MANUELA GENTILI : DOPO TANTI TRAGUARDI L’ADDIO ALLA CARRIERA AGONISTICA di VELERIA VENZANO

La trentacinquenne Manuela Gentili, una tra le migliori specialiste italiane nei 400 hs, ha deciso di ritirarsi dall’attività agonistica, nonostante il momento di ottima forma confermato dagli ultimi risultati ottenuti in questa stagione. Ha iniziato a correre a dieci anni a Castel San Giovanni, nell’atletica Castellana e da allora  fino ad oggi l’atletica è stata parte integrante della sua vita. I momenti più importanti della sua carriera sono stati tanti e concentrati soprattutto nell’ultimo decennio agonistico, quando è passata sotto la guida del tecnico Carla Barbarino. Ha vestito

numerose volte la maglia azzurra, partecipando a manifestazioni internazionali, tra cui le Olimpiadi di Londra, dove ha corso una frazione della 4×400. L’ultima soddisfazione è arrivata vincendo la medaglia di bronzo agli ultimi Giochi del Mediterraneo di Mersin. Manuela ha dedicato tutta la sua vita all’atletica e, a conclusione della sua brillante carriera, le abbiamo chiesto di raccontarci come sta vivendo questo momento.

·         Dopo tanti anni di atletica di alto livello, durante i quali hai vestito più volte la maglia azzurra, hai preso la dura e sofferta decisione di appendere le scarpe al chiodo. Cosa ti ha portato a questa scelta, nonostante ancora la giovane età e i buoni riscontri cronometrici?
 Intanto ti ringrazio per “la giovane età”!!! Sicuramente è stata una scelta difficile, ma ogni carriera sportiva ha un inizio e una fine e la mia è stata molto lunga. Sicuramente smettere quando il cronometro da ancora ottimi riscontri è ancora più complicato, ma sento che questo è il momento giusto. Devo anche dire che l’idea di voler allargare la famiglia ha influito sulla mia scelta.
·         E’ stata una decisione che meditavi da tempo o c’è stata una motivazione particolare che ti ha portata ad abbandonare la carriera da atleta?
L’idea di smettere era maturata già dalla scorsa stagione dopo le Olimpiadi di Londra, dove ho corso solo la staffetta 4×400. Proprio la delusione di non aver potuto correre i miei 400 ostacoli è stata talmente forte da crearmi nuove motivazioni per vestire ancora  una volta la maglia azzurra. Diciamo che la medaglia di bronzo conquistata a giugno nei giochi del Mediterraneo è stata una grande gioia e ha ripagato la mia scelta.
·         Atleta per passione, ma anche per lavoro. Come pensi cambierà ora la tua vita, scandita per anni da duri allenamenti quotidiani, gare e vari impegni agonistici?
Sicuramente l’allenamento quotidiano mi mancherà tanto, dedicherò più tempo ai miei progetti legati all’attività motoria dei bambini, ma appena avrò qualche ora libera sicuramente rimetterò le scarpette per qualche sgambata in pista.
·         Hai già idea di come occupare il tempo? Pensi di continuare con il mondo dell’atletica, magari mettendo la tua esperienza al servizio dei giovani?
Da anni, oltre a fare l’atleta, mi dedico a varie attività. Ho un bel gruppetto di piccoli atleti che seguo per la 100 Torri Pavia e poi seguo da tempo anche i corsi di ginnastica per adulti e collaboro ai progetti di attività motoria nelle scuole elementari.
·         Sei una tra le migliori specialiste dei 400 ostacoli in Italia. Come vedi il futuro di questa specialità? C’è qualche giovane atleta che pensi potrà prendere degnamente il tuo posto?
Sicuramente ora e per i prossimi anni vedo difficile scalzare la  Pedroso dal vertice della specialità, ma seguo con interesse l’evoluzione di alcune giovani e promettenti atlete.
·         Cosa ti mancherà di più della vita da atleta e cosa invece rimpiangerai di meno?
Mi mancheranno gli allenamenti quotidiani insieme al mio gruppo guidato dalla mia allenatrice Carla Barbarino, anche se continueremo a lavorare insieme ai nostri progetti con le scuole e ai corsi di avviamento all’atletica per i bambini e ragazzi.
·         Quale è stato il momento più bello della tua carriera? Quali emozioni ti suscita quel ricordo?
 Ho tanti ricordi indimenticabili; tra i più  belli sicuramente il primo titolo italiano a Grosseto nel 2010 al quale sono seguite le partecipazioni ai campionati Europei a squadre di Bergen e individuali di Barcellona, la partecipazione ai mondiali di Daegu e la medaglia di bronzo ai giochi del mediterraneo di Mersin. Anche la partecipazione alle Olimpiadi di Londra rimarrà nel mio cuore, anche se non poter correre la mia gara (4 centesimi dal minimo A) nel miglior momento di forma della mia carriera fa ancora un po’ male. Tutti i test in allenamento e le prove nel ritiro di Formia (per la staffetta) erano indicativi che avrei potuto scendere sotto i 55 secondi.
·         Hai raggiunto tanti traguardi, dedicandoti 360° all’atletica. Cosa avresti ancora desiderato da questa già brillante carriera?
In parte ti ho già risposto. Avrei tanto desiderato correre la mia gara a Londra, questo era l’obbiettivo della vita.
·         Hai superato momenti difficili, tra cui numerosi infortuni, da cui sei sempre ripartita a testa bassa per tornare ad altissimi livelli. Quale è stato il periodo più duro da superare? Chi ti è stato di aiuto per trovare nuovi stimoli e motivazioni per ripartire ogni volta?
A costo di essere ripetitiva il periodo più difficile è stato lo scorso inverno. Io e la mia allenatrice eravamo quasi riuscite a  risolvere un difficile problema ai piedi (sesamoidite cronica), che mi tormentava da anni, grazie all’aiuto di ottimi medici. A gennaio ho avuto una microfrattura da stress, proprio nell’anno Olimpico. Ho lavorato in piscina per più di 2 mesi senza poter correre e poi sono riuscita a fare tutti i miei personali all’aperto (100-200-400 hs e 400 piani). Sicuramente è stata fondamentale la mia allenatrice Carla Barbarino, che mi ha sempre sostenuta e seguita sotto tutti gli aspetti; poi  lo staff medico che si è generosamente dedicato a me! Posso fare alcuni nomi? Non li ho mai ringraziati in pubblico e forse questa è l’ultima possibilità che ho di farlo: il chiropratico Trabattoni, il dott. Pelosi di Parma , i dott. Faletti e Bertelli di Torino, il podologo Mazetti di Brescia ed i massaggiatori Gotti di Bergamo e Girandola di Ziano Piacentino.
·         Cosa prevede il tuo futuro oltre all’atletica?
L’insegnamento: sono laureata in scienze motorie e amo lavorare con i bambini.
·         Vuoi toglierti qualche sassolino dalla scarpa, prima di concludere questa bella chiacchierata?
No, ogni vittoria e delusione adesso sono nel mio cuore. Credo di aver dato tanto della mia vita all’atletica e di aver ricevuto altrettanto. Le emozioni che ho provato sono uniche e resteranno indelebili nei miei ricordi.
Valeria Venzano

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