FELIX SANCHEZ, L’INVINCIBILE AL MEETING DI PADOVA

Da qui passò la sua rinascita dopo un 2005 in cui sembrava sul punto di lasciare l’atletica. E qui torna ora, dopo aver vinto il secondo titolo olimpico della sua carriera appena dodici mesi fa. Il dominicano Felix Sanchez sarà tra le stelle del Meeting Città di Padova in cartellone domenica (dalle ore 19, a ingresso gratuito) allo Stadio Euganeo. In attesa di scoprire i nomi che faranno parte del cast (saranno svelati nella conferenza stampa in programma domani, giovedì 29 agosto, a Palazzo Moroni alle 12.30), ecco un altro «antipasto» a dir poco gustoso.

Con Sanchez parliamo del campione olimpico di Atene 2004 e Londra 2012 dei 400 a ostacoli (gara che, come tutte le corse maschili, sarà promossa da Banca Unicredit), ma anche del vincitore di due titoli mondiali. L’uomo che, per i suoi successi, si è guadagnato i soprannomi di Invincibile e Dittatore, conquistando ad Atene la prima medaglia d’oro olimpica per il suo paese. Quell’affermazione segnò una data storica per la Repubblica Dominicana ed ebbe enorme risalto in patria. Si trattava infatti della prima medaglia d’oro a cinque cerchi per lo stato caraibico: Sanchez fu così decorato con il grado di Gran Caballero dal Presidente della Repubblica, la Camera dei deputati lo definì héroe deportivo nacional nel testo della legge che dava il suo nome allo Stadio Olimpico di Santo Domingo e il Senato lo dichiarò Hijo meritísimo de la República Dominicana y gloria del atletismo («figlio meritevolissimo della Repubblica Dominicana e gloria dell’atletica leggera»). 

Con Padova, dove ha gareggiato due volte, nel 2006 e nel 2007, ha un rapporto particolare, come ha raccontato lui stesso. La sua vittoria nella sfida con l’allora campione iridato Bershawn Jackson, nell’edizione 2006, segnò infatti il suo pieno recupero dopo che un callo osseo al piede destro e altri problemi fisici fecero temere per la sua attività agonistica. Riprendeva una strada che lo avrebbe portato di nuovo sul tetto del mondo a Londra, davanti allo statunitense Michael Tinsley e al portoricano Javier Culson, con dedica alla nonna venuta a mancare alla vigilia dei Giochi di Pechino, commozione del pubblico e una standing ovation durante la premiazione. Una standing ovation che, probabilmente, si ripeterà anche a Padova domenica sera.

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