IL PAGELLONE ALLA STRAMILANO: PUBBLICITA’ REGRESSO, MAGONE E INCAZZATURE DI UNA GRIGIA DOMENICA

Lo spogliatoio ‘abusivo’ alla fermata metropolitana di Lanza

Voto 10 – Ai bambini, alle famiglie, alle madri, ai padri, ai grandi, ai piccoli, agli anziani, ai magri e ai grassi.Insomma a tutti coloro che nonostante il tempo infame alle ore 9.30 in punto, e ancora poi alle 10 per la 5k, si sono presentati al via in piazza Duomo per correre la Stramilano, la madre di tutte le stracittadine mondiali.

VOTO 9 – Allo striscione in prima linea allo start dedicato al grande Pietro Mennea.
Il voto non può essere che a lui, che tanto ha dato all’atletica leggera. Se oggi c’è la Stramilano in parte è anche grazie al barlettano. Negli anni ’70, negli anni’80 quando eri a correre la Stramilano da bambino non potevi non dire mentre scattavi: “E chi sei, Mennea?”
Spogliatoi..Open Air

VOTO 8

Ad Hamed El Mazoury ed Emma Quaglia che con bravura, tenacia ed anche classe hanno agguantato un terzo posto che ha un grande valore. Il lecchese di origini marocchine, portacolori delle Fiamme Gialle ha concluso in 1h03’37” ad un solo secondo dal keniano che l’ha preceduto. Emma ha fermato il cronometro sul 1h12’37” ben 30” in meno del suo precedente primato personale. Un risultato frutto di tanto lavoro in Kenya delle settimane scorse. VELOCI
VOTO 7 – Come sempre in queste giornate eroiche non ci si può esimere dal ringraziare i volontari. Mettersi al servizio di altri per ore ed ore nel freddo e sotto l’acqua merita come minimo un grazie.
VOTO 5 – 6.500 iscritti, un percorso piatto e veloce, eppure nessun aiuto ai runners a raggiungere un obiettivo cronometrico o anche solo a finire la gara per chi è magari all’esordio. Nessun angelo custode. Nessun palloncino all’orizzonte. Podisti della Stramilano arrangiatevi perchè i pacer, previsti in tante gare minori, qui non sono previsti. Anzi forse neanche si è pensato mai di prevederli. ANTICHI
VOTO 4 – Alla Rai e alle squallide immagini andate in onda. Per non parlare del commento di un livello tecnicamente insufficiente. Inquadrature esclusivamente sui keniani di testa, sempre di spalle, sempre da dietro, mai visto la faccia di colui che ha vinto. Mai visto se dietro c’era qualche italiano. Anzi si all’arrivo ci si acorge che arriva una canotta delle Fiamme Gialle. “Complimenti a Giovanni Gualdi”…ehhh??’!?!?!!? Ma quello è El Mazoury…ma si può compiere simili errori quando una gara non è nemmeno in diretta ma registata diverse ore dopo con in mano le classifiche  già fatte? Si può chiudere la trasmissione senza far vedere l’arrivo della terza, e prima italiana, Emma Quaglia? Dico io…la prima italiana. Ci hanno fatto vedere decine di raplay dell’arrivo della vincitrice…e di Emma…nulla. E la Romagnolo tanto attesa al debutto che è arrivata quarta? Heii…la Romagnolo corre in nazionale! Mezz’ora per raccontare la Stramilano è più che sufficiente, ma non così. Così si fanno dei danni al nostro sport, non lo si valorizza, non lo si esalta ma lo si deprime. Non ci si lamenti poi che non ci sianoo sponsor nuovi e i contatti televisivi, anzi ‘lo share’, sia basso. E chi la guarda una cosa simile? Non una intervista, non una parola da parte dei protagonisti. Così mi spiace, meglio non far vedere nulla. PUBBLICITA’ REGRESSO
VOTO 3- 2 – 1 e anche ZERO – Alla poca, pochissima, anzi direi nulla attenzione alle esigenze dei podisti da parte degli organizzatori. Lo si era già capito sabato in piazza Duomo in expo. Centinaia di runners in coda sotto l’acqua per decine di minuti per ritirare il pettorale. Ma non si poteva far fare la fila all’interno del tendone? Davano fastidio all’interno? Che avesse piovuto lo si sapeva da almeno una settimana, c’era tutto il tempo per correre ai ripari. Tante le mancanze in zona arrivo: zero spogliatoi, zero the caldo, zero ristoro finale se non bevande energetiche ancora nelle plastiche abbandonate a fine gara e sotto la pioggia. Niente cibi solidi. Niente di niente. Niente spogliatoi se non due gazebi da 10 metri per cinque (per 6.500 persone???), gente costretta a cambiarsi nel fango e sotto l’acqua dei prati del Parco Sempione oppure nella stazione della metropolitana, un ritiro borse gestito con approssimazione e poi irreparabilmente andato nel caos e distante almeno 15 minuti a piedi dalla linea di arrivo. 15 minuti? Si, considerando la coda per arrivarci. 15 minuti, una eternità quando hai freddo, sei spossato, non ne puoi più di prendere acqua, vento e freddo. E i teli termici? neanche l’ombra, assurdo!!! Niente docce (eppure all’Arena ci sono decine di spogliatoi…perché non aprirli?). Ma questa è la Stramilano? Una gara con 42 anni di esperienza nella città che vuole ospitare l’Expo nel 2015? Un evento che dovrebbe essere un gioiello organizzativo, un passo avanti per innovazioni, servizi, accoglienza rispetto alle altre gare. Invece no, errori su errori, mancanze e snobbismo. Non un cartello ad indicare dove fosse la partenza oppure la fermata della metropolitana. Sostengo da tempo che alla Stramilano si vive di rendita, si veleggia a vista grazie a quanto fatto, e molto bene, negli anni’70e’80. Ma oggi non basta più. Così Milano fa dei danni al movimento podistico e certo che poi si costringe i podisti ad andare all’estero. O in città italiane di provincia dove si è trattati, spesso, come dei veri re. Possibile che la Stramilano non abbia il Label* della federazione Mondiale? E forse non ambisca nemmeno ad averlo? Possibile che in arrivo, in partenza non ci sia musica ad esaltare e dare forza ai partecipanti? Tante, tantissime, troppe, le mancanze di questa Stramilano. Certo la pioggia ha complicato tutto, con il sole tutti si sarebbero cambiati sereni nel prato. Ma così non è stato. Tempo di correre ai ripari c’era, bastava un po’ di attenzione e un po’ di cuore per chi ha scelto Milano per correre. E forse ora non lo farà mai più. MAGONE E INCAZZATURA
*Riconoscimento da parte della Federazione Mondiali di atletica che può essere Gold, Silver o Bronze per qualità organizzativa. Poche gare al mondo ce l’hanno. In Italia per esempio Gold sono Roma maratona e Roma Ostia, oppure ancora Venezia e Torino. E il Giro di Castelbuono in Sicilia.

17 Commenti

  1. Anonymous 25/03/2013
  2. giogio 25/03/2013
    • Anonymous 30/03/2013
  3. valerio caso 25/03/2013
    • Anonymous 30/03/2013
  4. paolo zucca 25/03/2013
  5. Francesco Vigato 25/03/2013
    • Anonymous 30/03/2013
  6. DONNY 25/03/2013
  7. Anonymous 25/03/2013
    • Anonymous 30/03/2013
  8. Anonymous 25/03/2013
  9. sceriffo Bell 25/03/2013
  10. Davide 25/03/2013
  11. Anonymous 26/03/2013
  12. Anonymous 26/03/2013
    • Anonymous 30/03/2013

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