CHICAGOMARATHON: IL DOMINIO ETIOPE

Due anni dopo la battaglia reale persa con il compianto Sammy Wanjiru,l’etiope Tsegaye Kebede riesce a conquistare la vittoria piu prestigiosa della sua carriera come la ChicagoMarathon.

La sua felicità nel dopo gara possono essere le migliori immagini per riassumere la gioia di una simile vittoria dopo tanti piazzamenti importanti,una vittoria voluta e curata in ogni dettaglio in fase di preparazione e dimostrata in gara con una condotta straripante che gli ha permesso di non abbandonare mai la testa della gara.
Gara maschile passata alla mezza in 62’54 a testimonianza di una gara controllata prima di dare spazio ad improvvise accelerazioni.Intorno alla mezza il primo allungo di Kebede per anticipare le lepri in un ristoro,un piccolo gesto che anticipava quanto potesse succedere dopo poco:se per una borraccia un campione accelera cosi imperiosamente,che cosa dovevamo aspettarci quando doveva staccare gli avversari??
Raramente nella seconda metà gara (che verrà percorsa da Kebede in positive-split..ovvero piu veloce della prima parte) abbiamo visto l’etiope abbandonare la testa della gara assistendo al suo incredibile forcing che lentamente gli permetteva di staccare il connazionale Regassa e il keniano Kitwara;rimaneva solamente l’altro etiope Lilesa che nulla poteva a Kebede seppur resistendo coriaceo alla forsennata progressione del piu titolato connazionale.
Tsegaye Kebede si presentava sul traguardo a vincere la gara col nuovo record del percorso di 2h04’38 precendendo il connazionale Lilesa a 2h04’52” e l’altro etiope Regassa in 2h05’27”.Solo quinto l’altro favorito di giornata Wesley Korir,a nostro avviso mai stato in gara e caricato di attese maggiori al suo reale valore.
Merita una particolare menzione lo statunitense Dathan Ritzenhein.Con una condotta di gara decisamente intelligente e accorta,grazie anche ai diktat del suo coach Alberto Salazar,l’americano ha lasciato sfilare tutti gli africani e aiutato dal connazionale Hartmann ha condotto una gara superba fermando i cronometri a 2h07’49” migliorando di oltre due minuti il proprio personale sulla distanza:un altro segno della bontà del lavoro americano sul mezzofondo-fondo.
Tra le donne invece,chi aspettava Lydia Shobukova è rimasto deluso nel vedere la russa lontana dalla stratosferica condizione dello scorso anno quando stabilì il secondo crono di sempre.Vedere la russa in testa alla mezza aveva dato qualche illusione,svanita poco dopo con la progressione della Kabuu a sfiancare e distanziare la sua avversaria piu pericolosa.Una progressione che selezionava incredibilmente il gruppo delle migliori lasciando la Kabuu sola con le connazionali Rotich e Jeptoo prima della lenta rimonta dell’etiop Baysa piu accorta delle keniane nella fase centrale.
Ultimi due chilometri che vedevano leggermente soccombere proprio la Kabuu stessa che perdeva contatto da Jeptoo e Baysa pronte oramai alla volata finale.Una volata alquanto intensa che incredibilmente si concludeva proprio al photofinish con la Baysa a prevalere sulla Jeptoo in 2h22’03” per un secondo sulla keniana e terza la Kabuu in 2h22’41 mentre solo quarta la Shobukova in un tempo a ridosso delle 2h23.
Un briciolo di Italia nel podio femminile non dimenticando infatti che Rita Jeptoo (gruppo Dr.Rosa e coach C.Berardelli) e Lucy Kabuu (gruppo Demadonna e coach G.Nicola) sono totalmente seguite tecnicamente e gestite da italiani che hanno esportato in kenya un modello vincente di marathon-training.
Infine:ChicagoMarathon era visibile in Italia solamente via streaming e seguire la produzione televisiva americana ci ha permesso di vivere intensamente un evento come la maratona seppure senza atleti italiani di vertice…il nostro movimento-maratona prenda spunto per offrire prodotti sempre piu coinvolgenti al grande pubblico.

Alberto Stretti

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