LA MARATONA DELLE TERRE VERDIANE, 15 ANNI DI STORIA di MAURIZIO LORENZINI

Da tempo sostengo che la capacità di un organizzazione di gare podistiche si misura anche attraverso quella di “vivere” un po’ tutto l’anno, ovvero quell’arco di tempo che intercorre tra un’edizione e quella successiva. Troppo spesso vediamo molta pubblicità , infiniti bollettini e siti iper attivi solo quando mancano due-tre mesi alle gare, per poi sparire del tutto ( magari anche quando si tratta di pagare i premi….).

Certo, questo non è facile, salvo per i grandi eventi, quelli che hanno uno staff sempre operativo, ci vogliono risorse spesso poco disponibili, eppure talvolta basta poco, se consideriamo poco passione, entusiasmo e una generosa dote di amore verso il proprio giocattolo.
Sono capitato, lo confesso, non per caso, alla rocca Sanvitale di Fontanellato , in provincia di Parma, una splendida costruzione risalente al 1100.
Molto di noi podisti avranno imparato a conoscerla perché punto di passaggio della maratona delle terre verdiane, oppure punto di arrivo della mezza, una distanza alternativa nell’ambito della stessa manifestazione.
È proprio qui che la maratona delle terre verdiane rivive e fa rivivere i suoi 15 anni di storia, attraverso una mostra che raccoglie le più belle fotografie del suo lungo percorso, album fotografico ma anche articoli e ricordi di ogni genere.
L’onore di ricevere battesimo dal campione olimpico Gelindo Bordin, certamente grazie all’amicizia con Giancarlo Chittolini; la vittoria di Stefano Baldini nel 2005, il tripudio vissuto da Gianni Morandi, nella sua corsa sino a Soragna.
L’esordio di Maria Guida, vincitrice della 2^ edizione. La presenza quasi costante di Alessandro Lambruschini, figlioccio di patron Giancarlo Chittolini, ha vinto sia la Salso-Fidenza che la 14 miglia di Fontanellato, poi diventata mezza maratona, perché nel nuovo modo di intendere il running hanno preso il sopravvento i tempi e le misure.
Ma le foto e gli articoli ci dicono che questa è la gara dei Fusari, Lambertucci , Tamburini, Lamacchi , Besutti, Zavattaro, Dellapiana, Toschi, Vedilei, ma anche Calcaterra ( 4 vittorie ) Armuzzi, la Casiraghi e poi Santachiara, Orsi e tanti altri , mille appassionati campioni della corsa che silenziosamente hanno onorato con la loro presenza questa leggendaria gara.
Quanti aneddoti, quante storie, quante immagini belle ed emozionanti si vivono attraverso questa mostra, con l’atmosfera resa ancora più magica dal sottofondo con le musiche di Giuseppe Verdi.
La mostra prosegue sino a fine mese, se capitate da quelle parti fateci un salto, non vi pentirete, vi emozionerete. A me è successo questo.

Maurizio Lorenzini

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