IL PAPA NON CORRE: 42 MODI DI VIVERE LA CORSA

«La mia vita è sempre stata scandita dai chilometri; la corsa mi ha dato motivazioni, mi ha fatto crescere, guardare avanti. Strada facendo ho scoperto che sono in tanti a trarre dal running il proprio stile di vita. Ho così ho pensato a una “maratona” di personaggi straordinari, accomunati dall’amore per questo sport semplice e privo di fronzoli, a cui potersi ispirare. Perché la maratona? È la regina dell’atletica, rievoca un evento epico, è fatica, sudore, gioia».
Spiega così Irene RighettiIl Papa non corre”, il suo primo libro edito da La Carmelina, che sarà presentato sabato 7 dicembre, alle ore 11, nella Sala Arengo del Comune di Ferrara, alla presenza dell’Assessore allo Sport Luciano Masieri e del responsabile U.O. Sport e Tempo Libero Fausto Molinari, che coordina l’evento. Parteciperanno anche l’ex top maratoneta Laura Fogli e il primatista italiano di salto in alto Marcello Benvenuti.

In copertina Richard Branson, l’uomo più ricco del Regno Unito che da qualche anno corre (nel 2010 ha partecipato alla maratona londinese vestito da farfalla), ed è title sponsor della Virgin London Marathon, che con lui si trasforma nella gara più generosa del pianeta grazie al sistema delle charities.

C’è chi corre per dimagrire, chi per professione, chi per trovare l’idea giusta e realizzare un progetto. Chi per scacciare la tensione, chi per sfidare se stesso, chi per esplorare una città.

Il titolo? «È una frase di Joe Bastianich, il temuto giudice di MasterChef, runner e triatleta – precisa l’autrice -; lo scorso gennaio gli chiesi del viaggio apostolico che Ratzinger fece a New York nel 2008. Disse che la madre Lidia cucinò per lui tutti i suoi pasti, mentre Joe gli fece da cameriere. Poi si affrettò a dirmi che il Papa (Emerito) non correva e di questo ne era certo. Molte le persone speciali amanti della corsa con le quali ho avuto il piacere di dialogare, tanto che sembrerebbe mancare solo il Pontefice».

C’è l’intervista alla grande astrofisica Margherita Hack che nel febbraio del 2012 confidò a Irene di avere sempre amato il mezzofondo; Kathrine Switzer, la prima donna ad avere partecipato alla maratona di Boston nel ’67 (nonostante fosse proibito al gentil sesso), che oggi corre per i diritti delle donne di tutto il mondo. Il pianista Maurizio Baglini quando è in tournée chiede sempre un pianoforte e un tapis roulant.

Lo scrittore e giornalista Tiziano Terzani correva per trovare l’incipit degli articoli, mentre il figlio Folco per prendere l’energia della terra, rigorosamente a piedi nudi. L’astronauta Samantha Cristoforetti si allena per andare nello spazio. Le campionesse degli altipiani, Edna Kiplagat e Tirunesh Dibaba, corrono con rabbia per crearsi un futuro migliore. Il Dalai Lama spiega quanto il movimento sia importante per tutti e non solo per una guida spirituale. C’è poi l’incontro immaginario con Dante Alighieri che mette in luce la corsa di Verona del drappo verde, scritto in lingua volgare a quattro mani con il prof. Claudio Cazzola.


42 nomi, uno per chilometro, più 195 parole per un’icona della corsa: Pietro Mennea.

244 pagine, arricchite da quattordici fotografie in bianco e nero, e dalla prefazione di Emanuela Audisio, prima firma di “La Repubblica”, che della corsa dice: «non tradisce, è onesta, ne tiri fuori quello che ci hai messo dentro. Puoi fare il samurai e puoi perdere la spada. Ma le armi sono sempre quelle: piedi e polmoni».

Casa editrice La Carmelina. Acquistabile in libreria, prezzo di copertina 12,00 Euro, oppure al prezzo scontato di  10,00 Euro su www.edizionilacarmelina.it

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