DIBABA, NDIKU E AMAN VINCONO NEL MEZZOFONDO – RECORD MONDIALE DELLA 4×400 STATUNITENSE – AGGIORNAMENTO

Le grandi stelle del mezzofondo etiope Genzebe Dibaba e Mohamed Aman non hanno tradito le attese vincendo rispettivamente i 3000 metri femminili e gli 800 metri.Il Kenya ha vinto i 3000 metri maschili con Caleb Ndiku che ha battuto in volata il tre volte iridato Bernard Lagat che ambiva a superare il mitico Haile Gebrselassie nella graduatoria dei plurivicitori di questa manifestazione con tre titoli: Lagat vinse tre volte a Budapest 2004, Doha 2010 e Istanbul 2012 mentre Gebre vinse a Parigi 1997, Maebashi 1999 (dove centrò una clamorosa doppietta 1500-3000) e Birmingham 2003 ma questa volta si è dovuto arrendere di frontrall’ex specialista dei 1500 Caleb Ndiku che ha vinto allo sprint in 7’54”94 dopo un avvio molto lento aggiungendo così al suo palmares un altro titolo mondiale dopo quello conquistato da junior sui 1500 a Moncton. Ndiku si rivelò per la prima volta in Italia ai Mondiali di Bressanone 2009 dove fu secondo sui 1500 metri.
di Diego Sampaolo

La medaglia di bronzo è andata all’argento olimpico dei 5000 metri Dejen Gebremeskel che con 7’55”39 ha avuto la meglio sullo statunitense Galen Rupp e sull’argento Hagos Gebrehiwet con il tempo di 7’55”39.

3000 femminili: TRIONFO DIBABA- NONA MAGNANI
Anche la finale dei 3000 metri femminili è stata caratterizzata da un avvio sonnacchioso con un passaggio ai primi 1000 addirittura in 3’24 al passo da gara di maratona più che da gara di 3000 metri. E’ stata la primatista mondiale Genzebe Dibaba ad alzare il ritmo a otto giri dalla fine.
La fuoriclaase etiope ha preso il largo nell’ultimo chilometro scavando un vantaggio di una trentina di metri e ha piazzato un ultimo chilometro in 2’38”94 per concludere in 8’55”04 davanti alla campionessa uscente Hellen Obiri, argento in 8’57”72 e Maryam Yusuf Jamal, bronzo in 7’59”16
“Sono andata in testa a otto giri dalla fine ma non riuscivo a staccare le mie avversarie. Éer  questo ho dovuto incrementare il ritmo a 800 metri dalla fine. Ho avuto un grande inverno con un titolo mondiale e tre record del mondo. Anche mia sorella Tirunesh mi aveva consigliato di concentrarmi sulla vittoria e non sul tempo”, ha detto Genzebe Dibaba
L’ azzurra Margherita Magnani ha concluso la sua prima esperienza iridata con un bel nono posto in 9’10”13.
“Speravo in una gara impostata su un ritmo veloce nella prima parte perché volevo battere il mio record. Non mi aspettavo un passaggio da 3’24” al primo chilometro.  L’ottavo posto sarebbe stata la ciliegina sulla torta ma non posso lamentarmi. Essere in questa manifestazione mi ha caricato molto”, ha detto
800 MASCHILI: SECONDO TITOLO DI AMAN
Mohamed Aman si è riconfermato re degli 800 metri a due anni di distanza dalla prima vittoria a Istanbul alla quale va aggiunto il titolo iridato all’aperto a Mosca della scorsa estate.
La grande gioia del pubblico di casa per l’argento di Adam Kszczot è stata mitigata dalla squalifica dell’altro polacco Marcin Lewandowski che ha permesso al britannico Andrew Osagie di vincere il secondo bronzo consecutivo in questa rassegna due anni dopo Istanbul.
Gli scatenati polacchi Adam Kszczot e Marcin Lewandowski hanno infiammato la Ergo Arena quando sono andati in testa nei primi due giri. La Ergo Arena si è trasformata in una vera bolgia quando Kszczot ha superato Lewandowski nella curva finale ma sul rettilineo finale Aman ha lanciato l’attacco decisivo. Con un grande finale sul rettilineo conclusivo Aman ha trionfato in 1’46”40 davanti a Kszczot (1’46”76). “E’ stata una gara molto tattica come avviene in una finale di Campionato. I due ragazzi polacchi hanno dovuto dare il massimo delle possibilità per cercare di regalare qualcosa al loro paese. Non è stato facile batterli a casa loro. Mi mancano ancora l’oro olimpico e i record del mondo. Questo è solo l’inizio”, ha detto Aman
Esito a sorpresa negli 800 metri dove la statunitense Chanelle Price è passata dal secondo posto ai Campionati statunitensi al successo iridato. La statunitense ha fatto gara di testa dal primo all’ultimo metro dominando con una tattica a dir poco scriteriata ma efficace che alla fine è stata ripagata con la migliore prestazione mondiale dell’anno di 2’00”09. Nel finale Price ha dovuto resistere al tentativo di rimonta della polacca Angelika Chichoka che ha regalato l’argento al paese ospitante in 2’00”45 precedendo la bielorussa Marina Arzamasova (2’00”79). Quarta la giovane svizzera Selina Buchel che diventa una possibile protagoista dei prossimi Europei in casa al Letzigrund di Zurigo.
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Le altre finali di giornata:

4×400: RECORD DEL MONDO DEGLI STATI UNITI – CALVIN SMITH SEGUE LE ORME DEL PADRE;
Meglio di così il mondiale di Sopot non poteva finire con il record del mondo della staffette 4×400 statunitense composta da Kyle Clemons, David Verburg, Kind Butler e Calvin Smith Jr, figlio dell’ex primatista mondiale dei 100 Calvin Smith che hanno fatto segnare il tempo di 3’02”13,  E’ un record notevole se si pensa che il vecchio limite mondiale resisteva addirittura dai Mondiali del 1999 a Maebashi. La medaglia d’argento è andata alla Gran Bretagna in 3’03”49 davanti alla Giamaica che con 3’03”69 ha stabilito il record nazionale indoor.
 
Gli Stati Uniti si riprendono lo scettro della 4×400 lasciato alla Gran Bretagna a Istanbul completando la festa con il successo in 3’24”83 (migliore prestazione mondiale dell’anno) con un quartetto formato da Natasha Hastings, Joanna Atkins, la campionessa individuale Francena McCorory e Cassandra Tate. Argento alla Giamaica (che schierava Patricia Hall, Anneisha McLaughlin, la specialista dei 400 ostacoli Kaliese Spencer e Stephanie McPherson) in 3’26”54 davanti alla Gran Bretagna (ElidhChild, Shana Cox, Margaret Adeoye e la campionessa mondiale outdoor Christina Ohuruogu), terza in 3’28”39.
Finale salto triplo maschile: Il russo di origini nigeriane Lyukman Adams ha vinto a sorpresa la finale del triplo maschile con 17.37 all’ultimo tentativo (migliore prestazione mondiale dell’anno) superando i favoriti cubani Ernesto Revé (che conduceva con 17.33 al secondo tentativo) e l’argento all’aperto Pedro Pablo Pichardo (17.24). Adams fu bronzo due anni fa a Istanbul davanti ai nostri Fabrizio Donato e Daniele Greco.
Le medaglie di Revé e Pichardo hanno arricchito il medagliere cubano nell’ultima giornata nella quale Yarisley Silva ha trionfato nell’asta con 4.70 con la stessa misura ma con un numero minore di errori rispetto alla russa Anzhelika Sidorova e alla ceca Jirina Svobodova, rispettivamente argento e bronzo. La brasiliana Fabiana Murer ha superato pure 4.70 ma ha commesso più errori e si è dovuta accontentare del quarto posto.
Peccato per l’assenza per infortunio dei nostri triplisti Donato e Greco che in una gara non eccelsa avrebbero potuto puntare ad una medaglia. E’ stato un peccato non vedere il campione italiano Fabrizo Schembri che avrebbe potuto dire la sua.
Finale del salto in lungo femminile:
La francese Eloyse Lesueur si è imposta con un salto da 6.85 al quarto tentativo che le ha permesso di superare l’eptathleta britannica Katarina Johnson Thompson, in testa fino a quel punto con 6.81 alla seconda prova. Lesueur ha vinto la seconda medaglia d’oro importante della sua carriera tre anni dopo il successo agli Europei all’aperto di Helsinki nel 2012.
Johnson Thompson ha vinto la sua seconda medaglia iridata della carriera nel lungo dopo la vittoria ai Mondiali Juniores di Barcellona 2012 curiosamente con la stessa misura di oggi di 6.81. La ragazza di Liverpool è stata quinta ai Mondiali di Mosca 2013 nell’eptathlon. Quest’anno ha strappato il record britannico del salto in alto detenuto da Jessica Ennis superando 1.96. La serba Ivana Spanovic ha bissato il bronzo di Mosca ottenendo la misura di 6.77m.

IL MEDAGLIERE

Gli Stati Uniti hanno dominato il medagliere con otto ori, due argenti e due bronzi davanti a Russia (3-2-2), Etiopia (2-2-1) e Gran Bretagna (1-2-3). Per l’Italia zero medaglie come era successo altre volte ma va detto che la preparazione di molti azzurri è finalizzata verso l’appuntamento con gli Europei di Zurigo di quest’estate. Gli Stati Uniti hanno dominato la classifica a punti con 142 punti davanti ai padroni di casa della Polonia e alla Russia appaiata al secondo posto con 66 punti. Si difende alla grande la Gran Bretagna quarta con 61 punti davanti alla Germania (48 punti). L’Italia entra in classifica grazie ai 3 punti raccolti da Fassinotti nel salto in alto ma del mondiale polacco piace ricordare il nono posto di Margherita Magnani nei 3000, la finale sfiorata da Marzia Caravelli nei 60 ostacoli con 7”97 e il record italiano della 4×400 femminile.

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