IL GOLDEN GALA 2013 DEDICATO A PIETRO MENNEA

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l prossimo Golden Gala sarà intitolato alla memoria del mitico Pietro Mennea, l’indimenticato sprinter azzurro campione olimpico sui 200 metri a Mosca 1980 morto Giovedì mattina all’età di 60 anni dopo aver combattuto negli ultimi mesi contro un tumore.
Sarà il modo più bello per ricordare il velocista barlettano che vinse la prima edizione del meeting romano nel 1980 fortemente voluto da Primo Nebiolo all’indomani del boicottaggio statunitense ai Giochi Olimpici di Mosca 1980. Mennea vinse in quella magina notte romana in 20”01 davanti al giamaicano Don Quarrie nella rivincita della finale moscovita vinta sempre dal barlettano in 20”19 partendo dall’ottava corsia dopo un recupero prodigioso sullo scozzese Allan Wells. Allo Stadio Lenin Menna si impose in 20”19 per due centesimi di secondo su Wells e per dieci centesimi su Don Quarrie. In quell’Olimpiade moscovita Mennea vinse la medaglia di bronzo nella staffetta 4×400 dimostrando la capacità di sapere reggere lo sforzo su tutte le distanze dello sprint dai 100 ai 400 metri. Nei 400 metri ha ottenuto il titolo europeo indoor dei 400 metri al Palasport di Milano in 46”51 (nell’impianto crollato per la neve e mai più ricostruito).
di Diego Sampaolo

Mennea ha gareggiato tre volte al Golden Gala vincendo sui 200 metri nel 1980 e nel 1983. “E’ stata una scelta immediata per ricordare Mennea per celebrare il valore di un campione simbolo del nostro sport. Mennea è stato protagonista proprio nella prima edizione del Golden Gala nel 1980 dopo l’oro olimpico di Mosca”, ha detto Alfio Giomi, Presidente della Fidal.

Lo sprinter pugliese è stato uno dei grandi protagonisti dell’edizione romana dei Campionati Europei nel 1974 quando vinse la medaglia d’oro nei 200 metri e l’argento nei 100 metri dietro allo storico rivale Valeriy Borzov. Quattro anni dopo Mennea trionfò nei 100 e nei 200 metri agli Europei di Praga dove gareggiò anche nella 4×100 e nella 4×400 in una storica edizione che vide anche il successo di Sara Simeoni.

Mennea emerse giovanissimo vincendo a 17 anni il titolo italiano allievi sui 100 metri. Nel 1970 fu quinto agli Europei Juniores sui 200 metri. Un anno dopo emerse giovanissimo a livello assoluto con il sesto posto agli Europei di Helsinki sui 200 metri. Fu il preludio di quanto successe un anno dopo alle Olimpiadi di Monaco di Baviera 1972 dove vinse la medaglia di bronzo sui 200 metri a soli 21 anni alle spalle di Valeriy Borzov e dello statunitense Larry Black. Quattro anni dopo conobbe la prima grande amarezza della sua lunghissima carriera quando si classificò quarto a Montreal 1976 ma si riscattò poche settimane dopo vincendo al Weltklasse di Zurigo nel mitico Letzigrund.

Dopo il successo di Mosca Mennea gareggiò in tutto il mondo vincendo al Memorial Van Damme di Bruxelles del 1980 sui 200 metri e disputò una lunga tournée asiatica con gare in Giappone e Cina. Nelle otto gare disputate nel 1980 all’indomani dei Giochi di Mosca Mennea raggiunse una media di 20”07 come ha scritto sulla Gazzetta dello Sport il grande Roberto Luigi Quercetani.  

Nel 1981 si ritirò dalle scene ma decise di tornare nel 1983, anno in cui vinse la medaglia di bronzo sui 200 e l’argento con la staffetta 4×100 con Carlo Simionato, Pierfrancesco Pavoni e Stefano Tilli che centrarono con 38”37 un primato italiano rimasto imbattuto fino al 2010 quando agli Europei di Barcellona Roberto Donati, Simone Collio, Emanuele Di Gregorio e Maurizio Checcucci vinsero la medaglia d’argento dietro alla Francia in 38”17 polverizzando un record che sembrava imbattibile.

Mennea ha partecipato a cinque Olimpiadi concludendo la sua ineguagliabile carriera ai Giochi Olimpici di Seul dove si fermò ai quarti di finale ma coronò la sua vita sportiva portando la bandiera azzurra. Il secondo ritorno di Mennea alle gare nel 1987 fu trasmesso dal primo canale della Rai che addirittura interruppe il telegiornale per far vedere le immagini in diretta del ritorno di Mennea che cercava il minimo per le Olimpiadi di Seul. Mennea divenne l’esempio da imitare per tanti ragazzini che, seguendo le sue gare in televisione, si innamorarono della Regina degli Sport. Tanti ragazzi hanno calcato le piste sognando di diventare veloci come Mennea.

Il nome di Mennea è legato soprattutto all’impresa del record del mondo dei 200 metri alle Universiadi di Città del Messico nel 1979 quando cancellò il record del mondo di Tommie Smith correndo in 19”72 che tanti anni dopo è diventato il titolo di uno dei suoi tantissimi libri. Il record realizzato nell’altura di Città del Messico è resistito a mille assalti per diciassette lunghissimi anni fino al 1996 quando Michael Johnson lo polverizzò correndo in 19”66 ai Trials statunitensi di Atlanta prima di miglioralo ancora alle Olimpiadi di Atlanta con 19”32. Per sottolineare la grandezza del primato del barlettano basta dire che con questa prestazione Mennea si sarebbe classificato al terzo posto alle ultime Olimpiadi di Londra dietro a Usain Bolt e a Yohan Blake. A livello del mare Mennea firmò il miglior tempo sul livello del mare correndo in 19”96 nella sua Barletta in quella magica estate del 1980.

Il record di Mennea resta negli annali dell’atletica europea anche se due anni fa il francese Christophe Lemaitre lo ha avvicinato di otto centesimi di secondo correndo in 19”80 in occasione della medaglia di bronzo ai Mondiali di Daegu. Proprio ieri il prestigioso quotidiano francese L’Equipe ha dedicato una pagina intera a Mennea con un bell’articolo di Marc Ventouillac. Nell’articolo parla Lemaitre che ha espresso parole di ammirazione nei confronti di Mennea. “Mi piacerebbe battere il record europeo sui 200. Sarebbe il modo migliore per rendergli omaggio”, ha detto Lemaitre.

L’arrivo di Usain Bolt il prossimo 6 Giugno a Roma in occasione del Golden Gala sarà l’occasione migliore per ricordare il grande Mennea. Bolt e Mennea hanno vissuto epoche diverse dell’atletica ma entrambi sono accomunati dalla stessa capacità di ispirare tanti ragazzi che, seguendo il loro esempio, si sono avvicinati all’atletica.
Due anni fa Bolt e Mennea si incontrarono alla vigilia del Golden Gala 2011 in occasione di un clinic per i bambini a Villa Borghese.

 
“Per me é un evento straordinario incontrare lo sprinter italiano che ha detenuto per così tanto tempo. Spero che anche i miei record dureranno così a lungo”, disse quel giorno Bolt.

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