa stagione Gatlin ha già vinto a Kingston, a Tokyo in 10”02 con .3.5 m/s di vento contrario, a Shanghai in 9”92, a Pechino in 9”87 e a Eugene in 9”76 ventoso. Da sottolineare anche l’eccellente terzo posto del campione del mondo juniores britannico Adam Gemili che ha sfiorato il primato stagionale  di un centesimo di secondo con 10”07.
Il meeting romano ha regalato tre altre migliori prestazioni mondiali dell’anno tutte al femminile. Genzebe Dibaba ha continuato la tradizione famigliare al Golden Gala diventando la terza sorella capace di imporsi nel meeting romano dopo Eyeyaeghu nel 2004 e Tirunesh nel 2005, 2006 e 2008. Genzebe ha tatto suoi i 5000 metrin 14’34”99 stabilendo la migliore prestazione mondiale dell’anno. Ha resistito il record del meeting del Golden Gala di Tirunesh stabilito nel 2008 con 14’32”57. La connazionale Almaz Ayana ha completato la doppietta etiope in seconda posizione in 14’37”16 precedendo la keniana Viola Kibiwott (14’40”05)
Migliori prestazioni mondiali dell’anno negli ostacoli femminili e nell’asta femminile:
Sono arrivati dagli ostacoli al femminile le altre due migliori prestazioni mondiali dell’anno grazie alla campionessa del mondo dei 100 ostacoli di Mosca Brianna Rollins che ha preceduto di un centesimo di secondo la campionessa del mondo di Pechino 2008 Dawn Harper Nelson in 12”53 con l’altra statunitense Queen Harrison terza in 12”61 e alla giamaicana Kaliese Spencer che è diventata la prima donna in questa stagione in grado di scendere sotto il muro dei 54 secondi con 53”97. Buone le prestazioni della statunitense Georganne Moline, seconda in 54”56 e della britannica Elidh Child, terza in 54”82. La primatista italiana Yadisleidy Pedroso ha terminato all’ottavo posto in 56”71.
La campionessa mondiale indoor Yarisley Silva ha realizzato la migliore prestazione mondiale dell’anno con 4.70 prima di provare senza successo l’assalto ai 4.80. La tedesca Lisa Ryzich si è classificata seconda con 4.60 prima di arrendersi a 4.70. Terza l’altra tedesca Silke Spiegelburg con 4.50. Per il futuro sarà da seguire l’evoluzione della giovane ucraina Anna Shelekh che all’Olimpico ha stabilito il suo record personale con 4.50. L’azzurra Sonia Malavisi, bronzo agli Europei Juniores di Rieti, ha eguagliato il suo record stagionale con 4.30 prima di sbagliare tre prove a 4.40. 
KIPLAGAT, AMAN, SUM E BIRECH VINCONO NEL MEZZOFONDO:
Silas Kiplagat ha trionfato in un 1500 metri degno di una finale olimpica o mondiale in un ottimo 3’30”44 davanti al vincitore del Miglio di Eugene Ayanleh Souleiman (3’31”19) e al campione mondiale Asbel Kiprop, ancora sconfitto in 3’31”89. Il giovane tedesco di origini etiopi Homiyu Tesfaye è sceso per la prima volta in carriera sotto i 3’32” con 3’31”98.
Mohamed Aman ha conquistato il successo a Roma per il secondo anno consecutivo in 1’44”24 battendo il ritrovato sudanese Abubaker Kaki, sceso ancora sotto il muro dell’1’45 con 1’44”57 (pochi giorni dopo aver fermato il cronometro in 1’44”57) e l’ottimo polacco Marcin Lewandowski (1’44”60). Solomon è sceso sotto l’1’45” con 1’44”90, stesso tempo fatto registrare anche dal keniano Job Kinyor.
Grande sorpresa nei 3000 siepi maschili dove Jairus Birech ha conquistato il successo in 8’06”20 sul bronzo olimpico di Atene Paul Kipsiele Koech (8’11”39) e sul campione olimpico di Pechino Brimin Kipruto (8’11”60). Da sottolineare l’eccellente quinto posto del polacco Krystian Zalewski che si è inserito nella lotta tra keniani classificandosi al quinto posto in 8’16”20 alle spalle di Abel Mutai, quarto in 8’15”83. Bene anche il trentino Yuri Floriani che ha centrato il minimo per gli Europei di Zurigo correndo in 8’26”34, record stagionale non troppo distante dal record personale realizzato al Golden Gala 2012 nell’anno in cui ha centrato la finale olimpica a Londra
La grande rivelazione del meeting è stata l’astro nascente dell’atletica bubana Sahilly Diago che ha fatto il suo esordio sul palcoscenico della Diamond League ad appena 18 anni. Diago è stata battuta dalla campionessa del mondo Eunice Sum, l’unica capace di scendere sotto i due minuti con 1’59”49. Diago, che in questa stagione ha corso in 1’57”74 a l’Avana, è andata vicina a scendere sotto i 2 minuti con 2’00”1. Non male per una ragazza già paragonata alla grande Ana Fidelia Quirot, due volte campioness amondiale
400 metri maschili: MERRITT 44”48: ll campione del mondo Lashawn Merritt ha offerto un altro grande spettacolo al pubblico romano vincendo in 44”48 davanti al saudita Yussef Al Masrahi (45”14) nella ripetizione dello stesso ordine di arrivo dello scorso anno. Il fuso orario ha sicuramente avuto un effetto sulla prestazione finale di Merritt che solo pochi giorni prima è sceso sotto i 44 secondi nell’epica sfida con Kirani James.
200 metri maschili: EDWARD BATTE LEMAITRE: Il velocista panamense Alonso Edward ha confermato di essere uno dei duecentisti più brillanti in questa stagione aggiiudicandosi la sfida con il francese Christophe Lemaitre per cinque centesimi in 20”19 Andrew Howe si è classificato settimo in 20”81 nel suo ritorno all’Olimpico dove si impose nel 2011.  
100 femminili: BOWIE SI CONFERMA DOPO EUGENE: Shelly An Fraser Pryce non era in condizioni e dopo l’ottavo posto di Eugene e la vittoria sofferta di Bellinzona ha dovuto incassare un nuovo ottavo posto in 11”19 complice una serie di problemi fisici  che stanno condizionando la sua stagione. Come a Eugene è salita prepotentemente sulla ribalta  la specialista del salto in lungo statunitense Tori Bowie che con il tempo di 11”05 ha messo in fila tutte le avversarie più accrditate di lei come la giamaicana Kerron Stewart (11”08) e Simone Facey (11”13).
Salto triplo maschile: CLAYE ANCORA VINCITORE: L’argento olimpico Will Claye si è confermato il migliore specialista in questo momento vincendo anche all’Olimpico con 17.14 al penultimo tentativo cinque giorni dopo il 17.66 di Eugene. Come nell’Oregon il campione olimpico Christian Taylor si è dovuto accontentare del secondo posto con 17.11 all’ultima prova. Il Golden Gala ha offerto anche uno scontro generazionale tra il sedicenne campione del mondo allievi Lazaro Martinez, terzo con 17,07 e il trentottenne campione europeo Fabrizio Donato, quarto con 16.89, cinque centimetri in più rispetto al 16.84 del campione europeo indoor Daniele Greco. L’Italia ha ritrovato i due grandi triplisti e può contare su di loro in vista degli Europei di Zurigo.
ADAMS, SPOTAKOVA E HARTING DOMINANO I LANCI
Valerie Adams ha incrementato la sua striscia vincente nel peso a 48 vittorie consecutive grazie ad un lancio di 20.01 che le ha permesso di battere la tedesca Christina Schwanitz (19.60) nella ripetizione della finale dei Mondiali di Mosca. Il terzo posto è andato alla cinese Gong Lijao con 19.17.
Il tedesco Robert Harting ha conquistato il successo nel lancio del disco battendo l’eterno rivale polacco Piotr Malachowski con il miglior lancio di 68.36 che incrementa di otto centimetri il suo record stagionale. Malachowski che aveva battuto Harting a Halle in questa stagione si è dovuto accontentare del secondo posto con 65.86. Harting guida 44-17 nei 61 scontri diretti con il polacco.
Roma ha festeggiato il grande ritorno della due volte campionessa olimpica Barbora Spotakova che dopo un anno di stop per dare alla luce il figlio Jan (chiamato in onore di Jan Zelezny, suo allenatore)ha vinto per la terza volta a Roma dopo il 2010 e il 2012 con un lancio da 66.43 (con altri tre lanci oltre i 66 metri), seconda migliore misura mondiale del 2014 che le ha consentito di battere la slovena Martina Ratej, seconda con 63.12.
La campionessa del mondo colombiana Caterine Ibarguen ha vinto la sua seconda gara consecutiva in Diamond League e lasua tredicesima consecutiva nel salto triplo con 14.48 ma decide di fermarsi per un  infortunio al ginocchio rinunciando agli ultimi salti. La russa Ekaterina Koneva arriva vicina all’ultimo salto planando a 14.42.

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