INTERVISTA ESCLUSIVA A DANIELE MEUCCI

di Valeria Venzano
Ad appena due settimane dal tuo rientro dal Kenya, hai vinto i campionati italiani di società, battendo in volata il tuo compagno di nazionale Stefano La Rosa. La scorsa settimana, alla mezza maratona di  New York, sei arrivato secondo in 1h01:06, demolendo di quasi 1’30” il tuo precedente personal best. In quest’ultimo periodo, cosa è stato determinante per fare questo salto di qualità?
L’esperienza Keniana, mi ha dato tanta determinazione e voglia di migliorarmi. Non nascondo la fortuna di non avere avuto in quest’ultimo periodo problemi fisici.

E’ stato modificato qualche aspetto nel tuo piano di allenamento?
Nessuno. Insieme a Massimo Magnani e Denise Cavallini abbiamo seguito la strada che insieme abbiamo deciso nel marzo 2011.

Quanto può aver influito sul tuo miglioramento il mese trascorso in altura?
Credo il 100%…

Tornando alla gara di domenica scorsa a New York, ci racconti come l’hai vissuta, dallo sparo fino all’arrivo?
Era molto freddo (-2°C) e presto (7:30 partenza della gara), nei primi 4-5Km le gambe erano congelate, non le sentivo, nonostante avessi preso tutte le precauzioni del caso ma, all’uscita di Central Park ho sentito le mie buone sensazioni ed ho iniziato a correre come avrei voluto fare sin dall’inizio. Al 16-17km, quando il gruppo ha iniziato a sgretolarsi e io sono riuscito a rimane li, ho capito che era la giornata giusta per potermi divertire e… mi sono divertito tanto!

Sei sempre stato nel gruppetto di testa e nonostante una partenza piuttosto prudente, hai saputo far fronte al cambio di ritmo, correndo in progressione fino all’arrivo. E’ stata una gara tattica?
Gara falsata dalle condizioni climatiche.

Hai avuto qualche momento di difficoltà a cui hai dovuto far fronte? Se c’è stato, quando e come hai fatto per superarlo?
In gara ci sono tanti momenti di difficoltà. Quando si corre si fa fatica…

Quando hai capito che potevi lottare per il podio?
Come detto prima al 16°-17° km.

Che emozioni hai provato nel tagliare il traguardo?
Senza parole…

In quale momento il vincitore, il keniano Wilson Kipsang, è riuscito a staccarti?
Al 14° km.

A qualche giorno di distanza dalla mezza, avrai avuto modo di ripensare alla tua performance. Col senno di poi, cambieresti qualche cosa nella gestione della tua gara?
Nessuna cosa, quando corro seguo l’istinto e quindi rifarei tutto quello che ho fatto.

Hai sofferto il freddo gelido, a cui forse non eri più abituato?
Si, tanto!

Che emozioni si provano a correre nelle strade di New York? E’ una gara molto partecipata? C’erano molti tifosi ad incitare il transito di voi atleti?
Ti senti tremare il cuore quando passi nei punti dove ci sono milioni di persone ad incitarti.

Cosa ti ha lascito questa esperienza? Hai avuto ulteriore conferma del tuo valore e di quanto puoi ancora crescere?
Ogni gara ti insegna qualcosa, in questa ho capito che bisogna osare e rischiare nella vita!

Hai già concordato con il tuo tecnico, Massimo Magnani, i prossimi appuntamenti agonistici?
Io penso a correre e allo studio, ho svelato il mio sogno a Massimo e lui insieme a Denise mi stanno guidando nel lungo e difficile cammino per farmelo realizzare.

Come procederà da oggi in avanti la tua preparazione?
Come già detto prima non lo so. Penso a correre e cerco di farlo forte!

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