I TOP DELLA STAGIONE INTERNAZIONALE E ITALIANA 2013



Fine anno é tempo per fare un bilancio di quanto successo in questa stagione e per stilare la nostra classifica degli atleti che si sono maggiormente distinti durante l’anno nel Mondo e in Italia.
Assegniamo i nostri Oscar a livello internazionale e italiano dell’atletica nel 2013, anno che verrà ricordato per i Mondiali di Mosca, gli Europei Indoor di Goteborg e le tante manifestazioni internazionali giovanili come i Mondiali allievi di Donetzk, gli Europei Under 23 di Tampere e gli Europei Juniores di Rieti che hanno visto come protagonisti tanti giovani atleti italiani che hanno portato a casa un buon bottino di medaglie che lasciano sperare bene per il futuro.
di Diego Sampaolo

I TOP INTERNAZIONALI:
1 Usain Bolt: Assegniamo il nostro titolo di Atleta dell’anno a Usain Bolt che dopo essersi aggiudicato il premio di World Athlete of the Year della IAAF si è aggiudicato altri importanti riconoscimenti come il Premio di Sportivo dell’Anno dell’AIPS (Associazione Internazionale della Stampa Sportiva) e quello dei giornalisti della Gazzetta dello Sport. In entrambi i casi si tratta del quarto successo in questi referendum di fine anno dopo quelli vinti nel 2008, 2009 e nel 2012. Secondo i giornalisti dell’Aips Bolt è stato lo sportivo dell’anno davanti al pilota di Formula 1 Sebastian Vettel e il calciatore del Real Madrid Cristiano Ronaldo. Per i giornalisti della Gazzetta Bolt è stato il migliore davanti a Vettel e al fuoriclasse del basket NBA Lebron James. E’ la diciannovesima volta su 36 edizioni del referendum della Gazzetta che un campione dell’atletica vince il premio di Sportivo dell’Anno.

In questo memorabile Bolt ha portato a otto il numero di titoli mondiali conquistati che eguaglia il primato di successi iridati detenuto da Carl Lewis e Michael Johnson. Considerando i due argenti vinti a Osaka nei 200 metri e nella staffetta 4×100 il sei volte campione olimpico dei 100 e dei 200 metri e della staffetta 4×100 eguaglia il record di dieci medaglie mondiali di Carl Lewis.

Ai Mondiali di Mosca il campione giamaicano ha centrato la tripletta nello sprint vincendo 100, 200 e 4×100 ripetendo la stessa impresa delle Olimpiadi di Pechino e Londra e dei Mondiali di Berlino 2009. Ha stabilito le migliori prestazioni mondiali dell’anno sui 100 con 9”77, nei 200 metri con 19”66 e della 4×100 con 37”66 in occasione delle tre vittorie moscovite. Ha vinto sei gare su sette sui 100 metri perdendo solo da Justin Gatlin al Golden Gala di Roma ed è rimasto imbattuto in sei gare disputate sui 200 metri.

2 Bogdan Bondarenko: Il fenomenale saltatore ucraino ha vinto il premio di Atleta Europeo dell’Anno dell’Associazione Europea EA al termine di una stagione memorabile nella quale ha superato due volte quota 2.41 in occasione del meeting Athletissima di Losanna e dei Mondiali di Mosca quando ha vinto il titolo iridato al termine della più grande gara nella storia della rassegna iridata nella quale il qatariota Mutaz Barshim e il candese Dereck Drouin hanno vinto l’argento e il bronzo con 2.38. In occasione del salto da 2.41 di Losanna Bondarenko ha migliorato di un Era dai tempi del 2.42 di Javier Sotomayor nel 1994 che non si registravano misure di questo livello. Dopo qualche stagione difficile a causa di numerosi infortuni Bondarenko ha finalmente tenuto fede al suo immenso talento sbocciato per la prima volta nel 2006 in occasione della medaglia d’argento ai Mondiali Juniores di Pechino seguita dal titolo mondiale juniores nel 2008 a Bydgoszcz e dalla medaglia d’oro agli Europei Under 23 di Ostrava 2011. In questa stagione ha sfidato l’asticella posta a 2.46 a Losanna e a Mosca e persino a 2.47 al meeting di Londra dimostrando di avere le qualità per cancellare dall’albo dei record il leggendario primato di Javier Sotomayor.

3 Shelly Ann Fraser-Pryce: The Pocket Rocket, il Razzo tascabile come la piccola velocista giamaicana viene soprannominata è sempre di più la versione femminile di Usain Bolt. Come il leggendario connazionale Shelly Ann é sempre più la padrona incontrastata dello sprint femminile avendo dominato la scena dello sprint femminile dal 2008 al 2013 con i due ori olimpici dei 100 metri a Pechino e Londra (eguagliando Wyoma Thys nel 1964 e nel 1968 e Gail Devers nel 1992 e 1996) e i tre ori iridati individuali (Berlino 2009 sui 100 metri e Mosca sui 100 e 200 ai quali ha aggiunto il terzo alloro vincendo la staffetta 4×100 in 41”29, secondo tempo della storia).

La piccola velocista giamaicana ha vinto il titolo mondiale dei 100 metri in 10”71 con un distacco record di 22 centesimi di secondo nei confronti dell’ivoriana Murielle Ahouré. Mai una velocista aveva vinto con un divario così abissale nella storia della manifestazione iridata. Sui 200 metri ha trionfato in 22”17 (arrivando a quattro centesimi dalla sua migliore prestazione mondiale dell’anno di 22”13 stabilita ai Campionati Giamaicani di Kingston) precedendo Murielle Ahouré e la nigeriana Blessing Okagbare. La giamaicana si è anche aggiudicata il doppio successo nella Diamond League sui 100 e sui 200 metri diventando la seconda velocista nella storia del massimo circuito ad aggiudicarsi il premio finale su entrambe le distanze due anni dopo la statunitense Carmelita Jeter.

4 Mo Farah: Il fuoriclasse britannico di origini somale ha vinto 5000 e 10000 metri nella stessa edizione dei Mondiali riuscendo in un’impresa realizzata soltanto a Kenenisa Bekele quattro anni fa a Berlino nella storia della rassegna iridata. Mo ha centrato la doppia doppietta un anno dopo lo straordinario successo su entrambe le distanze realizzato alle Olimpiadi di Londra. A Mosca ha avuto la meglio sull’etiope Ibrahim Jeylan che lo aveva battuto ai Mondiali di Daegu. Sui 5000 metri ha preceduto due giovani talenti come Hagos Gebrehiwot e Isiah Koech, separati in classifica solo per una questione di centesimi di secondo. Il fuoriclasse britannico ha compiutto un’altra grande impresa in occasione del Meeting della Diamond League di Montecarlo dove ha battuto il record europeo dei 1500 metri di Fermin Cacho con un clamoroso 3’28”81 che gli è valso anche il record britannico detenuto da Steve Cram dal 1985.

5 Teddy Tamgho: Il triplista francese merita il premio di Comeback of the Year, il ritorno dell’anno. Ai Mondiali di Mosca è diventato il terzo atleta della storia a superare la barriera dei 18 metri con lo straordinario 18.04 che gli ha regalato il primo successo iridato dopo quello al coperto di Doha nel 2010 con il record mondiale indoor di 17.90. Tamgho ha superato la magica barriera in altre occasioni al meeting di Birmingham e ai Mondiali di Mosca ma i suoi salti erano nulli anche se lunghissimi e vicini al record mondiale di Jonathan Edwards (18.29 stabilito ai Mondiali di Goteborg 1995). Oltre a Edwards e a Tamgho solo Kenny Harrison è arrivato a superare i 18 metri nella storia in occasione della vittoria olimpica di Atlanta 1996 davanti a Edwards.
Purtroppo a fine anno Tamgho si è infortunato gravemente in allenamento e dovrà saltare l’intera stagione 2014.

6 Wilson Kipsang: Il maratoneta keniano ha stabilito l’unico record mondiale in una specialità olimpica in questa stagione in occasione della maratona di Berlino dove ha fermato il cronometro in 2h03’23”. E’ l’ottavo primato mondiale stabilito nella storia della maratona della capitale tedesca.  Kipsang valeva il record mondiale dal 2011 quando vinse la maratona di Francoforte in 2h03’42” arrivando a quattro secondi dal record mondiale del connazionale Patrick Makau. In carriera Kipsang vanta vittorie a Francoforte nel 2010 (2h04’57”) e nel 2011 (2h03’42”) e a Londra nel 2012 in 2h04’44” e la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Londra oltre ad una vittoria a Otsu nel 2011 in 2h06’13”. In questa stagione si è classificato quinto alla Maratona di Londra in 2h07’47”.

7 Valerie Adams: La fuoriclasse neozelandese del lancio del peso Valerie Adams ha vinto il suo quarto titolo mondiale consecutivo a Mosca dopo i successi di Osaka 2007, Berlino 2009 e Daegu 2011. Ha allungato la sua striscia vincente a 42 successi consecutivi dal 2010, e si è aggiudicata la Diamond Race per il terzo anno consecutivo. Ha sfiorato tante volte il muro dei 21 metri arrivando fino a 20.98, migliore prestazione mondiale del 2013, a Zurigo. La neozelandese di stanza a Magglingen in Svizzera, cugina dell’ex cestista italiano Riccardo Morandotti, conquistato il pubblico per la sua straordinaria.  Simpatia

8 Zuzanna Hejnova: L’ostacolista della Repubblica Ceca ha vinto il premio di Atleta Europea dell’anno al termine di una stagione memorabile che l’ha vista vincere il titolo mondiale dei 400 ostacoli in 52”83. Ha mantenuto l’imbattibilità stagionale aggiudicandosi tutte le  13 gare della stagione comprese le sette gare della Diamond League e ha stabilito tre record nazionali. Ha vinto la medaglia di bronzo olimpica a Londra in 53”38 e detiene il record nazionale dal 2006. Il 52”83 con il quale si è aggiudicata il titolo mondiale a Mosca è l’undicesimo record della sua carriera.

9 Brianna Rollins: La giovane ostacolista statunitense è la vera rivelazione della stagione. Ha iniziato la stagione con un clamoroso 7”78 sui 60 ostacoli indoor e ha vinto il titolo universitario statunitense NCAA. All’aperto ha vinto il titolo NCAA outdoor in 12”39 prima di vincere ai Campionati Nazionali di Des Moines in 12”26 (dopo aver corso la batteria in 12”33 e la semifinae in 12”30), arrivando a cinque centesimi di secondo dal record mondiale dei 100 ostacoli detenuto dalla bulgara Yordanka Donkova. Ai Mondiali di Mosca ha mantenuto l’imbattibilità stagionale vincendo a soli 22 anni il titolo iridato in 12”44 superando la campionessa olimpica e iridata in carica Sally Pearson, argento in 12”50. Rollins è imbattuta da 35 gare e non perde dai Trials Statunitensi del 2012

10 Mohamed Aman: Il giovane ottocentista Mohamed Aman ha vinto il titolo mondiale del doppio giro di pista a Mosca in 1’43”31 bissando il successo iridato al coperto di Istanbul 2012. Aman, l’unico ad aver battuto Sua Maestà David Rudisha nel 2011 a Milano e nel 2012 a Zurigo, ha stabilito la nona prestazione all-time correndo in 1’42”37 al Memorial Van Damme di Bruxelles dove si è aggiudicato il premio finale della Diamond Race. In questa stagione è sceso sei volte sotto il muro dell’1’44”: Roma 1’43”61, Ostrava 1’43”78, Losanna 1’43”33, Mosca 1’43”31, Berlino 1’43”87 e Bruxelles 1’42”37.

GLI OSCAR ITALIANI
Abbiamo selezionato la nostra top five italiana della stagione premiando la vice campionessa mondiale della maratona Valeria Straneo davanti al campione europeo indoor del salto triplo Daniele Greco.

1 Valeria Straneo: La maratoneta alessandrina ha tenuto incollati milioni di sportivi davanti alla televisione in occasione dell’incredibile medaglia d’argento ai Mondiali di Mosca al termine di una gara di testa dal primo al 40 km quando è stata superata dalla campionessa mondiale in carica Edna Kiplagat. L’atleta piemontese allenata da Beatrice Brossa ha coronato una stagione memorabile con la vittoria alla mezza maratona di Lisbona in 1h09’21” (prima atleta non africana sia a livello maschile che femminile capace di vincere la classica portoghese) e il prestigioso quinto posto alla Maratona di New York.

2 Daniele Greco: Il triplista pugliese é stato l’autentico eroe della trionfale stagione indoor dell’atletica italiana culminata con le cinque medaglie agli Europei al coperto di Goteborg. Nella città svedese Greco ha sfiorato il primato italiano indoor detenuto dall’amico Fabrizio Donato realizzando un eccellente 17.70m, misura superiore di 23 centimetri rispetto al suo record all’aperto di 17.47. Purtroppo un infortunio l’ha costreto a rinunciare alla qualificazione dei Mondiali di Mosca dopo una stagione estiva caratterizzata dai secondi posti in Diamond League a Roma (17.04) e a Montecarlo (17.25) e dall’oro ai Giochi del Mediterraneo.

3 Alessia Trost: La ventenne di Pordenone è stata la regina dell’inverno dell’atletica italiana nella quale ha valicato l’asticella a 2 metri a Trinec. E’ diventata la terza saltatrice in alto della storia capace di superare la magica barriera dopo due nomi mitici come Antonietta Di Martino e Sara Simeoni. La saltatrice in alto friulana allenata da Gianfranco Chessa ha centrato il grande obiettivo stagionale vincendo il titolo europeo under 23 a Tampere con 1.98, terza misura di sempre in Italia dopo il 2.03 di Antonietta Di Martino e il 2.01 di Sara Simeoni. Ha maturato esperienze importanti nelle grandi rassegne internazionali dove è stata quarta agli Europei Indoor di Gotegorg con 1.92 e settima ai Mondiali di Mosca con 1.93 (arrivando vicina a superare quota 1.97).

4 Veronica Borsi: L’ostacolista di Bracciano è stata un’altra grande protagonista della stagione indoor italiana.Agli Europei Indoor di Goteborg la figlia d’arte laziale ha vinto una strepitosa medaglia d’argento sui 60 ostacoli con il nuovo record italiano di 7”96 in semifinale e di 7”94 in finale(terza all’arrivo è stata promossa al secondo posto dopo la squalifica per doping della turca Nevin Yanit).  L’ostacolistmo italiano ha fatto en plein di medaglie d’argento agli Europei di Goteborg grazie al secondo posto di Paolo Dal Molin, autore di uno straordinario record italiano (7”51) alle spalle del russo Sergey Shubenkov. All’aperto ha iscritto il suo nome nell’albo dei primati italiani correndo i 100 ostacoli in 12”76 a Orvieto e ha ben figurato in Diamond League correndo in 13”08 a Doha, in 12”97 a Roma davanti al pubblico di casa e in 12”99 a Oslo ma un infortunio non le ha permesso di arrivare in condizione ai Mondiali di Mosca.

5 Nicola Vizzoni: Una menzione speciale al capitano azzurro Nicola Vizzoni, che a quasi 40 anni ha centrato la quinta finale iridata del lancio del martello in nove partecipazioni in questa rassegna globale. Il versiliese ha centrato l’ingresso nella top-8 grazie all’eccellente misura di 77.61 che gli ha permesso di classificarsi al settimo posto.

6 Elisa Rigaudo: Del 2013 che si sa concludendo va ricordato il brillante quinto posto di Elisa Rigaudo nella marcia 20 km dopo una gara da protagonista nella prima parte della gara. Due anni dopo il quarto posto ai Mondiali di Daegu 2011 al ritorno dalla maternità la marciatrice piemontese si è confermata ancora una volta una delle migliori interpreti della specialità del tacco e punta.

7 I giovani: Per concludere questa carrellata dei ricordi di un anno da ricordare vogliamo citare le splendide medaglie giovanili di Erika Furlani nel salto in alto e il bronzo di Noei Stella nella marcia ai Mondiali allievi di Donetzk e le medaglie agli Europei Juniores di Rieti. Nell’indimenticabile rassegna giovanile svoltasi nella città sabina nello scorso Luglio l’Italia ha vinto un oro con la triplista Ottavia Cestonaro, vincitrice all’ultimo tentativo con un salto da 13.41 che l’ha proiettata dal sesto al primo posto, quattro argenti (Samuele Dini nei 5000 e il gemello Lorenzo nei 10000 metri, uno straordinario Lorenzo Perini nei 110 ostacoli con il record italiano batuto due volte in semifinale con 13”32 e in finale con 13”30 alle spalle del francese Wilehlm Belocian, autore del record europeo di categoria con 13”18 e Vito Minei nella marcia 10000 metri) e due bronzi con la 4×100 maschile e con Sonia Malavisi nell’asta. Meritano la lode altri ragazzi che hanno saputo incantare ai Mondiali di Donetzk al cospetto di un palcoscenico internazionale molto difficile come Nicole Svetlana Reina, quinta sui 2000 siepi e prima europea e successivamente campionessa italiana sui 3000 siepi agli Assoluti di Milano), Yemaneberhan Crippa, sesto sui 1500 in 3’45”02, record italiano allievi strappato a al compianto Cosimo Caliandro e Simone Forte, quinto nel triplo con 15.71, seconda misura italiana allievi di sempre.

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