DIAMOND LEAGUE A DOHA: UKHOV VOLA A 2.41 – GRANDI OBIRI E KIPROP NEL MEZZOFONDO


Al campione olimpico russo Ivan Ukhov spetta la copertina nel primo dei 14 meeting della Diamond League a Doha in una calda e ventosa serata nella quale quattro uomini superano 2.37. Ukhov riesce nell’impresa di valicare i 2.41 al primo tentativo  Ukhov inizia la gara a 2.19 che supera alla prima. Incappa in un errore a 2.27 dopo aver passato i 2.24. Poi supera 2.30, 2.35 alla prima, sbaglia la prima a 2.37 prima di centrare 2.39 e 2.41 sempre al primo colpo migliorando di un centimetro il limite mondiale stagionale detenuto con 2.40 da Drouin. Ukhov ha eguagliato il record russo detenuto dal 1985 da Igor Paklin anche se il campione olimpico di Londra 2012 ha valicato i 2.42 a livello indoor. La prestazione di Ukhov pareggia anche il record della Diamond League stabilito da Bohdan Bondarenko che superò questa misura a Losanna nel Luglio 2013.
di Diego Sampaolo

In una gara di contenuti mostruosi che conferma l’eccellente livello raggiunto dal salto in alto il canadese Derek Drouin  bronzo alle Olimpiadi e ai Mondiali, e lo statunitense Erik Kynard, argento alle Olimpiadi, si dividono il secondo posto con 2.37 al primo tentativo con lo stesso numero di errori alle quote precedenti. Il campione del mondo indoor Mutaz Barshim, stella locale, non ha conquistato alcun punto per la Diamond Race pur superando 2.37 al terzo tentativo.

Il salto in alto maschile sta raggiungendo un livello che non si vedeva da 20 anni dai tempi di Javier Sotmoayor grazie a talenti formidabili emersi in questi ultimi due anni come Ukhov, Bondarenko, Barshim e Drouin, tutti capaci di volare oltre i 2.40. Il record del mondo potrebbe essere in pericolo quest’anno a cominciare dalla prossima gara di Tokyo di Domenica dove Ukhov tornerà in pedana contro Bohdan Bondarenko che farà il debutto stagionale.

Addirittura dieci centimetri hanno diviso i primi quattro dal resto. L’ucraino Andriy Protsenko si è classificato quinto con 2.27 davanti al primatista italiano Marco Fassinotti che ha superato 2.19 e 2.24 al primo tentativo eguagliando lo stesso risultato al centimetro dell’anno scorso prima di sbagliare tre prove a 2.27. Il venticinquenne torinese allenato dal tecnico britannico Fuzz Ahmed a Birmingham ha preceduto per un numero minore di errori l’ex campione mondiale di Daegu 2011 Jesse Williams, il primatista francese Mickael Hanany e il campione del mondo di Osaka 2007 Donald Thomas, tutti a 2.24

L’incredibile gara di salto è stata solo una delle tante gare strepitose del meeting di Doha che ha fatto registrare ben otto migliori prestazioni mondiali dell’anno. Su tutti svettano la fantastica gara dei 1500 metri vinta da Asbel Kiprop in 3’29”18, il record africano di Hellen Obiri nei 3000 metri femminili con 8’20”68, il 44”44 di Lashawn Merritt che eguaglia il tempo da lui stesso stabilito a Des Moines, la vittoria di Ezekiel Kemboi nei 3000 siepi in 8’04”12, il duello tra campionesse del mondo degli 800 femminili vinto da Eunice Sum in 1’59”35 su Chanelle Price

1500 metri maschili: Una delle gare più attese del meeting non ha tradito regalando i primi due tempi della stagione sotto i 3’30” e ben nove prestazioni al di sotto dei 3’33”. Del resto la gara prometteva tanto perché metteva di fronte tutti  i vincitori della Diamond Race delle prime quattro edizioni del circuito dal 2010 al 2014 (Asbel Kiprop 2010, Nixon Chepseba 2011, Silas Kiplagat 2012 e Ayanleh Souleiman 2012).

Asbel Kiprop si é confermato il re della specialità vincendo in 3’29”18 stabilendo la migliore prestazione mondiale dell’anno e il record del meeting. Il due volte campione del mondo di Daegu 2011 e Mosca 2013 e campione olimpico di Pechino 2008, ha battuto allo sprint sul rettilineo finale il vice iridato Kiplagat che a sua volta è sceso sotto i 3’30” con 3’29”70. Terzo Souleiman che ha battuto il record di Gibuti con 3’30”16 precedendo il campione olimpico Taoufik Makloufi, a sua volta miglioratosi con il record personale (3’30”40), il keniano James Magut (primato personale 3’30”61) e il vice campione del mondo indoor Aman Wote che ha migliorato il record etiope con 3’30”85. Completano il quadro di una gara davvero strepitosa Bethwell Birgen, settimo in 3’31”22, Ilham Tanui Ozbilen (3’32”09) e Collins Cheboi (3’32”30).

3000 metri femminili: C’era tanta attesa per una gara che prometteva spettacolo e per questa era stata collocata dagli organizzatori alla fine della riunione anche se alla fine l’atleta più attesa Genzebe Dibaba, regina della stagione invernale con tre record mondiali in due settimana e il titolo mondiale indoor sui 3000 metri a Sopot. In un’altra di contenuti mostruosi degna della tradizione del meeting qatariota ha trionfato la campionessa del mondo indoor Hellen Obiri che ha trionfato sulla vice campionessa del mondo dei 5000 metri Mercy Cherono con uno strepitoso record africano e primato della Diamond League di 8’20”68. Eccellente anche l’ex campionessa del mondo juniores Cherono che ha stabilito il record personale con 8’21”14 precedendo Faith Kipyegon (8’23”55), Viola Kibiwott approdata al personale al 8’24”41, l’etiope Almaz Ayana (8’24”58) e Genzebe Dibaba, che pur finendo al sesto posto ha corso il suo miglior tempo all’aperto con 8’26”21 anche se quest’inverno ha stabilito il record mondiale indoor con 8’16”60 a Stoccolma.  

800 metri maschili: Una delle gare più emozionanti del meeting dal punto di vista agonistico. Il campione del mondo indoor e outdoor Mohamed Aman ha vinto un testa a testa con il vice campione olimpico di Londra 2012 Nijel Amos che ha tenuto con il fiato sospeso il numeroso pubblico del Qatar Sports Club. Solo cinque centesimi hanno diviso Aman, primo in 1’44”49 da Amos. Sotto il muro dell’1’45” sono scesi anche Ferguson Rotich (1’44”82) e Job Kinyor (1’44”95).

400 metri maschili: Il campione del mondo Lashawn Merritt ha eguagliato la sua migliore prestazione mondiale dell’anno stabilita alle Drake Relays di Des Moines correndo in 44”44 precedendo il saudita Youssef Al Masrahi, che ha corso il secondo miglior tempo dell’anno con 44”77, e il campione del mondo indoor e medaglia d’oro europea Pavel Maslak che ha stabilito il record nazionale della Repubblica Ceca con 44”79. Tony McQuay, vice campione del mondo a Mosca, ha migliorato il suo record stagionale con 44”92 superando il giovane vice campione olimpico della Repubblica Dominicana Luguelin Santos (44”94).  

3000 siepi maschili: Ezekiel Kemboi, tre volte iridato e due volte campione olimpico, si è confermato il migliore siepista del mondo vincendo una gara degna di un’Olimpiade con la migliore prestazione mondiale del mondo di 8’04”12 con un ultimo giro in 58” e uno sprint finale strepitoso negli ultimi 200 metri davanti al campione olimpico di Pechino 2008 Brimin Kipruto, anche lui sotto le 8’05” con 8’04”64, a Paul Kipsiele Koech (8’05”47) e a Jairus Birech (8’07”37). Il Kenya ha totalmente dominato la gara piazzando otto atleti ai primi otto posti ma questa non è una sorpresa. Kemboi si è concesso il solito show festeggiando con il numeroso pubblico keniano assiepato sugli spalti del Qatar Sport Club della capitale del Qatar.

800 metri femminili: Nella sfida tra la campionessa del mondo outdoor di Mosca Eunice Sum e l’iridata dei Mondiali Indoor Chanelle Price l’ha spuntata la keniana in 1’59”35 stabilendo la migliore prestazione mondiale dell’anno con 1’59”35. La statunitense è scesa sotto il suo precedente record personale con 1’59”75.

110 ostacoli maschili: Un leggero vento contrario (-0.5 m/s) ha frenato il campione del mondo di Mosca David Oliver che ha comunque eguagliato il suo record stagionale con 13”23 precedendo di 15 centesimi di secondo il campione europeo indoor e outdoor e bronzo mondiale di Mosca Sergey Shubenkov. Il vice campione mondiale indoor Pascal Martinot Lagarde (13”42).

100 metri femminili: La fuoriclasse giamaicana Shelly Ann Fraser Pryce, campionessa del mondo dei 60, 100, e dei 200 metri, ha iniziato bene la sua caccia al diamante vinto l’anno scorso con un successo in 11”13 per cinque centesimi di secondo sulla velocista-lunghista nigeriana Blessing Okagbare in una gara frenata da un vento contrario di -0.8 m/s.

200 metri maschili: Nickel Ashmeade, quinto ai Mondiali di Mosca e vincitore della Diamond Race nel 2012, ha iniziato la corsa verso il diamante con un successo in 20”13 battendo il vice campione mondiale e bronzo olimpico Warren Weir (20”31). Il quatariota di origini nigeriane Femi Ogunode, bronzo ai Mondiali Indoor di Sopot sui 60 metri, ha regalato una soddisfazione al pubblico di casa piazzandosi al terzo posto in 20”38.

400 ostacoli femminile: La Diamond League 2014 é iniziata subito con una grande sorpresa. L’inattesa Kemi Adekoya, atleta originaria della Nigeria ma naturalizzata del Barhein, ha vinto la prima gara valevole per la Diamond Race in 54”59 stabilendo il record nazionale e la migliore prestazione mondiale dell’anno. Secondo posto per la giamaicana Kaliese Spencer (tre volte vincitrice della Diamond Race) che con 55”07 ha preceduto la britannica Elidh Child (55”43) e la campionessa del mondo di Daegu 2011 Lashinda Demus (55”67)

Lancio del peso femminile: La popolare pesista neozelandese Valerie Adams ha inanellato la quarantasettesima vittoria consecutiva con l’ennesimo lancio oltre i 20 metri da 20.20 al primo tentativo (in una serie comprendente un solo altro lancio valido di 19.51).

Lancio del disco maschile: Il vincitore della Diamond Race 2010 Piotr Malachowski ha iniziato con il piede giusto vincendo la prima prova con un lancio da 66.72m.

Lancio del giavellotto femminile: La slovena Martina Ratej si è imposta a sorpresa con 65.48 con un vantaggio di dieci centimetri sulla capolista stagionale e primatista australiana Kimberley Mickle.

Salto triplo: La campionessa mondiale di Mosca 2013 Catherine Ibarguen ha vinto il duello con la vincitrice dei mondiali di Daegu con un salto da 14.43 m vincendo il duello con la due volte campionessa europea Olha Saladukha.

Salto in lungo maschile: Il greco Louis Tsatoumas si è imposto in una gara non eccelsa con 8.06 battendo i die centimetri il messicano Luis Rivera (8.04)

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