BOLT, UN FULMINE NEL DILUVIO DI MOSCA

La vittoria di Usain Bolt nella finale dei 100 metri ha concluso una splendida seconda giornata dei Mondiali di Mosca allo Stadio Luzhniki. Sotto la pioggia battente di Mosca il fulmine di Trelawny ha bruciato la pista blu del Luzhniki in un eccellente 9”77  che gli ha regalato oltre alla migliore prestazione mondiale dell’anno il secondo oro mondiale quattro anni dopo il trionfo con record del mondo di Berlino 2009. Justin Gatlin è tornato sul podio iridato a otto anni di distanza dal doppio oro di Helsinki 2005 correndo in 9”85 nella rivincita dell’ultimo Golden Gala dove lo statunitense si impose sul giamaicano per un centesimo di secondo in 9”94. Il 9”77 con il quale Bolt ha trionfato é di grande significato in considerazione della pioggia caduta a fine giornata dopo una giornata molto calda.
di Diego Sampaolo

Il giamaicano Nesta Carter si è aggiudicato il bronzo iridato in 9”95 precedendo i connazionali Kemar Bailey Cole e Nickel Ashmeade, quarto e quinto con lo stesso tempo di 9”98. Mike Rodgers é sesto con 10”04 due centesimi meglio rispetto al francese Christophe Lemaitre, migliore europeo con 10”06 davanti al britannico James Dasaolu (10”21).
“Oggi volevo divertirmi.Nin è una rivincita dopo quello che successe a Daegu due anni fa. Sono venuto qui per rivincere il titolo. Ogni volta la gente mi ricorda la squalifica di Daegu !”,ha detto sorridendo Bolt. “Volevo correre più velocemente ma non era possibile a causa della pioggia. Il titolo perfetto non è stato “Cantando sotto la pioggia” ma “Correndo sotto la pioggia”. La gara non è stata perfetta. Anche la partenza non è stata delle migliori. Inoltre mi sentivo un po’ stanco”, ha detto Bolt.
Gatlin si é imposto precedentemente nella prima semifinale in 9”94 per tre centesimi di secondo su Nesta Carter mentre il francese Jimmy Vicaut che tanto aveva impressionato nella batteria di Sabato, è rimasto escluso dalla finale pur correndo in un ottimo 10”01. Nickel Ashmeade si è aggiudicato la seconda semifinale in 9”90 precedendo di tre centesimi il connazionale Kemar Bailey Cole. Il britannico James Dasoolu si è qualificato con il terzo posto in 9”97, mentre Christophe Lemaitre ha preceduto con lo stesso tempo il duello con il primatista cinese Zhang Peimeng e si è garantito l’ultimo posto disponibile per la finale. Usain Bolt ha vinto la terza semifinale di un centesimo su Mike Rodgers in 9”92.
10000 metri femminili: QUINTO SUCCESSO DI DIBABA: Era dal 2007 che Tirunesh Dibaba non vinceva un titolo mondiale in pista ma sulla pista del Luzhniki ha scritto una nuova pagina della sua straordinaria carriera. Dibaba ha aggiunto la quinta corona iridata dieci anni dopo  il primo trionfo sui 5000 a Parigi St. Denis ad appena 18 anni. Tirunesh ha piazzato il suo allungo decisivo a 500 metri dalla fine ed è andata a vincere in 30’43”35 (con un ultimo giro in 59’96”) davanti alla keniana Gladys Cherono, argento in 30’45”17 e all’etiope Belaynesh Olijira che con 30’46”94 ha preceduto di soli 4 centesimi di secondo la keniana Emily Chebet, due volte campionessa mondiale di cross. .

La Dibaba ha mantenuto l’imbattibilità sui 10000 metri dove ha collezionato 26 successi su altrettante gare compresi due successi olimpici a Pechino 2008 e a Londra 2012. 

Finale del salto in lungo femminile: Brittney Reese si é confermata campionessa del mondo del lungo per la terza volta consecutiva dopo aver rischiato molto nella qualificazione dove non era andata oltre un salto da 6.57. L’ex giocatrice di basket statunitense ha ottenuto il salto della vittoria di 7.01 al secondo tentativo ma ha dovuto faticare molto per respingere l’assalto della nigeriana Blessing Okagbare che dopo un primo salto da 6.89 m é andata vicina all’impresa quando ha raggiunto 6.99 al quinto tentativo. La Reese ha risposto con 6.95. Nell’ultima prova a sua disposizione la nigeriana ha sfiorato ancora i 7 metri con 6.96 ma non è bastato per superare la statunitense. A sorpresa la serba Ivana Spanovic, grande promessa giovanile, ha conquistato la medaglia di bronzo con 6.82 battendo la bielorussa Volha Sudarava con la stessa misura ma con un secondo miglior salto di 6.70. Per la Serbia si tratta della prima medaglia della storia in questa manifestazione.
Nella storia dei Mondiali nessuna donna prima aveva vinto tre titoli iridati. Reese ha fatto meglio di leggende della specialità come Jackie Joyner Kersee e Fiona May che vinsero ciascuna due volte. La statunitense é diventata la sesta donna della storia capace di vincere tre titoli mondiali all’aperto.

Dopo la gara Reese ha indossato una maglietta con la scritta “Unleash the Best” (Tira fuori la bestia che é in te). Nel mondo dell’atletica Reese é conosciuta come “the Long Jump Beast”.

La sua ricca collezione di titoli comprende anche l’oro olimpico di Londra e due titoli mondiali indoor a Doha 2010 e Istanbul 2012.

Il mondo dell’atletica deve ringraziare la signora Carla, mamma di Brittney, che consigliò la figlia di lasciare il basket per provare con l’atletica. Lo sport della palla a spicchi é stato il primo amore di Brittney che da ragazzina inseguiva il sogno di diventare una professionista della WNBA, la lega professionistica americana femminile.

“Ora sono nella storia. Ho fatto qualcosa che non é riuscito a nessuna saltatrice prima. Sono orgogliosa di aver superato delle leggende come Jackie, Heike e Fiona. Pensavo che i 7 metri sarebbero bastati per la medaglia ma non per l’oro. Pensavo che in qualunque momento Blessing sarebbe riuscita a saltare oltre i7 metri.”, ha detto Brittney Reese.

Dal punto di vista statistico la finale di Mosca é stata la migliore nella storia dei mondiali con otto atlete oltre i 6.73.

Lancio del disco femminile: La giovane discobola croata Sandra Perkovic ha vinto il suo primo titolo iridato assoluto dopo l’oro olimpico di Londra e i due successi agli Europei 2010 a Barcellona 2010 e a Helsinki 2012. La misura vincente di 67.99 è arrivata al secondo tentativo ma anche con il secondo e il terzo miglior salto sarebbero stati sufficienti per vincere davanti alla sorprendente francese Melina Robert Michon che ha stabilito il nuovo record nazionale con 66.20. La cubana Yarelis Barrios si è aggiudicata la medaglia di bronzo con la misura di 64.96 dopo gli argento di Osaka 2007 e Berlino 2009 e il terzo posto di Daegu 2011.

Decathlon maschile: Il campione olimpico e primatista mondiale del decathlon Ashton Eaton ha aggiunto l’oro mondiale al titolo olimpico vinto lo scorso anno a Londra. Dopo una prima giornata conclusa con qualche alto e basso come il non straordinario 1.93 nell’alto compensato da un eccellente 46”02 nei 400, Eaton ha dominato la seconda giornata con i seguenti parziali: 13”72 nei 110 ostacoli, 45.00 nel disco, 5.20 nell’asta, 64.83 nel giavellotto, 4’29”80 nei 1500. Il tedesco Michael Schrader è tornato alla grande vincendo l’argento dopo anni di malanni fisici totalizzando 8670 punti  che ha migliorato il suo precedente personale di 8522 punti stabilito in occasione della vittoria a Gotzis nel 2009. Schrader ha migliorato quattro personali incluso il 4’25″68 nei 1500 metri dove si é migliorato di sei secondi. Il candaese Damian Warner, vincitore quest’anno all’Hypo Meeting di Gotzis nel tempio delle prove multiple, ha conquistato la medaglia di bronzo con 8512 punti. Eccellente la prestazione del francese Kevin Mayer con 8446 punti, uno in meno rispetto al suo personale.Quinto posto per l’olandese Eelco Sinticolaas con 8391 punti

Eaton ora detiene i titoli mondiali sia indoor che outdoor e i due record del mondo sia al coeprto che all’aperto. 

Marcia 20 km maschile: La Russia ha vinto il primo oro di questi Campionati grazie al sorprendente ventenne Aleksander Ivanov in 1h20’58” davanti al campione olimpico cinese Ding Chen (1h21’09”) e al giovane spagnolo Miguel Angel Lopez (1h21’21”). Il primo degli azzurri è stato Matteo Giupponi, quattordicesimo in 1h23’27” seguito da Giorgio Rubino, ventottesimo in 1h25’42” (prestazione condizionata da un problema all’anca subito dopo la Coppa Europa) e Federico Tondodonati , 43° in 1h29’26”
Semifinali 800 metri maschili: Giordano Benedetti ha corso bene i primi 500 metri della sua semifinale degli 800 ma si è spento negli ultimi 300 metri chiudendo settimo in 1’48”31. La semifinale del finanziere trentino è stata vinta da Mohamed Aman in 1’44”71 per quattro centesimi sul talento francese Pierre Ambroise Bosse. Molto meglio hanno fatto nella seconda semifinale il quarto classificato delle Olimpiadi Duane Solomon con un eccellente 1’43”87 e il saudita Ladan Mohammad con 1’44”10.
Semifinali 400 femminili: Libania Grenot é andata vicina all’impresa di entrare in finale sui 400 metri e con un pizzico di fortuna in più avrebbe potuto farcela. Peccato per quei 13 centesimi di troppo che le sono costati l’ingresso in finale ma rimane la soddisfazione di aver corso in un ottimo 50”47, che sfiora di diciassette centesimi di secondo il record italiano stabilito nel 2009 ai Giochi del Mediterraneo di Pescara. La quattrocentista di origini cubane é stata superata dalla giamaicana Novlene Wiliams che ha preceduto l’azzurra di 13 centesimi di secondo. Purtroppo non è bastato per accedere alla finale perché con la sua prestazione si é classificata al nono posto complessivo. La stessa sorte le era capitata alle Olimpiadi di Pechino e Londra dove era stata la prima delle escluse dalla finale. Christine Ohuruogu è scesa sotto i 50 secondi con 49”75 trascinando sotto il magico muro anche la statunitense Natasha Hastings (49”94) Brava anche Chiara Bazzoni che ha sfiorato di cinque centesimi di secondo il suo record personale con 52”11 nella semifinale vinta da Amantle Montsho in 49”

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