DAL MOLIN E BORSI DUE MEDAGLIE PIENE DI GIOIA PER L’ITALIA

Paolo Dal Molin
festeggia
la medaglia d’argento
(Fonte Colombo/Fidal)

Paolo Dal Molin ha regalato la prima grandissima gioia per i colori italiani vincendo una straordinaria medaglia d’argento in 7”51, che ha migliorato di sei centesimi di secondo il record italiano di Emanuele Abate stabilito a Magglingen lo scorso anno. 
di Diego Sampaolo

Davvero un’impresa straordinaria per il ragazzo in maglia azzurra che ha mamma bellunese e papà di origini camerunensi ma è cresciuto in provincia di Alessandria. Ha preso il cognome della madre e questo spiega il motivo del cognome italiano. Ora Paolo vive a Sarbrucken in Germania ad un’ora di macchina da Mannheim dove vive la madre. Per soli due centesimi di secondo è stato battuto dal giovane russo Sergey Shubenkov che con 7”49 ha stabilito la migliore prestazione mondiale dell’anno. Pascal Martinot Lagarde, campione del mondo juniores nel 2010 e terzo dei Mondiali Indoor di Istanbul, ha conquistato la medaglia di bronzo in 7”53. La prestazione di Dal Molin si colloca al terzo posto delle liste mondiali dell’anno e al secondo di quelle europee.

Un risultato davvero straordinario e impensabile alla vigilia di questa stagione. Nel 2012 Paolo aveva centrato la semifinale ai Mondiali Indoor di Istanbul e agli Europei all’aperto a Helsinki. Ad inizio stagione si è migliorato prima portando il suo record a 7”68, poi a 7”64 a Karlsruhe prima del primo meno 7”60 della carriera settimana scorsa a Metz.
Dal Molin è partito fortissimo con un tempo di reazione di 0-138 ma è finito sotto al primo ostacolo rischiando di compromettere tutto. Malgrado questo errore ha fermato il cronometro in 7”51, un tempo di assoluto livello mondiale.

“Sul primo ostacolo sono arrivato troppo sotto. Mi sono sentito morire. Quando ho rimesso il piede a terra ho capito che avrei potuto fare la grande impresa. Non ho fatto la gara perfetta ma penso di poter essere contento del tempo e del piazzamento.”

“Dedico questa medaglia alla mia numerosa famiglia, al mio allenatore e al mio club, l’Atletica Club Bolzano. E’ merito del mio allenatore che ha avuto il merito di insistere fino in fondo e di credere nelle mie possibiltà”, ha detto Paolo Dal Molin a caldo. 
Dal Molin continua la tradizione degli ostacoli italiani in questa manifestazione iniziata da Eddy Ottoz che vinse tre edizioni dei Giochi Europei Indoor (come si chiamava la manifestazione continentale prima    che venisse rinominata con ilnome attuale di Campionato Europeo) nel 1966, 1967 e 1968. Nelle 32 edizioni dei Campionati Europei Indoor dal 1970 al 2011 l’Italia ha vinto un argento con Daniele Fontecchio nel 1986 e tre bronzi con Sergio Liani nel 1971, Rita Bottiglieri nel 1977 e Giuseppe Buttari nell’edizione di Milano del 1978). Ora l’Italia ha vinto due medaglie in un giorno. 
Dal Molin aveva dimostrato uno stato di forma sfavillante in batteria dove aveva corso in 7”59. In semifinale Dal Molin ha sfiorato di appena un centesimo di secondo il record italiano dei 60 ostacoli vincendo la sua semifinale in 7”58 per tre centesimi sull’ex campione del mondo juniores Pascal Martinot Lagarde. Nella seconda semifinale Sergey Shubenkov si é imposto in scioltezza in 7”52 superando il tedesco Balnuweit,autore del nuovo primato personale di 7”59 e l’ungherese Baji che con 7”59 ha sfiorato di due centesimi di secondo il suo primato personale.
BORSI UN ARGENTO DA SOGNO
L’incredibile giornata dei nostri ostacolisti si è arricchita di una nuova medaglia sensazionale vinta da Veronica Borsi, venticinquenne di Bracciano, che ha conquistato la medaglia di bronzo con 7”94, nuovo primato italiano frantumato di due centesimi rispetto al 7”96 ottenuto in semifinale. La turca Nevin Yanit ha trionfato in 7”89 andando a conquistare il terzo titolo europeo dopo i due successi all’aperto ottenuti sui 100 ostacoli a Barcellona 2010 e a Helsinki 2012. L’argento è andato a Alina Talay in 7”94, stesso tempo al photo finish della Borsi.
Veronica Borsi è emersa giovanissima nel 2003 quando fu eccellente quinta ai Mondiali allievi di Sherbrooke 2003 e quarta agli Europei Juniores 2005 a Kaunas. Nel 2005 si è infortunata gravemente al tendine d’Achille durante una gara di salto in lungo ai Societari ma ha saputo riprendersi alla grande. Dal 2010 è seguita da Vincenzo De Luca che fu l’allenatore di Carla Tuzzi che deteneva il record italiano dei 60 ostacoli con 7”97 prima dell’impresa di Veronica in terra svedese. Nel 2012 è stata semifinalista ai Mondiali Indoor di Istanbul. In questa stagione ha migliorato il suo record personale dei 60 ostacoli portandolo da 8”16 a 8”06 a Mondeville prima di un nuovo miglioramento a 8”00 agli Assoluti di Ancona, quinto tempo europeo dell’anno.
“Non mi fate piangere. Ho tante lacrime da versare. Devo ringraziare le Fiamme Gialle, il comandante Di Paolo e il mio allenatore Vincenzo De Luca. Non mi sarei mai sognata una serata così con una medaglia e due record italiani.
La splendida giornata é stata completata dal settimo posto in finale di Micol Cattaneo in 8”11, che ha avvicinato di tre centesimi il record stabilito in semifinale. Da sottolineare anche la prova di Marzia Caravelli, sesta in semifinale in 8”12.
Nella prima giornata sono stati assegnati  altri due titoli continentali allo Scandinavium di Goteborg non troppo lontano dall’Ullevi dove si erano svolti i Mondiali del 1995 e gli Europei del 2006.
PRIMO ORO STORICO PER LA SERBIA
Il primo oro della giornata inaugurale è andato al serbo Asmir Kolasinac nel getto del peso con la misura di 20.62. Il ventottenne serbo, che si è qualificato con 20.31 nel prologo delle qualificazioni disputatesi ieri nella Market Square, ha vinto il primo oro serbo nella storia degli Europei Indoor. E’ la seconda medaglia europea per Kolasinac che lo scorso anno vinse la medaglia di bronzo agli Europei Outdoor di Helsinki. E’ stato un dominio di Kolasinac che ha realizzato le quattro migliori misure della giornata e una seconda migliore misura di 20.60. La gara è stata dominata dai paesi dell’ex Jugoslavia. Il secondo posto è andato a Hamza Alic della Bosnia Herzegovina con 20.34 al quarto tentativo. Ladislav Prasil ha conquistato la medaglia di bronzo con la misura di 20.29, mentre il tedesco Ralf Bartels, quarto con 20.16, è sceso dal podio dopo i due titoli consecutivi vinti a Torino 2009 e a Parigi 2011.
SECONDO TITOLO CONSECUTIVO DI NANA DJIMOU
La francese Antoinette Nana Djimou ha bissato l’oro continentale indoor vinto in casa a Parigi nel 2011. La Djimou ha vinto un duello emozionante con la bielorussa Yana Maksimava che si trovava in testa dopo il lancio del peso. Con un salto da 6.32 la francese ha superato in classifica generale la bielorussa che ha realizzato il miglior salto di 5.94. La vittoria negli 800 in 2’14”84 non è bastata alla bielorussa per superare la francese che ha corso gli 800 in 2’20”62. Hanna Melnychenko ha prevalso nella lotta per la medaglia di bronzo con 4608 punti davanti all’olandese Ramona Fransen (4571 punti)
La junior belga di origini senegalesi Nafissatou Thiam, che di recente ha battuto il record mondiale juniores detenuto dalla grande Carolina Kluft con 4558 punti, ha concluso in sesta posizione con 4493 punti (con un eccellente 1.87 nel salto in alto e 6.17 nel salto in lungo) dopo essere stata in lotta per il podio a una gara dalla fine. 

TUMI FACILE 6”59 NELLA BATTERIA DEI 60
I favoriti hanno scaldato i motori nelle batterie dei 60 metri maschili. Prima Jimmy Vicaut vince la seconda delle tre batterie in 6”55 superando il norvegese Jaysuma Saidy Ndure (6”65) e il nostro Simone Collio (6”72). Nella terza batteria il campione e recordman italiano e primatista europeo stagionale Michael Tumi ha stampato un ottimo 6”59 in assoluta scioltezza precedendo di tre centesimi il campione britannico James Desalu.
“E’stata quasi una gara di riscaldamento. Ho fatto il necessario per raggiungere la semifinale”, ha detto Tumi.

BENE LA MANTIA NEL TRIPLO
Brava anche una pimpante Simona La Mantia che ha centrato la qualificazione per la finale del salto triplo con un ottimo 14.24 al primo tentativo, terza misura tra le qualificate. Solo tre atlete hanno superato la misura di qualificazione di 14.10. La campionessa mondiale e europea Olga Saladukha ha realizzato la migliore misura di qualificazione con 14.47 davanti alla russa Irina Gumenyuk (14.24)
TAMBERI IN FINALE NELL’ALTO
Gianmarco Tamberi ha centrato la qualificazione del salto in alto con una gara perfetta fino a 2.23 prima di commettere un errore a 2.28. La qualificazione  è stata sospesa a 2.28 per raggiunto numero di finalisti. Un errore a 2.13 è costato purtroppo caro a Silvano Chesani che supera poi 2.23 ma non basta per accedere alla finale. Peccato per Marco Fassinotti che supera 2.13 e 2.18 al primo tentativo ma i 2.23 realizzati al terzo tentativo non bastano per entrare in finale. Qualificazione per tutti i favoriti Sergey Mudrov, Aleksey Dmitik, Robbie Grabarz e Konstantinos Baniotis.
Purtroppo la primatista italiana Roberta Bruni paga l’emozione della prima grande manifestazione da senior a 18 anni. La diciottenne laziale supera 4.16 e 4.36 al secondo tentativo ma commette tre errori a 4.46 sfiorando di pochissimo l’impresa al terzo tentativo. Rimane comunque la soddisfazione di aver preso parte ad una grande rassegna che sarà importante come bagaglio di esperienza per il futuro. L’obiettivo è ora puntato sugli Europei Juniores che si disputeranno a Rieti sul campo dove si allena tutti i giorni.
Giulia Viola ha centrato l’ingresso nella finale dei 1500 metri grazie al primato personale di 4’13”80 nella scia di Natalia Rodriguez (4’12”25), Laura Muir (4’12”36) e Yelena Soboleva (4’12”61). La Viola, vice campionessa italiana quest’inverno, ha ottenuto l’accesso in finale con l’ultimo tempo delle ripescate. Non male per la ventiduenne mezzofondista alla sua prima grande rassegna in una grande rasegna internazionale. Margherita Magnani, non al meglio della sua condizione,  prova a rimanere nella scia della svedese di origini etiopi Abeba Aregawi, acclamata dal pubblico di casa ma cede nel finale chiudendo in 4’15”85 nella batteria più veloce. Come da previsione la Aregawi ha fatto sua la sua batteria passeggiando in 4’11”38.
Il RESTO DELLA PRIMA GIORNATA
Nelle batterie degli 800 metri Marta Milani è stata squalificata per invasione di corsia dopo aver tagliato il traguardo in 2’05”06, che sarebbe statoil suo record personale. Nulla da fare per Giordano Benedetti che ha concluso all’ultimo posto la sua batteria in 1’53”44. Il polacco Adam Kszczot, campione uscente e grande favorito della vigilia, ha fatto segnare il miglior tempo delle batterie con 1’48”68.

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