FIDAL NAZIONALE: ALESSANDRO TALOTTI SI CANDIDA IN ‘QUOTA ATLETI”

Alessandro Talotti scende in campo e si candida al Consiglio Nazionale come quota atleti. Ad annunciarlo lo stesso saltatore friulano che qualche giorno fa attraverso facebook e twitter ha diffuso il proprio pensiero sintetizzato in otto punti, su cui intenderebbe basare la propria azione nel caso di un’elezione:
– Definizione di criteri chiari che garantiscano la massima rappresentanza degli Atleti alle manifestazioni nazionali e internazionali (Europei, Mondiali, Olimpiadi).

-Definizione di un programma chiaro di incentivi per gli Atleti di élite basato su borse di studio e su premi a obiettivi concordati per manifestazioni nazionali (Campionati Italiani) e internazionali. La borsa di studio riguarda una prospettiva di risultato per accompagnare l’atleta al grande evento, il premio è un riconoscimento ad un risultato già acquisito.
-Aumento degli investimenti dedicati alle strutture, alla strumentazione e alla partecipazione ai raduni, ampliando la base di partecipazione degli Atleti e favorendo la creazione di poli di eccellenza sul territorio nazionale.
-Maggior investimento sui programmi di sviluppo dei giovani talenti favorendo l’incontro con Atleti di élite a livello nazionale.
-Sviluppo di una politica di marketing orientata ad un pubblico giovane che coinvolga e valorizzi i nostri Atleti di livello internazionale attraverso i media più importanti (TV, radio, giornali).
-Garantire il monitoraggio costante degli Atleti di interesse nazionale, garantendo supporto tecnico e sanitario anche nei periodi di infortunio.
-Gettare le basi per la nascita e l’attuazione della ASSO ATLETI PRO (Associazione Atleti Professionisti) come soggetto che tuteli l’interesse della categoria.
-Per quanto riguarda il mondo dei Master ritengo che vada valorizzato l’impegno e la passione che questo movimento, in forte crescita, ha dimostrato di avere per il nostro sport. È necessario perciò creare delle sinergie costruttive tra le manifestazioni competitive, i gruppi di allenamento e le agenzie locali, con lo scopo di promuovere insieme il movimento e il territorio, con le sua ampia offerta di strutture e impianti sportivi.
Da dove nasce la scelta di candidarti?
Dalla consapevolezza che le cose non stanno andando bene e dal desiderio di migliorarle, perché è facile criticare ma bisogna darsi da fare per cambiare.
Tra le linee del tuo programma, quali sono le priorità?
Le priorità sono i bisogni degli atleti e una proposta concreta per il rilancio di tutti i tesserati, nel mio pensiero ci sono punti che riguardano tutti dai giovani ai master così come gli atleti d’élite che ancora oggi portano a casa risultati importanti e che bisogna sostenere: non si può puntare sui giovani solo per spostare in avanti gli obiettivi, i campioni li abbiamo, a Londra molti di loro non c’erano e questo per colpa di una gestione sbagliata del talento.
Ti senti chiamato in causa in questa “cattiva gestione”?
Io ero comunque infortunato per queste olimpiadi, ho subito recentemente un intervento al ginocchio, come lo era anche Antonietta Di Martino, sono cose che possono succedere, ma non può essere che mezza nazionale fosse a casa, parlo dei vari Gibilisco, Howe, Cusma, Licciardello, Galvan, Giordano Bruno, e potrei continuare, assenti ognuno per motivi apparentemente diversi ma con lo stesso denominatore comune di trascuratezza e superficialità.
Il primo punto del tuo programma parla di criteri più chiari per la partecipazione alle manifestazioni. Non lo erano già?
Che lo fossero o no, in alcuni casi più che opinabili e con diverse ambiguità, in generale non tutte le proposte che ho portato vogliono per forza cambiare o cancellare quanto c’è stato finora, quello che di buono c’è va salvaguardato: io sono qui per rappresentare il malcontento generale degli atleti, che ha diverse origini e che ho cercato di riportatore nel mio pensiero, ma sempre dal punto di vista degli atleti.
Gli investimenti che hai indicato sono fattibili da realizzare anche in questo momento?
Non sono solo fattibili, ma priorità che dovrebbero essere alla base di ogni federazione. Non pretendo di avere la bacchetta magica, so che sarà difficile, ma ci provo con delle proposte concrete. Gli otto punti in cui ho voluto riassumere il mio pensiero sono un’indicazione generale su cui costruire poi un’azione concreta con il contributo di tutti i miei colleghi. Da atleta in attività sarò sui campi con gli altri, oltre che presente per l’ascolto e il dialogo sui principali social network.

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