MONDIALI, GIOMI-MAGNANI: “C’E’ DA LAVORARE”

A poche ore dall’inizio dell’ultima sessione di gare dei XIV Campionati del Mondodi Mosca(con le batterie delle 4×100 e Fabrizio Schembri in finale nel triplo), a Casa Italia Atletica si traccia un bilancio sui risultati della squadra azzurra alla rassegna iridata. “C’è molto da lavorare – esordisce il presidente FIDAL, Alfio Giomi – ancor più di quanto pensassi all’inizio. E’ vero, venivamo da un ciclo lunghissimo di due mesi di manifestazioni in giro per l’Europa, ma più cresce il livello dell’evento e più ci si rende conto che l’atletica italiana non sia adeguata”. “Non perchè ci si dovesse aspettare qualcosa di più – aggiunge il DT Massimo Magnani – ma alcune cose non sono andate come dovevano. Non è stato, come si pensava alla vigilia, il Mondiale degli assenti, ma una rassegna di grande qualità con generazioni emergenti di altri Paesi con i quali dovremo tutti fare presto i conti”.
(Fonte Fidal)



FOTOGRAFIA –“In positivo – prosegue il presidente Giomi – Mosca ci ha permesso di fare una fotografia nitida dell’atletica italiana. Finora ci siamo trovati a gestire l’esistente, ma il risultato di questi Mondiali non può essere soddisfacente. Il triplista Daniele Greco era senz’altro la punta della nostra squadra ed è stato messo fuori gioco da un infortunio. Tuttavia non credo che anche se avesse vinto con 18 metri, ora sarei qui ad esprimere una valutazione complessiva molto diversa. Il suo incidente non è stata semplice sfortuna. Dobbiamo indagare meglio e capire la ragione profonda di questi suoi continui problemi fisici. E’ fondamentale ricreare nei nostri atleti una mentalità internazionale. Ce l’hanno i più esperti, ma ai giovani purtroppo ancora manca. Ci resta una grande amarezza per la squalifica della 4×400 femminile. Le ragazze si erano impegnate al massimo ed avevano ottenuto uno storico sesto posto che ora è stato cancellato. Al riguardo stiamo per presentare un’articolata memoria alla IAAF”. “Dalla nostra squadra – dichiara Magnani – finora sono arrivati 2 primati personali e 13 stagionali. Il risultato della maratoneta Valeria Straneo va ben oltre il colore della sua medaglia d’argento. Sottolineo la prestazione di Galvan che in questa occasione ha saputo migliorarsi nella gara individuale e lottare in staffetta. Libania Grenot è un’atleta recuperata e ritrovata, ma che può fare ancora di più di quello che si è visto qui a Mosca. In altri casi è, invece, emerso chiaramente come la prestazione non sia legata solo ai tempi e ai riscontri dell’allenamento. Tra una buona condizione e la capacità di esprimerla in gara c’è una notevole differenza. E’ necessario costruire un percorso per il futuro a partire da un modello organizzativo da aggiustare. Serve cambiare la mentalità dei nostri atleti, ma anche quella dei nostri tecnici. Senza confronto non si va da nessuna parte. Gli infortuni rientrano nel gioco quando si fa attività ad alto livello, pensate o alla Felix che si è fatta male proprio qui o a Rudisha che nemmeno è riuscito a partecipare. Il nostro sistema, però, deve sviluppare una maggiore capacità di prevenire certe problematiche. Questo aspetto sarà oggetto di forte riflessione perchè non possiamo perdere atleti e dobbiamo saper dare la nostra massima assistenza anche in questo senso”. “Quello del settore sanitario – sottolinea Giomi – è un problema serio, l’aver perso una risorsa come il dottor Giuseppe Fischetto ci ha messo in grossa difficoltà. E’ vero c’è un’indagine della Magistratura in corso, ma io sono convinto che sia pulito al 101%. Va, inoltre, apprezzato il senso di responsabilità di alcuni atleti come Tamberi e la Bruni che sapendo di non essere in adeguate condizioni fisiche, hanno scelto di non partecipare. Questo è un segno di maturità”.

FUTURO PROSSIMO – “Insisto sull’aspetto dell’esperienza internazionale – dichiara il presidente FIDAL – Abbiamo iniziato a mandare degli junior in Brasile per capire come affrontare un contesto così diverso da quello della loro quotidianità. Con l’Ucraina, invece, si sta avviando un rapporto di scambio per mettere a disposizione strutture e competenze tecniche perchè dobbiamo renderci conto che ci sono anche allenatori da allenare. Non era Mosca l’occasione in cui avremmo misurato le medaglie, ma questo momento arriverà l’anno prossimo agli Europei di Zurigo. 12 mesi sono un tempo utile per lavorare e dimostrare di potere essere tra le prime cinque nazioni del Vecchio Continente. Per quell’occasione contiamo di avere una squadra numerosa, ma anche il più competitiva possibile. Con tanti giovani e atleti che quel giorno siano in grado di fare almeno la loro migliore gara della stagione. Chi ha, inoltre, la possibilità di fare atletica da professionista deve rendersi conto che è una cosa seria. Troppi atleti, invece, si accontentano di vincere il titolo italiano, quando dovrebbe essere solo un punto di partenza per puntare ad obiettivi internazionali. A proposito di obiettivi internazionali stiamo progettando di candidare Roma agli Europei del 2020 e di organizzare in Italia un circuito di meeting con un altro evento al livello del Golden Gala, magari a Milano per ricostruire un evento tipo la Notturna, facendo leva anche sulle opportunità offerte dall’Expo”.

MEZZOFONDO E MARATONA –“Ritengo che il mezzofondo – dice il presidente Giomi – appartenga a chi lo sa correre, ma dispiace al momento non essere in grado di schierare un atleta nei 1500 o nei 5000. Sinceramente sono rimasto imbarazzato dalle prestazioni degli atleti nei 3000 siepi. Guardo però con fiducia a giovani di talento come i gemelli junior Dini e alla promessa Giuseppe Gerratana, tutti sul podio delle rispettive rassegne continentali di categoria. Su ragazzi come loro dobbiamo investire e lavorare”. “Per la maratona – aggiunge il Direttore Tecnico – al femminile possiamo già contare su una buona squadra, mentre al maschile stiamo lavorando per affiancare all’esperienza di Pertile, nuovi interpreti come Lalli o Meucci che possono rappresentare il futuro della disciplina già da Zurigo 2014. Abbiamo progetti mirati anche per i lanci e le prove multiple, per riprenderci uno spazio in specialità che appartengono alle storia della nostra atletica”.


HOWE TORNA IN AZZURRO –In chiusura dell’incontro con la stampa il DT Magnani ha annunciato che Andrew Howe tornerà a vestire la maglia della Nazionale il prossimo 31 agosto al Decanation di Valence (Francia). Il 28enne dell’Aeronautica sarà schierato nel salto in lungo, specialità nella quale ha stabilto il record italiano assoluto (8,47) in occasione dell’argento conquistato ai Mondiali di Osaka 2007. Howe non vestiva l’azzurro dalla finale degli Europei di Barcellona 2010 quando si piazzò quinto.

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