TRIPLETTA D’ORO DI ALLYSON FELIX E STORICO SUCCESSO DI TRINIDAD NEL GIAVELLOTTO

Emozioni a non finire nell’ultima giornata di gare allo Stadio Olimpico di Londra. Su tutte la tripla medaglia d’oro di Allyson Felix che ha vinto anche nella 4×400 con un tempo che non si vedeva dal 1993 ma sorprende la vittoria del diciannovenne di Trinidad Keshorn Walcott che solo un mese fa vinse la medaglia d’oro ai Mondiali Juniores di Barcellona.

Splendida anche la finale del salto in alto femminile dove Anna Chicherova vola a 2.05 in una gara con quattro donne oltre i 2 metri e tre a 2.03.

di Diego Sampaolo

Staffetta 4×400 femminili: TERZO ORO DI ALLYSON FELIX:

Allyson Felix è diventata la donna copertina di queste Olimpiadi. Dopo aver vinto il suo primo oro individuale sui 200 metri Allyson ha trionfato altre due volte nelle staffette 4×100 e 4×400. La staffetta 4×400 statunitense composta da Dee Dee Trotter, Allyson Felix, Francena McCorory e Sanya Richards Ross (alla sua seconda medaglia d’oro) ha tagliato iltraguardo in un fenomenale 3’16″87, quinto tempo della storia. Un tempo sotto le 3’17″ non si vedeva dai tempi dei Mondiali di Stoccarda del 1993. Sa sottolineare la frazione di Allyson Felix cronometrata in 47″8. Molto veloci anche la Trotter (49″39)e la Richards Ross (49″10). Eccellenti anche le staffette della Russia (Guschina, Krivoshapka, Firova, Antyukh), seconda in 3’20″23 e della Giamaica (Day, Whyte, Williams, Williams Mills), terza in 3’20″95. Quarto posto per l’Ucraina in 3’23″57 davanti alle padrone di casa della Gran Bretagna (3’24″76).

Finale salto in alto femminile: CHICHEROVA ORO CON 2.05:

In una giornata conclusiva memiorabile per la Russia che ha vinto quattro ori, Anna Chicherova ha vinto il primo oro olimpico dopo il bronzo olimpico di Pechino e il successo mondiale dello scorso anno. È’ stata una gara di grandissimi contenuti con quattro donne oltre i 2 metrie tre oltre i 2.03- Anna Chicherova ha fatto una gara perfetta vincendo con 2.05 alla seconda prova dopo aver superato tutte le altezze fino a 2.03 al primo tentativo. Brigetta Barrett, campionessa universitaria NCAA, ha migliorato il suo record di due centimetri portandolo a 2.03, stessa misura superata dalla russa Svetlana Shkolina che ha conquistato il bronzo per un numero maggiore di errori. I 2.00 metri non sono bastati alla spagnola Ruth Beitia per salire sul podio. Solo quinta e sesta a 1.97 la campionessa in carica Tia Hellebaut e la statunitense Chaunte Lowe, che ha mancato i 2 metri di un niente.

Finale lancio del giavellotto maschile: ORO STORICO PER TRINIDAD AND TOBAGO:

Incredibile sorpresa nella finale del giavellotto dove il fresco campione mondiale juniores Keshorn Walcott di Trinidad and Tobago ha vinto la prima medaglia d’oro di questo paese in una specialità molto tecnica come il giavellotto. In pochi avrebbero creduto che lun ragazzo di 19 anni di Trinidad and Tobago potessesuperare i favoriti del Nord Europa.Walcott ha ottenuto la misura di 84.58 al secondo tentativo. Il lancio di Walcott si colloca al secondo posto delle liste mondiali juniores di sempre.

Walcott, che prima di Londra aveva un primato di 82.83, diventa il secondo atleta di Trinidad capace di vincere l’oro olimpico 36 anni dopo l’oro di Haseley Crawford nei 100 metri a Montreal. “Il mio cuore batteva forte durante il sesto lancio. Sapevo che i miei avversari avevano l’esperienza per battermi “, ha detto Walcott.

L’ucraino Oleksander Pyanytsya è arrivato a sette centimetri dalla medaglia d’oro al terzo tentativo ma non è bastato per la medaglia d’oro. Il finlandese Anti Ruuskanen ha difeso la grande tradizione del suo paese vincendo la medaglia di bronzo con 84.13. Fuori dal podio i favoriti Vitezlav Vezely (quarto con 83.74 molto lontano dal 88.34 con cui aveva realizzato il miglior lancio delle qualificazioni), Tero Pitkamaki (82.80) e il campione in carica Andreas Thorkildsen (82.63). Walcott è il primo giavellottista non europeo capace di vincere l’oro olimpico nel giavellotto. Solo un mesefa aveva conquistato il primo titolo mondiale per il suo paese in una specialità di lanci. Il kenyano Julius Yego, che si allena al Centro IAAF di Kuortane, è il primo atleta del suo paese capace di centrare di entrare in una finale di una grande rassegna mondiale testimonianza dell’universalità dell’atletica e dei tempi che cambiano- Pensare che paesi come il Kenya e Trinidad potessero emergere in una specialità dominata dai paesi nordici e baltici sembrava impensabile solo qualche anno fa.

Finale 800 metri femminili: SAVINOVA BISSA IL SUCCESSO DI DAEGU:

La russa Mariya Savinova ha ripetuto il successo dello scorso anno ai Mondiali di Daegu vincendo anche il titolo olimpico in 1’56″19 davanti alla sudafricana Caster Semenya (1’57″23) in una ripetizione del podio di Daegu. Grande sorpresa per il terzo posto della russa Ekaterina Poistogova che ha preceduto di sei centesimi di secondo la campionessa uscente Pamela Jelimo in 1’57″53 in una gara dove sette donne sono scese sotto i 2 minuti. Dopo un passaggio in 56″31 della statunitense Alysia Johnson Montano ai 400, la Jelimo ha preso la testa transitando in testa ai 600 metri in 1’26″89 ma nel rettilineo finale é statasuperata dalla Semenya e dalla Poistogova. .

Marcia 20 km femminile: LASHMANOVA SUPERA KANISHLINA CON IL RECORD DEL MONDO:

Grande gara di marcia 20 km femminile a “the Mall” nei pressi di Buckingham Palace dove la russa Elena Lashmanova ha battuto negli ultimi metri la campionessa olimpica in carica e grande favorita Olga Kanishkina partita fortissimo al ritmo da record del mondo nei prim 10 km (passaggio a metà gara in 42’33”). .
Nell’unico confronto stagionale la diciannovenne Lashmanova aveva spezzato la striscia di imbattibilità della kanishkina nelle grandi rassegne internazionali in occasione della Coppa del Mondo di Saransk.
La Kanishkina, tre volte campionessa del mondo, è partita subito fortissima imponendo il suo ritmo vertiginoso ed è rimasta in testa per quasi tutta la gara fino agli ultimi 100 metri quando ha subito la rimonta irresistibile della Lashmanova che ha polverizzato il primato del mondo con 1h25’02″, terzo record mondiale di queste Olimpiadi dopo quelli degli 800 metri di Rudisha e della 4×100 femminile. La Kanishkina, laureata in matematica, ha tagliato il traguardo in 1h25’09 battendo la cinese Shenje Qenjeng, che ha stabilito il nuovo record asiatico di 1h25’16″
Buona prova delle azzurre Elisa Rigaudo, settima con un ottimo 1h27’36″ alle spalle di tre russe e tre cinesi e della ventiduenne Eleonora Giorgi che ha migliorato il suo personale scendendo per la prima volta sotto il muro dell’1h3’ con 1h29’48 arrivando al traguardo al quattordicesimo posto.

Marcia 50 km: KIRDYAPKIN BATTE TALLENT: Sergey Kirdyapkin, già due volte campione del mondo della 50 km di marcia a Helsinki 2005 e a Daegu 2011 e vincitore dell’ultima Coppa del Mondo di Saransk nel Maggio scorso, ha vinto la prima medaglia d’oro olimpica sulla 50 km della sua carriera con il tempo di 3h35’59″, che ha migliorato il record olimpico detenuto da Alex Schwazer, vincitore a Pechino 2008 con 3h37’09″.Si tratta del miglior tempo mai realizzato in una grande manifestazione di campionato. Il tempo di Kirdyapkin è notevole considerata la giornata abbastanza calda. Il campione olimpico di Londra 2012 è sposato con Anisya Kirdyapkina, terza ai Mondiali di Daegu 20 km nella 20 km di marcia. Kirdyapkin, che aveva uno svantaggio di 7 secondial 30 km, ha recuperato nel finale nei chilometri successivi prima di prendere un vantaggio di 26 secondi a 5 km dalla fine.
L’australiano Jared Tallent ha vinto il secondo argento olimpico consecutivo sulla 50 km e il terzo della sua carriera avendo vinto anche il bronzo sulla20 km a Pechino. Eccellente prestazione dell’australiano che è riuscito a migliorare il suo record portandolo a 3h36’53 nonostante due proposte di squalifica. Tallent è sposato con Claire Woods, marciatrice di livello internazionale e ha una sorellina che gareggia a livello juniores.
Come nella 20 km è arrivata una bella soddisfazione per Sandro Damilano che ha guidato il cinese Si Tianfeng alla medaglia di bronzo in 3h37″16 in una gara dove dodici dei primi venti hanno migliorato il loro primato personale.
La gara ha fatto registrare due primati nazionali dell’irlandese Robert Heffernan, quarti in 3h37’54″ e del coreano ChilsungPark, tredicesimo in 3h45’55″.
L’azzurro Marco De Luca si è comportato bene facendo la sua gara. Il laziale ha concluso la sua prova al diciassettesimo posto in 3h47’19″, tempo non lontano dal suo personale.(3h46″31) stabilito ai Mondiali di Berlino quando si classificò all’ottavo posto. “Non avrei mai pensato di arrivare diciassettesimo con 3h47″. Il livello era davvero stratosferico”, ha commentato De Luca, padre di Noemi e Sofia.

SITUAZIONE DEL MEDAGLIERE PRIMA DELLA MARATONA

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Nel medagliere aggiornato prima della maratona gli Stati Uniti hanno vinto con 9 ori, 13 argnti e sette bronzi anche se hanno avuto controprestazioni come la mancata qualificazione dei tre quattrocentisti nella finale del giro di pista- La Russia è seconda con otto ori (dei quali quattro nell’ultima giornata), quattro argenti e sei bronzi. Terzo posto per la Giamaica (quattro ori, quattro argenti e quattro bronzi). L’Etiopia ha fatto meglio del Kenya con 3 ori, 1 argento e tre bronzi, mentre gli storici rivali keniani hanno vinto più medaglie (9) ma meno ori (soltanto 2 oltre a tre argenti e quattro bronzi). Molto bene i padroni di casa della Gran Bretagna (4-1-1) e la Germania (1-4-3).In tutto 41 paesi hanno vinto medaglie, tra questi anche l’Italia con lo splendido bronzo di Fabrizio Donato nel triplo.

Nella classifica per nazioni prima della maratona che tiene conto di tutti i piazzamenti tra i primi otto hanno dominato gli Stati Uniti con 298 punti davanti alla Russia (177 punti), alla Giamaica (107 punti),al Kenya (99 punti), al Kenya (95 punti), alla Germania (95) e all’Etiopia (90). Italia ventunesima con 15 punti.

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