GREEN RACE 2012 DI GIOVANNI MERLI

La voglia di correre scatta in automatico se ti presenti in location come il parco delle cave a Milano, la zona è Baggio, periferia ovest, ma sembra di stare in aperta campagna con i suoi 4 laghetti incastonati appunto nel green, come lo spirito di questa gara, che ti anestetizza da rumori e smog della metropoli.

Ci agevola il meteo davvero gradevole, forse l’ultimo colpo di coda mitologico di questa lunga estate che sembra non volersene andare. Mettici poi l’entusiasmo ed il sano agonismo di finti tapascioni ed atleti anche di livello ed il dado è tratto. Organizzazione e precisione li noti già al punto iscrizioni, elenchi già chiusi il mercoledì, quindi code ordinate senza lo stress della punzonatura. L’Amsa non sa solo tenere pulita la città, la valorizza con eventi come questo ancora sottovalutato cross country cittadino, diamo (a Cesare) il giusto merito. Poi il deposito borse, altra preoccupazione superata e quindi via, armati di scarpe, canotta e adrenalina a secchiate e l’agognato sparo dello starter che quasi ci rincula. La cornice è magnifica, completata anche dal pubblico incuriosito ed i camminatori della 2 km. Ora bisogna dare solo sfogo alla voglia di libertà ed assecondare gambe e testa trattenendo la foga della partenza ed i cavalli del tuo “motore”, per non incorrere nel più classico degli errori podistici, la partenza a razzo. Ma il percorso nervoso e la sceneggiatura danno quella verve che non sempre trovi ed azzardare strappi di ritmo per acchiappare il treno che ti precede è stimolante e non ti preoccupa l’acido lattico che inizia a farsi sentire. Neanche il tempo di capire se è giornata si, che finisce il primo giro. Altri 5 km non sono impossibili neanche per chi come me ha da poco ripreso ad allenarsi e non ha ancora ne gambe ne fiato ne tanto meno la testa per distribuire le forze. In tanti la pensano come me ed infatti è un continuo elastico per chi deve fare l’andatura ma non c’è più tempo da perdere, si sente lo speaker che annuncia gli arrivi ed inizia già la volatona per riprendere più avversari possibili. In fondo la corsa è una delle metafore della vita, ti sbatti e lotti per agguantare il meglio e gustarti lo spettacolo nelle prime file e diciamoci la verità, per pavoneggiarci, senza esagerare… ma anche no.  

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