MONDIALE 24 ORE: FUORI I BIG, BRAVA LA TRUPPA

Ivan Cudin

Dopo l’ultima esperienza di Brive del 2010 dove l’Italia ha fatto il pienone di medaglie, siamo partiti per questo Mondiale con l’intenzione quanto meno di avvicinare il medagliere del 2010, i presupposti c’erano tutti ma come si può immaginare, in una gara cosi lunga gli imprevisti sono dietro l’angolo.
Le nostre punte di Diamante, Monica Casiraghi e Ivan Cudin hanno condotto una gara di testa fin dalle prime battute e questo ha caricato tutta la squadra, poi purtroppo dopo poco più di 10 ore, arriva l’inaspettata crisi di Monica che pian pianino è costretta a fermarsi.
di Enrico Vedilei

Altra brutta notizia arriva alla 17° ora quando Ivan che in quel momento viaggiava in 2° posizione, prende una storta ed è messo ko.
A questo punto la squadra cade in una profonda crisi e pian pianino altri si ritireranno per svariati motivi.
Chi rimane si difende bene a tal punto che Monica Barchetti ottiene il proprio personale, valicando per la prima volta il muro dei 200km e precisamente 210,640km che rappresenta la 4° prestazione di sempre in Italia dopo la Casiraghi, la Gross e la Nardin.
Tra gli italiani ottime le prove di Paolo Rovera che chiude con 241,538 (personale 242,863), Andrea Accorsi con 229,690 (231,586), Stefano Montagner con 224,611 (224,590) e Sara Valdo con 184,656 (185,203), tutti vicini o con piccoli miglioranti al proprio personale.
Una bella nota merita Virginia Oliveri che solamente il 19 Settembre del 2011 è diventata mamma, quindi a meno di un anno, veste ancora la maglia azzurra.
Nota di merito comunque per Ivan Cudin…che ha migliorato la sua miglior prestazione nazionale  assoluta sulle 100 Miglia. 
Il precdente lo aveva ottenuto in occasione del Mondiale di 2 anni fà a Brive in Francia con 14 ore, 17 minuti e 44 secondi. In Polonia è passato in 13.58.12 (primo italiano a scendere sotto le 14 ore).
GLI ALTRI – Se noi abbiamo sofferto per la perdita in gara delle punte, anche gli americani e i giapponesi hanno avuto lo stesso problema, gli americani hanno perso la medaglia d’oro a squadre maschile per un infortunio accorso ad Arbora, mentre i giapponesi hanno perso il campione Mondiale in carica, Inoue.
Quindi la classifica a squadre il Mondiale è stato vinto dai tedeschi (per loro si tratta della 1° vittoria a squadre nel Mondiale) sui francesi e sugli americani, finiti a meno di 5km tra di loro.
Quella europea vede sempre i tedeschi al primo posto, seguiti dai francesi e i padroni di casa polacchi. L’Italia è 10° al Mondiale e 8° all’Europeo.
Gli americani hanno perso un protagonista ma ne hanno acquistato un altro, quel Mike Morton che a Luglio aveva vinto la Badwater e che era stato lontano dalle gare per un lungo periodo.
Morton era molto atteso all’esordio della specialità e non ha deluso, i suoi 277,543km rappresentano la miglior prestazione assoluta americana (ha battuto Scott Jurek), il record dei campionati e soprattutto diventa il 3° uomo della storia della specialità, dietro solo al greco Yannis Kouros (in gara anche lui con un’ottimo 237,921) e il russo Zhalybin.
Secondo gradino del podio per il giovane tedesco Florian Reus con 261,718 (primato personale), terzo gradino del podio è andato al francese Ludovic Dilmi con 257,819 (primato personale).
LE DONNE – In campo femminile si sono registrati molti personali e soprattutto la 2° miglior prestazione europea di sempre da parte della cecoslovacca Michaela Dimitriadu che ha ottenuto 244,232 (dietro alla Elizabeth Hawer con 247,076 recente vincitrice dell’UTMB). Inoltre questa misura è anche il record dei campionati (europei e mondiali) ed è la 4° donna di sempre in assoluto.
Dietro di lei l’americana Connie Gardner con 240,385 (record personale) e l’inglese Emily Gelder con 238,875 (record personale).
La classifica a squadre Mondiale vede al primo posto le americane, seguite dalle francesi e dalle inglesi (tra le ultime 2, solo 42 metri di differenza).
Quella Europea vede al primo posto le francesi, poi inglesi e le tedesche.
L’Italia è 8° al Mondiale e 7° all’Europeo.

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