FIDAL, ARESE: FATTO IL NOSTRO DOVERE

“Per prima cosa voglio fare i complimenti al Comitato Organizzatore dei Giochi, ed in particolare a Sebastian Coe. Da quando sono nel mondo dell’atletica, non avevo mai visto così tanta gente assistere ad un nostro evento. Lo stadio ha fatto registrare sempre il tutto esaurito, al mattino e al pomeriggio. Un lavoro davvero straordinario”. Comincia così, con un elogio all’organizzazione “Made in UK”,

l’analisi olimpica del presidente della FIDAL, Franco Arese. “Noi abbiamo vissuto giorni molto difficili, e non credo sia necessario spiegare il perché. Sono felice del fatto che la squadra, dopo lo choc iniziale, abbia saputo reagire bene, ed in particolare che Fabrizio Donato e Daniele Greco abbiano saputo interpretare la loro gara in quel modo. Come avevo detto alla vigilia, con una medaglia avremmo fatto il nostro dovere, con due sarebbe stato un successo. C’è mancata la seconda medaglia, è vero, ma devo dire che il livello delle competizioni è stato davvero eccezionale. Ed in più, il mondo avanza: sempre nuovi paesi si affacciano alla ribalta, e sono in grado di conquistare successi anche in specialità tecniche, come è successo ieri sera nel giavellotto, vinto da un atleta di Trinidad”. 
Arese elogia gli azzurri che hanno conquistato un posto nei primi otto: “Triplisti a parte, voglio congratularmi con Nicola Vizzoni: andare in finale alla quarta Olimpiade non è cosa da tutti, e credo siano state molto, molto brave, anche Valeria Straneo ed Elisa Rigaudo. In generale, mi pare che i ragazzi, pur con qualche eccezione, abbiano fatto ciò che era nelle loro possibilità. Sono però consapevole delle difficoltà che vive il nostro movimento, ed è per questo che credo che il futuro dovrà impegnare l’atletica italiana nella ricerca di strade nuove. Inutile, però, pensare a progetti faraonici, i tempi sono tutt’altro che maturi. E’possibile che arrivino nuovi tagli di bilancio, e dunque non ha senso immaginare che, per toccare uno dei principali problemi dello sport italiano, la scuola possa fare dei passi verso di noi. Anzi, da primo settembre verranno revocati anche gli ultimi distacchi degli insegnanti di educazione fisica di cui ci avvaliamo”

Sulla via tecnica da disegnare per il prossimo quadriennio, interviene il DT Francesco Uguagliati: “La vera sfida dell’atletica italiana è quella di completare il grande lavoro fatto con i giovani in questi ultimi anni, portando i migliori di loro ad inserirsi stabilmente al vertice. Dietro a quelli che avete visto qui, per fare qualche nome, Bencosme, Tamberi, la Hooper, ce ne sono tanti altri che possono diventare i Greco della prossima edizione dei Giochi Olimpici”. Nel frattempo, però, vanno tutelati gli atleti già affermati. Con i quali, la sottolineatura è inevitabile, più di un problema è emerso negli ultimi tempi. Perché? Il presidente Arese non ha dubbi: “Mi pare che la Federazione abbia fatto tutto quel che era possibile. Sempre, in ogni caso. Antonietta Di Martino è un’atleta molto corretta, che ha sempre seguito le indicazioni della FIDAL; ma se interviene un infortunio, che cosa possiamo fare? Per quanto riguarda Howe, abbiamo fornito assistenza continua, in tutte le forme possibili: e per l’Olimpiade di Londra, gli è stato chiesto di far parte del gruppo della staffetta, seguendone ovviamente il programma di attività. Diciamo che per loro due, semmai, l’obiettivo è rimetterli nelle migliori condizioni in vista del Mondiale di Mosca del prossimo anno. E poi, consentitemi, includiamo nel discorso anche le società: le responsabilità, come i meriti, vanno suddivise in parti eguali, altrimenti non è possibile andare avanti”. Il discorso tocca anche il rinnovo delle cariche elettive della Federazione. 
“Sì, mi ricandiderò. In dicembre andremo alle elezioni, e se non sarò eletto, pazienza. Non ne ho mai fatto una questione personale, e ho la coscienza a posto”. Lavoro sui giovani, impianti d’avanguardia. Il Presidente rilancia: “Il CONI ha ristrutturato la pista della scuola di Formia, e ne siamo felici. Adesso, va completata la zona lanci, perché il Centro diventi il vero polo dell’atletica italiana. Io i nostri migliori atleti li immagino lì, ad allenarsi con le migliori condizioni possibili”.

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