MARCIA AI MONDIALI DI MOSCA: RIGAUDO QUINTA

Rigaudo  quinta a Mosca
(Fonte Fidal/Colombo)
Elisa Rigaudo ha disputato una gara molto coraggiosa di testa insieme ma non è bastato per salire sulpodio. La marciatrice cuneese ha tagliato il traguardo all’interno del Luzhnicki in quinta posizione in 1h28’41” dopo aver lottato per buona parte della gara per il podio.
di Diego Sampaolo

La medaglia d’oro è andata alla campionessa olimpica russa Elena Lashmanova che si è confermata la leader della specialità in questo momento vincendo davanti al pubblico di casa in 1h27’08” per tre secondi sulla connazionale Anisya Kirdyapkina e alla cinese Liu Hong (1h28’10) terza dopo la squalifica della russa Vera Sokolova per marcia irregolare. Ottime prove anche per Eleonora Giorgi, decima in 1h30’01 che conferma il quattordicesimo posto delle Olimpiadi di Londra dell’anno scorso e della fresca medaglia di bronzo degli Europei Under 23 Antonella Palmisano che ha migliorato il suo record personale con 1h30’50” che le ha permesso di concludere in tredicesima posizione.
Lashmanova, vincitrice in primavera della gara del Primo Maggio di Sesto San Giovanni, è diventata la più giovane campionessa del mondo della specialità nella storia dei mondiali da quando si disputa la 20 km.  
Rigaudo ha preso il comando nella fase iniziale nei primi 2 km passando in 9’36”. Poco dopo l’azzurra è stata raggiunta in testa dalla campionessa europea juniores di Rieti 2013 Anezhka Drahotova. Il duo di testa ha scavato un vantaggio di 20 metri sul gruppo delle inseguitrici che comprendeva 20 atlete al 5 km.
Dopo il 5 km Rigaudo e Drahotova (un’atleta che si distingue anche nei 3000 siepi che ha disputato a Rieti dopo aver vinto il titolo europeo nella marcia) hanno preso un vantaggio di 10 secondi. All’8 km Drahotova è andata al comando con un vantaggio di 10 metri sull’azzurra prima di passare in 36’35” mentre dietro la coppia russa formata da Lashmanova e Kirdyapkina hanno iniziato a farsi sotto pericolosamente prima di ricongiungersi al duo di testa all’11 km.
Al 15 km le due russe sono passate in testa in 1’06’52” con un vantaggio di sei secondi su Rigaudo e Drahotova che è cresciuto fino a 14 secondi al 16 km. La gara si è decisa intorno al 18 km quando Lashmanova ha lanciato il suo attacco decisivo prendendo un vantaggio di 4 secondi sulla Kirdyapkina.
Lashmanova ha tagliato il traguardo tra il tripudio della gente mentre alle sue spalle regnava la confusione più totale La campionessa olimpica si è fermata credendo di essere arrivata ma i giudici le hanno detto che mancava ancora un giro alla fine. Kirdyapkina si è lanciata così all’inseguimento e ha iniziato a ridurre lo svantaggio portandolo a 15 metri. Liu Hong si è messa al collo il bronzo dopo la squalifica giusta della Sokolova.
Elisa Rigaudo è stata premiata per la sua gara coraggiosa con un bel quinto posto in 1h28’41” davanti alla spagnola Beatriz Pasqual (1h29’00”) e alla diciottenne Drahotova che ha polverizzato il suo personale con 1h29’05”.
“Era l’unica tattica che potevo adottare. Non ho rimpianti. Non c’era modo di fare diversamente. Ero contenta di stare in testa perché non ho subito la gara. Non faceva
Qualificazioni dell’alto e del triplo:
La mattinata si é conclusa amaramente per i due saltatori azzurri Silvano Chesani e Simona La Mantia che vengono estromessi dalla finale per poco anche se con rammarico. Chesani ha bisogno di due tentativi per superare  2.17 e 2.26. Peccato perché se avesse saltato tutto alla prima prova sarebbe satto sufficiente per passare in finale. Qualificazione senza alcun brivido per l’ucraino Bogdan Bondarenko a cui bastano un tentativo a 2.22 e uno a 2.29 per passare il turno. Qualificazione amara per Simona La Mantia alla quale non basta un miglior salto da 13.80 per passare il turno. Sarebbero bastati 8 centimetri in più. Passano senza patemi Olga Saladuha con 14.69 e Caterine Ibarguen con 14.52.

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