BOCLASSIC: LA VOLATA E’ DELL’ETIOPE MERGA

La volata finale tra Merga e Muktar Edris
(Foto Daniele Mosna)

Merga vince il duello tra i campioni del mondo. Testa a testa etiope in campo maschile: il campione mondiale di cross batte Edris. Sylvia Kibet pareggia il conto per il Kenia tra le donne. 15.000 spettatori nel centro storico di Bolzano. 


I due etiopi erano i favoriti della vigilia e non hanno tradito le attese: si è decisa con una splendida volata tra Imane Merga e Muktar Edris la 38esima edizione della BOclassic, che anche oggi ha richiamato nel centro storico di Bolzano 15.000 spettatori. 

Dopo una partenza tattica, la svolta al sesto giro con l’accelerazione degli stessi etiopi, ai quali nessuno riusciva a rispondere. Ed infatti saranno loro a giocarsi la vittoria, con il più esperto Merga ad impostare una volata lunghissima per tenere a distanza il campione mondiale Juniores dei 5.000. Strepitoso il terzo posto del 37enne ucraino Sergej Lebid, cinque volte vincitore della gara di San Silvestro bolzanina, protagonista di un grandissimo finale. 

Stefano La Rosa, sesto, il primo degli italiani (carabinieri) davanti a Ahmed El Mazoury (fiamme gialle), dietro di loro grande prova per lo junior della 100 torri pavia Jassine Rachik. Volata anche in campo femminile, dove però s’è imposta una keniana, Sylvia Kibet, che sul traguardo ha preceduto le etiopi Afera Godfay e Worknesh Degefa Debela. L’altoatesina Silvia Weissteiner, che nonostante un buon recupero nel finale non è riuscita a rientrare sul gruppetto delle migliori, si è dovuta accontentare del quarto posto, risultando comunque la migliore delle azzurre.

Kibet: “Io so come si vincono queste gare”

  
Sylvia Kibet (prima): 
“Questo per me è sicuramente il miglior modo per chiudere il 2012 e porre le basi per un altro anno importante. Quella della BOclassic è sempre una vittoria prestigiosa. Oggi c’era qualche grado in più di quando m’imposi nel 2007 e questo forse un po’ mi ha aiutata. Ma la gara è stata comunque molto dura, perché le mie avversarie etiopi sono davvero forti. Io però mi sono limitata ad attenderle: grazie alla mia esperienza, ormai so perfettamente qual è il momento giusto per partire”.

Silvia Weissteiner (quarta): 

“Ovviamente non essere riuscita a confermarmi sul podio un po’ mi dispiace, ma oggi non ce la facevo. Del resto, davanti a me avevo tre atlete davvero forti e, ragionando a mente fredda, mi posso anche accontentare di questo quarto posto. Fare di più, sinceramente, era quasi impossibile. A dire la verità, nel finale ero quasi riuscita a riavvicinare il terzetto di testa, ma proprio quando pensavo di avercela fatta, quasi in piazza Walther, le tre africane hanno accelerato nuovamente. Adesso mi dedicherò ai cross: la settimana prossima il Campaccio e quindi quello di Villa Lagarina”.
Imane Merga (primo): 
“Sono semplicemente molto contento di essere riuscito a salire sul gradino più alto del podio, dopo il terzo posto dell’anno scorso. È bello fare gli auguri di Buon Anno al pubblico bolzanino da vincitore.”
Sergej Lebid (terzo): 
“Sono abbastanza soddisfatto, sicuramente sono andato meglio che agli Europei di cross, per i quali mi ero preparato molto. Invece, a Budapest è stato un disastro. Proprio in virtù del grande lavoro svolto in precedenza, oggi contavo di disporre di una buona condizione, ma erano pur sempre tre settimane che non correvo. Con questo terzo posto ho dimostrato che la forma c’è ancora. I due etiopi erano sinceramente fuori dalla mia portata, stiamo parlando pur sempre del campione del mondo di cross e dell’iridato Juniores dei 5.000… Mi manca la vittoria, il prossimo anno ci proverò nelle maratone”.
Stefano La Rosa (sesto): 
“E’ andata molto bene, sono soddisfatto della mia gara. Mi dispiace solo per l’ultimo giro, oggi mi è mancato proprio il finale. Ero rientrato bene su Lebid, ma la mia azione è venuta meno negli ultimi 400 metri. Comunque guardo avanti con fiducia, anche in considerazione del cambio di allenatore”.
Markus Ploner (14esimo): 
“Purtroppo non posso dirmi soddisfatto né del piazzamento, né del mio tempo. Speravo sinceramente di fare qualcosa di meglio. Nella fase decisiva della corsa non sono riuscito a tenere il passo dei migliori e – cosa ancora più grave – sono stato costretto a correre a lungo da solo e quella è la situazione più difficile”.

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