SARA DOSSENA: DALL’ATLETICA AL TRIATHLON

Sara Dossena è nata a Clusone il 21-11-1984 e comincia a fare atletica in terza superiore di sua spontanea iniziativa. Il suo primo allenatore, Giacomo Giudici, l’ha avviata ai cross, alle corse su strada e alla corsa in montagna, mentre l’attività su pista è arrivata in un secondo momento. Sara ha mostrato fin da subito ottime qualità da mezzofondista, migliorando giorno dopo giorno, fino ad ottenere diverse convocazioni in maglia azzurra. Nel 2006 arriva 12° ai Campionati Europei di cross a S. Giorgio Legnano (medaglia di bronzo a squadre) e nel 2007 si piazza 13° in Coppa Europa sui 10000 m in pista a Ferrara (argento a squadre). Purtroppo la fortuna non l’ha accompagnata nella sua ascesa sportiva e una serie di infortuni hanno bruscamente frenato la sua carriera. 

di Valeria Venzano


Sara, nonostante tutto, non si è persa d’animo e ha reagito alle difficoltà, trasformandosi in un’ottima triatleta. La sua storia dimostra che se si ha una passione vera, anche l’ostacolo più grande può diventare una sfida con noi stessi e, lottando giorno dopo giorno, si può vincere quella battaglia apparentemente impossibile.

Sara ha risposto alle nostre curiosità sulla sua carriera sportiva, fatta di successi, di difficoltà e, in ultimo, di una splendida rinascita.

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Cross, strada, pista: cosa preferisci?

Amo i cross ma le soddisfazioni che ho avuto in pista sono impagabili.
·         Quali sono stati i tuoi primi importanti risultati, che ti hanno fatto capire di avere delle buone qualità nella corsa?
Ho ottenuti da subito buoni risultati nei cross e in pista, ma purtroppo i miglioramenti sono stati accompagnati da un’infinità di infortuni e problemi fisici. Ho fatto la mia ultima gara importante (Coppa Europa 2007 sui 10000 m) con microfrattura e fascite plantare. Da li, una serie di operazioni che non mi hanno permesso di caricare con i km. Il mio migliore risultato è il tempo sulla mezza maratona fatto da promessa (1h12:52), quasi al mio esordio.
·         Quali eventi hanno parzialmente frenato la tua crescita agonistica? 
A causa del mio piede piatto e del mio appoggio, ho sempre avuto problemi di fascite plantare e infiammazioni varie ai piedi. Non sono mai riuscita  ad esprimermi al meglio a causa dei numerosi infortuni, che hanno spesso frenato la mia preparazione, obbligandomi anche a lunghi stop.
·         Quale è stato il primo importante ostacolo e quali altri hai dovuto superare per tornare a correre?
Nel 2005 sono cominciati i primi veri problemi, ma il peggio è arrivato una settimana prima della Coppa Europa, con una microfrattura al piede, che non mi ha permesso di correre ai miei ritmi. Nonostante tutto ho stretto i denti e ho terminato la gara al 13° posto, con il tempo di 34:37.06 e la soddisfazione di aver contribuito per un ottimo 2° posto a livello di squadra. Lo stop dalla corsa è stato inevitabile, ma non mi sono persa d’animo e ho continuato ad allenarmi per mesi, facendo corsa in acqua tutti i giorni.
·         Hai mai pensato di appendere le scarpe al chiodo?
No mai! Anche se di momenti duri ne ho passati tanti.
·         Come sei riuscita a reagire e a trovare nuovi stimoli e motivazioni?
Amo quello che faccio e amo la corsa (ora anche il triathlon). So che posso dare di più di quello che ho dimostrato fin ora e non posso e non voglio accontentarmi!
·         Chi ha continuato a credere in te, aiutandoti a non abbandonare l’attività?
Sicuramente il mio allenatore Alberto Colli, sempre con me nel periodo in cui facevo atletica e ancora adesso presente insieme a Luigi Zanlungo.
·         Il duathlon e poi il triathlon sono venuti in un secondo momento. Sono stati un ripiego, in un momento in cui i troppi infortuni non ti permettevano di correre con impegno tutti i giorni o sono stati anche un modo per trovare nuovi stimoli e motivazioni?
Inizialmente sono stati un modo per trovare nuovi stimoli. Mi sono detta: “I miei piedi non mi fanno correre come vorrei? Ok! Correrò un po’di meno, ma non mollo!”. Così ho iniziato a pedalare e a nuotare. Poco alla volta sono arrivati i primi risultati e ovviamente è cresciuta in me anche la motivazione. È dura allenarsi 2 volte al giorno e lavorare  ma non è assolutamente un sacrificio. Mi diverto e mi soddisfa fare tutto quello che faccio.
·         Su quale delle tre prove del triathlon pensi di essere più competitiva, su quale pensi di avere maggiori margini di miglioramento?
La corsa è la prova in cui mi sento più forte, fatico nel nuoto, anche se sono consapevole che i miglioramenti, pur nuotando tutti i giorni, sono minimi. La bici credo che sia la prova su cui posso migliorare maggiormente, è fondamentale fare tanta esperienza e chilometri. Per quanto riguarda la corsa mi basterebbe non farmi male.
·         Il triathlon è sicuramente una disciplina più impegnativa da gestire in termini di tempo rispetto alla sola corsa. Come riesci ad organizzare le tue giornate e ad inserire gli allenamenti nella tua quotidianità?
Tutte le mattine alle 7 comincio l’allenamento di nuoto e poi in base ai turni di lavoro o faccio il secondo allenamento subito dopo il nuoto o la sera. È impegnativo ma credo sia solo una questione di testa e  di abitudine.
·         Mediamente quanti km fai a settimana di nuoto, bici e corsa?
I km sono più o meno 20/25 di nuoto, 300 in bici e 30/40 di corsa, anche se tutto è in funzione del periodo e delle gare. Di solito alterno bici, ma spesso faccio allenamenti combinati come riscaldamento in bici e lavoro di corsa.
·         Ora che hai provato a cimentarti nel triathlon, pensi di continuare su questa strada o sogni ancora di tornare ad allenarti solo per la corsa?
Il primo amore non si scorda mai dicono… Vorrei con tutto il cuore ritornare da dove mi sono fermata, ma le ho provate davvero tutte e  so che non potrei ritornare e a correre tanti km tutti i giorni per i miei piedi. Ora la mia vita si chiama triathlon e non mi dispiace affatto!
·         Sei rientrata da poco alle competizioni. Che emozioni hai provato nel ritrovarti hai nastri di partenza? Come è stato tagliare il traguardo dopo tante difficoltà?
Emozionante! Ho passato più di due anni tra ospedali e terapie. La gara è ogni volta un regalo. Sono veramente fortunata!
·         Hai già programmato con il tuo allenatore i nuovi impegni agonistici?
Sicuramente punterò a fare bene la stagione di duathlon cercando di riconfermare il titolo italiano vinto nel 2012; per quanto riguarda il triathlon, cercherò invece di puntare sulle gare lunghe e  di fare ulteriori esperienze per essere più competitiva nei prossimi anni.
·         Cosa consigli ad un giovane atleta, che si arrende alla prima difficoltà o al primo insuccesso?
Se ami quello che fai non ti arrendi,  cadi e ti rialzi.  Quindi nessun consiglio se non quello di ascoltare il cuore e la propria passione.
·         Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Trasmettere ai miei figli la determinazione nel raggiungere gli obiettivi prefissati, sia che si tratti di sport, musica o qualunque altre forma d’arte.


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