MEETING IAAF WORLD CHALLENGE: BONDARENKO SUPERA 2.40 E BATTE UKHOV

Bohdan Bondarenko (Colombo/FIDAL)
Bohdan Bondarenko vola ancora
(Fonte Colombo/Fidal)

 
 
Bohdan Bondarenko ha vinto l’atteso duello con ivan Ukhov al Seiko Golden Grand Prix di Tokyo, terza tappa del circuito IAAF World Challenge, superando quota 2.40 al terzo tentativo. E’ stata una vittoria sofferta per il campione del mondo ucraino che ha avuto bisogno per la prima volta in carriera di tre tentativi per superare ter misure di consecutive a 2.31, 2.34 e 2.40. Ukhov, reduce dal 2.41 di Venerdì sera a Doha, ha realizzato 2.34 alla prima prova prima di sbagliare tre tentativi a 2.40. Da sottolineare anche il terzo posto con 2.31 del giapponese Naoto Tobe

di Diego Sampaolo

 
 
 
Bondarenko ha realizzato la terza migliore prestazione della sua carriera. L’anno scorso ha fatto meglio in due sole occasioni quando superò 2.41 al meeting di Losanna e ai Mondiali di Mosca.

Bondarenko ha battuto anche il record dello stadio detenuto dallo statunitense Charles Austin che vinse il titolo mondiale nel 1991.  Il 2.40 del saltatore ucraino é stato il modo migliore per congedarsi dallo Stadio Olimpico dei Giochi del 1964 e dei Mondiali del 1991 prima della demolizione e della ricostruzione in vista delle Olimpiadi di Tokyo del 2020,

Il salto in alto maschile sta vivendo un momento d’oro. Dopo che per tredici anni nessuno era riuscito a superare 2.40, cioè dal giorno in cui Vyacheslav Voronin superò 2.40 al Crystal Palace di Londra, nell’ultimo anno ben cinque saltatori hanno valicato questa barriera magica dal Giugno 2013. Ha iniziato Mutaz Barshim che realizzò il record asiatico con 2.40 a Eugene prima dell’avvento di Bondarenko, capace di volare a 2.41 a Losanna e ai Mondiali di Mosca. Lo straordinario momento dell’alto maschile è continuato nella stagione invernale 2914 con Ukhov, capace prima di saltare 2.40 a Arnstadt (nello stesso meeting dove il connazionale Aleksey Dmitrik ha superato la stessa altezza uscendo dalla gara sconfitto, cosa mai successa prima nella storia )e poi di eguagliare il record europeo indoor del tedesco Carlo Thranardt a 2.42 a Praga. All’inizio della stagione all’aperto il canadese Derek Drouin ha aggiunto il suo nome al club esclusivo degli atleti in grado di volare oltre i 2.40 alle Drake Relays di Des Moines. Infine, cronaca di due giorni fa, Ukhov ha valicato i 2.40 a Doha in una gara dove quattro uomini hanno saltato 2.37 per la prima volta nella storia. Addirittura Barshim ha finito la gara al quarto posto con 2.37, un fatto che non si era mai verificato prima di Venerdì sera.

“E’ stata una sensazione straordinaria. Sono davvero contento. E’ stato un grande show davanti ad un pubblico straordinario in un una giornata ottima dal punto di vista climatico”, ha detto Bondarenko a caldo dopo la gara giapponese.

Il meeting giapponese ha regalato anche una buona soddisfazione in chiave italiana grazie al finanziere trentino Giordano Benedetti che ha realizzato la terza prestazione della sua carriera sugli 800 metri con 1’46”10 finendo alle spalle del nipponico Sho Kawamoto, autore del record nazionale con 1’45”75. Benedetti ha battuto Erik Sowinski, atleta statunitense da 1’44”58, e il giovane Edwin Melly, bronzo ai Mondiali Juniores di Barcellona e ottocentista da 1’43”81.

Gli altri highlights del Seiko Golden Grand Prix di Tokyo sono stati il 12”62 (con vento contrario di -1.9 m/s) della campionessa del mondo di Mosca Brianna Rollins che ha battuto il record del meeting sui 100 ostacoli detenuto dall’australiana Sally Pearson e il successo sui 100 metri maschili del vice campione del mondo Justin Gatlin in 10”02 con un vento che spirava addirittura a -3.5 m/s davanti al connazionale Mike Rodgers (10”11) e al due volte campione europeo della distanza Christophe Lemaitre (10”31). Gatlin ha realizzato il tempo più veloce della storia con un vento contrario superiore ai 2.0 m/s.

Nella tappa inaugurale del Challenge IAAF del Lancio del Martello la primatista del mondo Betty Heldler si è imposta agevolmente con la misura di 72.69 sulla statunitense Amanda Bingtson (71.71) stravincendo l’attesa sfida con la campionessa mondiale e olimpica Tatyana Lysenko che non è andata oltre il sesto posto con 67.35. La tedesca era reduce da un lungo viaggio da Knoxville, sua sede di allenamento primaverile ma non ha risentito della stanchezza

Il campione olimpico di Londra e mondiale di Daegu dei 400 metri Kirani James ha vinto i 200 metri per due centesimi di secondo sul bahamense Michael Mathieu con forte vento contrario di -1.2 m/s.

“E’ una gara che ho corso per divertirmi. La mia prossima gara sarà al Prefontaine Classic di Eugene dove sfiderò Lashawn Merritt il 31 Maggio”, ha detto James

Il meeting di Tokyo ha fatto registrare anche la migliore prestazione mondiale dell’anno dell’iridata statunitense di daegu 2011 Jennifer Simpson che si é imposta sui 1500 metri in 4’03”91 davanti  alla connazionale Emma Coburn (4’07”49) e all’etiope Semberi Teferi (4’08”49 due soli giorni dopo il record personale sui 3000 di Doha di 8’41”54).

Di ottimo livello anche il salto in lungo femminile dove la pin-up Dariya Klishina realizza il record del meeting con 6.88 con vento generoso ma entro i limiti di +2.0 m/s e supera di dieci centimetri la statunitense Tianna Bartoletta, ex campionessa del mondo del lungo a Helsinki 2005 e bronzo ai Mondiali Indoor sui 60 metri a Sopot. La russa, due volte campionessa europea indoor nel 2011 e nel 2013, ha realizzato anche un ottimo 6.83 con vento contrario di -1.1 m/s. Bartoletta, sposata con un calabrese, ha vinto i 100 metri in 11”18 dopo aver saltato in lungo 6.78, suo miglior risultato dal titolo mondiale a Helsinki 2005.

Vento contrario protagonsita anche sui 200 metri femminili dove la bahamense Antonique Strachan si è imposta in 22”78 (-1.8 m/s) sulla campionessa del mondo dei 400 metri Amantle Montsho del Botswana (23”25). Il due volte campione del mondo del lancio del peso Christian Cantwell si è cofermato oltre il muro dei 21 metri vincendo con 21.33m. Cory Martin è stato l’unico altro atleta capace di superare la barriera dei 20 metri con 20.73

 

 

 

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