IL SUCCESSO ORGANIZZATIVO DELLE WORLD RELAYS ALLE BAHAMS

Libania Grenot in azione
nella staffetta (Fonte Fidal/Colombo)

La prima edizione delle World Relays a Nassau é stata un grande successo con grandi risultati (tre record del mondo delle due 4×1500 keniane e della 4×200 maschile giamaicana e migliori prestazioni mondiali dell’anno battute in tutte le dieci gare in programma) e una straordinaria atmosfera in uno stadio pieno di gente. Il pubblico caraibico ha creato un’atmosfera festosa e colorata contribuendo alla riuscita della manifestazione che tornerà anche l’anno prossimo sempre al Thomas Robinson Stadium di Nassau.

di Diego Sampaolo

La manifestazione nella terra dei Caraibi, paradiso delle vacanze e del divertimento, si è distinta anche per la capacità organizzativa di saper innovare. A partire dalla presentazione delle squadre che uscivano da una porta principale posta dietro alla partenza dei 100 metri sull’esempio di sport come il tennis e il basket.
“La fiducia della IAAF nella capacità delle Bahamas di organizzare un evento di grande successo è stata pienamente ripagata. Nel paradiso delle vacanze, del sole e del mare abbiamo scoperto una realtà sportivo che ha superato ogni nostra aspettativa. La gente ha accolto le World Relays con grande entusiasmo e il rumore del tifo all’interno dello stadio riecheggerà nella nostra memoria per tanto tempo”, ha detto il Presidente della IAAF Lamine Diack.
La prima edizione delle World Relays è stata vinta dagli Stati Uniti che hanno vinto il Golden Baton (il testimone d’oro), il premio finale andato alla squadra vincitrice della classifica a punti che tiene conto dei punteggi di tutti i finalisti delle dieci specialità in programma (otto punti per il primo clasificato, sette per il secondo e così via fino a 1 punto per l’ottavo). La formazione a stelle e strisce ha trionfato in cinque gare (4×100, 4×200, 4×400 e 4×800 a livello femminile e 4×400 maschile) e ha totalizzato 60 punti nella classifica generale. Notevoli anche i secondi posti delle staffette 4×1500 sia maschile che femminile
La prima edizione delle IAAF World Relays è stata un successo con due record del mondo e migliori prestazioni dell’anno battute in tutte le 10 gare in programma. Gli Stati Uniti hanno vinto il medagliere con cinque ori, due argenti e un bronzo davanti al Kenya (3-1-0) e alla Giamaica (2-1-1).Il Golden Baton (testimone d’oro è stato vinto dagli Stati Uniti che hanno conquistato la vetta nella classifica generale a punti che tiene conto di tutti i piazzamenti da finale. La prossima edizione sarà ospitata sempre alle Bahamas nel 2015.
In tutto 29 paesi hanno conquistato almeno un punto nella classifica per nazioni. Tra questi anche l’Italia che è entrata in classifica grazie al brillante sesto posto della 4×400 femminile che ha realizzzto un ottimo 3’27”44, un tempo che la nazionale azzurra non registrava dai Mondiali di Daegu 2011. Brave le  azzurre Chiara Bazzoni, Maria Enrica Spacca, la dottoressa in medicina Elena Maria Bonfanti e Libania Grenot che sono state terze tra le nazionali europee dietro alla Francia e alla Polonia. Le azzurre hanno preceduto addirittura la Gran Bretagna che schierava la campionessa mondiale di Mosca e olimpica di Pechino Christine Ohuruogu
La formazione stellare degli Stati Uniti con il bronzo olimpico dei 400 metri di Londra Dee Dee Trotter, la campionessa olimpica dei 400 e tre volte oro a Cinque Cerchi della 4×400 Sanya Richards Ross (frazione in 50”3), Natasha Hastings (la più veloce in 50”1) e Joanna Atkins ha trionfato in 3’21”73 (migliore prestazione mondiale dell’anno) battendo la Giamaica (con due atlete di grandissimo livello come Novlene Williams Mills e l’argento dei mondiali indoor Kaliese Spencer), seconda in 3’23”26 e la Nigeria (3’23”41). Migliore delle formazioni europee la Francia, quarta con il miglior crono continentale dell’anno di 3’25”84.
4×1500 maschile: RECORD DEL MONDO DEL KENYA:
Collins Cheboi, Silas Kiplagat, James Magut e Asbel Kiprop hanno riscritto la storia del primato del mondo della staffetta 4×1500 migliorando il precedente primato di ben 14 secondi portandolo da 14’36”23 8stabilito nel 2009 al Memorial Van Damme di Bruxelles) addirittura a 14’22”22.
Queste le frazioni cronometrate dei quattro componenti della staffetta all-star: Collins Cheboi ( 3’38”60), Silas Kiplagat (3’32”50), James Magut (3’38”80) e il due volte campione dei 1500 metri Asbel Kiprop (3’32”30) confermando il suo eccellente stato di forma).
“Avevamo una missione, vincere e battere il record del mondo”, ha detto Silas Kiplagat.
“I tempi non erano veloci all’inizio ma siamo riusciti a battere il record”, ha detto Asbel Kiprop
“E’ una sensazione straordinaria. Ringrazio il fantastico pubblico che ci ha sostenuto tutta la gara”, ha detto Collins Cheboi.
Gli Stati Uniti hanno vinto l’argento con il record nord americano (14’40”80) davanti all’Etiopia (14’41”22).
4×100 maschile: Nesta Carter, Nickel Ashmeade, Julian Forte e Yohan Blake non hanno fatto rimpiangere l’assenza di Usain Bolt portando la Giamaica al trionfo in 37”77 (dopo aver corso più velocemente in batteria in 37”71). L’argento olimpico dei 100 metri di Pechino Richard Thompson ha pilotato tTrinidad and Tobago la secondo posto in 38”04 davanti alla Gran Bretagna (38”19). I britannici avevano corso più velocemente in batteria con 37”93 schierando Talbot invece di Chambers impiegato solo in finale.
4×400 maschile: SUPER MERRITT:
Una grande frazione di Lashawn Merritt cronometrata in 43”8 ha permesso agli Stati Uniti di battere i campioni olimpici in carica e padroni di casa delle Bahamas con l’eccellente crono di 2’57”25. Meritano una lode anche gli altri tre staffettisti David Verburg (44”8), Tony McQuay (44”1) e il campione olimpico del salto triplo e iridato di Daegu 2011 Christian Taylor, cronometrato in 44”6 dimostrandosi ancora una volta atleta poliedrico in grado di saltare 17.96 nel triplo, 8.19 nel lungo e di correre i 400 in 45”02.
Non da meno il quartetto delle Bahamas che è arrivato al secondo posto in un eccellente 2’57”59 con le seguenti frazioni: Latoy Williams 45”0, Demetrius Pinder in 43”8, Chris Brown 44”20 e Michael Mathieu 44”6. La medaglia di bronzo è andata alla formazione di Trinidad and Tobago, bronzo in 2’58”34 (Gordon 44”3, Quow 44”6, lo junior Cedenio 44”5 e Solomon 44”9). Migliore delle formazioni europee la Gran Bretagna in 3’00”32.
4×200 femminile:
Shalonda Solomon, Tawanna Meadows, Bianca Knight e Kimberlyn Duncan hanno vinto il quinto oro per gli Stati Uniti in 1’29”45 superando un giovane quartetto britannico formato da Desirée Henry, Anyka Onuora, Brianca Williams e Asha Phillips che hanno migliorato il record nazionale con 1’29”61. Shelly Ann Fraser Pryce in ultima frazione non è bastata alla Giamaica per rimontare nel finale e le caraibiche si sono dovute accontentare del terzo posto in 1’30”04. Da sottolineare in chiave Europei di Zurigo il bel quinto posto della Svizzera in 1’31”75
4×800 femminile:
La grande sorpresa della seconda giornata delle World Relays è stata la vittoria degli Stati Uniti con il record nazionale di 8’01”58 sull’accreditata formazione keniana che aveva in squadra la campionessa del mondo degli 800 di Osaka Janet Jepkosgei e l’iridata di Mosca 2013 Eunice Sum che si sono dovute accontentare dell’argento e del record africano (8’04”28). Della squadra a stelle e strisce facevano parte la campionessa mondiale indoor di Sopot Chanelle Price, Geena Lara. Ajee Wilson e il bronzo di mosca 2013 Brenda Martinez. La Russia ha conquistato la medaglia di bronzo in 8’08”19.

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