MASSIMO MAGNANI: “A GOTEBORG TANTI GIOVANI”

Intervista al Direttore Tecnico della nazionale di atletica. (Fonte Fidal)
Li avesse sognati, probabilmente non sarebbero venuti fuori così belli. I primi 45 giorni da Direttore tecnico sono stati una specie di tornado, per Massimo Magnani. Tra exploit, primati, e vittorie di ragazzi e ragazze e in maglia azzurra.
Magnani, è un bel momento per la nostra atletica.
“Decisamente – ride – e non ci vuole una profonda analisi tecnica per condividere…

Non assegno meriti a nessuno, mi limito a ripetere quel che aveva detto il presidente Giomi prima di questa serie di prestazioni d’alto livello: l’atletica italiana è viva. Aggiungo che forse l’ambiente aveva solo bisogno di essere stimolato nel modo giusto; poi, si sa, le prestazioni positive diventano contagiose… Fortuna? Forse, ma la fortuna bisogna andarsela anche a cercare. In questa fase abbiamo cercato di mettere tutti nelle condizioni di dare il meglio, di lavorare per costruire dei risultati. Nessun segreto: solo serenità, fiducia, e comunicazione costante con atleti, tecnici e società”.

Manca poco meno di un mese agli Europei indoor.
“Vorrei che questi Europei fossero considerati soprattutto come un’opportunità per i giovani. Il mio obiettivo è portarne fino a tre per gara, ove possibile, attingendo soprattutto nel gruppo degli Under 23, per consentire loro di fare una esperienza internazionale ai massimi livelli. Se non cominciamo da questo genere di manifestazioni, da dove allora? Sì, le frecce al nostro arco sono aumentate, ma, ripeto, mi interessa soprattutto il numero di atleti. Non mi limiterò al discorso dei minimi, soprattutto per i giovani”.
Trost, Tumi, Bruni. Un tris di prestazioni da brivido in meno di una settimana. Questi atleti hanno caratteristiche comuni?
“Direi che sono ragazzi con i piedi per terra, come ho avuto modo di constatare durante i colloqui di inizio anno. In tutti loro c’è grande aderenza con la realtà, voglia di vivere l’atletica costruendo i risultati per mezzo del lavoro quotidiano. Sono consapevoli delle proprie potenzialità, hanno la giusta dose di grinta, oltre ad un talento cristallino”.
C’è da temere un rebound negativo, dopo questi risultati?
“Non credo, sono seguiti da tecnici che lavorano seriamente, secondo un piano di lavoro efficace e condiviso. Possono allenarsi serenamente in vista di Goteborg, e confido nella loro capacità di scegliere in modo efficace il percorso agonistico, da ora in avanti, verso l’Europeo. Anche l’onda mediatica, se gestita, non può essere un problema. Anzi”.
Tra i big, Greco si è già fatto vedere oltre i 17 metri, Donato è al lavoro.
“Ho la massima fiducia in entrambi. Parlando di Greco, se quando salta con qualche problemino tecnico, come ha fatto ieri ad Ancona, arriva a a 17,07… si può stare decisamente tranquilli. Donato non deve dimostrare nulla, lo aspettiamo per gli Europei, l’importante è che si presenti lì come sa”.
Oggi Howe è rientrato alle gare: due nulli, e uno stop prudenziale.
“Ero ad Ancona oggi pomeriggio, ho potuto vedere la sua gara. Al di là del fatto che non abbia realizzato misure, nei due tentativi effettuati ho visto un atleta in netta crescita, capace di una buona azione di rincorsa, e credo che questo sia per lui un punto di partenza positivo, considerata l’entità dell’infortunio dal quale sta uscendo. Gli obiettivi veri di Howe, del resto, sono a più lunga scadenza, direi alla stagione estiva. Oggi ha accusato un piccolo fastidio alla muscolatura flessoria, ed è per questo che ha preferito fermarsi. Non dovrebbe essere nulla di particolarmente serio, ma comunque domani mattina sosterrà degli esami diagnostici alla Medicina dello sport, a Roma”.

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